Catania, 11 agosto 2021 (AP Photo/Salvatore Cavalli)

Mercoledì a Siracusa sono stati registrati 48,8°C

Se confermata dall'Organizzazione meteorologica mondiale, sarebbe la temperatura più alta mai registrata in Europa

Catania, 11 agosto 2021 (AP Photo/Salvatore Cavalli)

Intorno all’ora di pranzo di mercoledì in provincia di Siracusa le temperature massime hanno toccato i 48,8°C, secondo i dati registrati dal Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano (SIAS). La rilevazione non è ancora stata confermata dall’Organizzazione meteorologica mondiale, ma se succederà diventerà la temperatura più alta mai registrata in Europa, superando il record precedente che risaliva a oltre quarant’anni fa: nel 1977 ad Atene furono misurati 48°C.

La temperatura di 48,8°C è stata rilevata a Contrada Monasteri, poco fuori Floridia, una decina di chilometri a ovest di Siracusa. La Società di meteorologia italiana (SMI) ha detto che il dato è stato registrato alle 13.14 di mercoledì ed è stato misurato da una stazione meteorologica automatica professionale (Campbell) «correttamente installata su suolo naturale e periodicamente controllata dal personale dell’ente». Secondo le prime valutazioni della SMI il dato sembra quindi affidabile, ma data l’eccezionalità di temperature così elevate «è probabile» che il caso venga esaminato da un’apposita commissione dell’Organizzazione meteorologica mondiale.

Guido Guidi, tenente colonnello del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, ha detto ad ANSA che è difficile stabilire se la temperatura registrata nel Siracusano abbia effettivamente raggiunto 48,8°C, e che l’Aeronautica Militare non ha rilevato nelle sue stazioni «nessun valore analogo a quello di cui si parla». Guidi ha aggiunto che al momento non ci sono elementi per dire che si tratti di un nuovo record europeo.

Ma al di là della temperatura esatta e della questione del record, la Sicilia e il Sud Italia sono interessate in questi giorni da una grande ondata di caldo: sempre in provincia di Siracusa, a Lentini, nei giorni scorsi erano stati toccati i 47°C, mentre mercoledì sono state registrate temperature massime di ben 47,4°C anche a Paternò, in provincia di Catania. Le temperature hanno abbondantemente superato i 40°C anche in varie zone di altre regioni, tra cui la Sardegna.

(SIAS)

Il fenomeno sta interessando diverse aree dell’Europa meridionale, e secondo gli esperti interesserà il Sud Italia almeno fino a venerdì. Si parla di “ondate di calore” quando temperature molto elevate durano per più giorni consecutivi, spesso accompagnate da venti scarsi e alti tassi di umidità: per la loro persistenza o per la loro intensità, temperature molto alte possono avere effetti negativi sia per la popolazione a rischio, come anziani e persone che soffrono di patologie croniche, sia per la popolazione sana, oltre che avere grosse conseguenze sull’agricoltura e sugli ecosistemi.

– Leggi anche: Cosa dice dell’Europa il rapporto dell’ONU sul clima

Come ha evidenziato anche il recente rapporto sul clima dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’ONU, in Europa le ondate di calore saranno sempre più frequenti e più intense a causa del cambiamento climatico, che favorisce condizioni meteorologiche come temperature alte e persistenti, che da tempo sono considerate tra le cause principali di incendi come quelli che nelle ultime settimane hanno colpito Grecia, Turchia e Algeria, e anche diverse regioni italiane.

Mercoledì le fiamme hanno bruciato parecchi ettari di vegetazione in varie aree del Sud Italia. A causa degli incendi sono morte due persone in Calabria e una in Sicilia, e altre due erano morte la scorsa settimana sempre in Calabria; nel Reggino, quattro persone sono rimaste ustionate e sono state portate in ospedale, mentre in Campania un uomo è stato ricoverato in gravi condizioni dopo aver cercato di spegnere un incendio scoppiato nel suo terreno.

Mercoledì alla Protezione Civile sono arrivate 32 richieste di intervento aereo, di cui 10 dalla Calabria e 9 dalla Sicilia. Nelle ultime 12 ore i vigili del fuoco hanno gestito più di 500 interventi, di cui quasi la metà in Sicilia.