(ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Il governo Conte ha la fiducia

Con 169 voti a favore e 133 contrari anche il Senato ha votato a favore del governo dopo che ieri lo aveva fatto la Camera

(ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Il Senato ha votato la fiducia al secondo governo Conte con 169 voti a favore, 133 contrari e 5 astenuti: si tratta di due voti a favore in meno rispetto a quelli raccolti dal primo governo Conte lo scorso giugno. Dopo aver ottenuto la fiducia ieri alla Camera, con 343 Sì e 263 no, il governo può così entrare definitivamente in carica con pieni poteri.

Nella maggioranza formata da PD, M5S e LeU solo due senatori non hanno votato secondo le indicazioni di partito: Matteo Richetti del PD e Gianluigi Paragone del Movimento 5 Stelle. I tre senatori a vita presenti, Liliana Segre, Elena Cattaneo e Mario Monti, hanno tutti votato a favore del governo. Il Post ha seguito la giornata con un liveblog.

***

19.01- Il Senato ha votato la fiducia al secondo governo Conte con 169 voti a favore e 133 contrari.

18.37- Siamo arrivati alla “b” del primo appello o “chiama” (ce ne sarà poi una seconda). Umberto Bossi risulta assente.

18.15- Nell’appello nominale i senatori vengono chiamati uno ad uno, si avvicinano al banco della presidenza, dichiarano il loro voto ad alta voce e la loro preferenza viene poi ripetuta dal segretario della seduta. Per questa ragione la procedura è abbastanza lunga (bisogna chiamare uno ad uno più di 300 senatori).

18.10- Inizia la votazione per appello nominale: si parte con la “l” di Lezzi. Il procedimento dovrebbe durare circa un’ora.

18.07- E ora arriva Gianluigi Paragone del Movimento 5 Stelle, anche lui in dissenso con il suo gruppo.

18.05- Richetti del PD in realtà dice che si asterrà, invece di votare la sfiducia.

18.02- Siamo a più di un’ora di ritardo sulla tabella di marcia prevista questa mattina.

18.01- È il momento delle dichiarazioni personali. Sta parlando Matteo Richetti del PD, unico membro del suo gruppo che ha annunciato un voto contrario al governo.

17.52- Gianluca Perilli, del Movimento 5 Stelle, sta dichiarando il voto a favore del suo gruppo.

17.38- Siamo alle ultime dichiarazioni: sta parlando Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia che voterà contro il governo. Tra poco inizierà il voto vero e proprio. Secondo le principali stime fatte dai giornalisti parlamentari, il governo Conte dovrebbe ottenere la maggioranza con 172 voti. In questo caso otterrebbe un voto in più rispetto a quelli raccolti dal primo governo Conte il 5 giugno 2018.

17.27- È il turno del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo che dichiara il voto del suo gruppo contrario al governo.

17.16- Per il PD sta dichiarando il suo voto a favore del governo il senatore Andrea Marcucci.

17.07- Ci sono state alcune polemiche sulla manifestazione organizzata ieri da Fratelli d’Italia, in particolare per la presenza di vari gruppi neofascisti e di numerosi militanti che avrebbero fatto il saluto romano. La presidente del partito Giorgia Meloni dice che non era vero, ma numerose immagini la smentiscono.

17.06- Luca Ciriani, di Fratelli d’Italia, sta annunciando il voto contrario del suo gruppo.

16.57- Loredana De Petris, di Liberi e Uguali, sta annunciando il voto a favore del governo.

16.52- Juliane Unterberg del Südtiroler Volkspartei dice che vedendo ieri alla manifestazione contro il governo numerosi “saluti romani” ha capito che “questo governo è dalla parte giusta”. Alla manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia hanno partecipato numerosi leader e dirigenti di vari movimenti neofascisti.

16.48- Conte ha concluso il suo intervento. Ora è il momento delle dichiarazioni di voto.

16.46- Sull’immigrazione prosegue parlando della necessità di combattere il traffico illegale di migranti, di fare nuovi accordi per i rimpatri, di migliorare le procedure di integrazione, di spingere l’Europa a collaborare di più nella gestione del fenomeno e infine dell’importanza di modificare i decreti sicurezza sulla base delle osservazioni del presidente della Repubblica.

16.44- “D’ora in poi evitiamo di concentrarci ossessivamente sullo slogan ‘porti aperti’ o ‘porti chiusi'”, dice Conte e i leghisti iniziano a gridare mostrando cartelli vari.

16.43- In sostanza Conte dice che del fine vita se ne deve occupare il Parlamento.

16.42- Conte ora risponde alla senatrice di Forza Italia Paola Binetti a proposito del fine vita: “Il tema non è oggetto del programma di governo e ho ritenuto io stesso di non inserirlo nel programma perché non ritengo si presti a una nuova esperienza di governo”.

16.37- Abbiamo smesso di contare le interruzioni di Conte da parte dei leghisti, siamo a una decina comunque. Casellati è continuamente costretta a interrompere e Conte inizia a rispondere stizzito ai leghisti.

16.33- Conte dice che per il momento il taglio del cuneo fiscale (la parte del salario che va in tasse e contributi) sarà tutto a vantaggio dei lavoratori, ma che “in prospettiva” il governo vorrebbe tagliarlo anche a favore delle imprese.

16.31- Conte propone di inserire in Costituzione la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile: questa è abbastanza nuova.

16.27- Terminata la parte degli attacchi e delle risposte a Salvini, Conte è passato al programma: difesa del made in Italy, adozione di tecnologie smart. Nulla di originalissimo per ora.

16.20- “Voi ripetete spesso la parola dignità”, dice Conte: “Ma io mi chiedo cosa ci sia di dignitoso nei repentini e subitanei voltafaccia delle ultime settimane”.

16.19- Conte è ora nel pieno del suo scontro personale con Salvini, che per tutto il suo intervento lo ha chiamato Conte-Monti. In risposta, Conte sta ricordando l’andamento della crisi iniziata l’8 agosto e il funzionamento della Costituzione. Dice inoltre che Salvini attribuisce ad altri “i propri errori” nello scatenare la crisi e nel non essere riuscito a controllarla.

16.15- Poco fa Salvini si è lamentato per l’unica interruzione ricevuta nel suo intervento rivolgendosi ai banchi del PD e dicendo: “E saremmo noi gli antidemocratici?”. In cinque minuti i senatori della Lega sono già alla terza interruzione di Conte (tra cui il coro immancabile “Dignità! Dignità!”.

16.12- Conte prosegue ripetendo la necessità di rivedere il Patto di stabilità e crescita europeo, cioè le norme sul bilancio degli stati, e quella di investire in Africa.

16.10- Conte ha appena detto “logocomachia“.

16.08- Conte inizia facendo gli auguri di compleanno alla senatrice a vita Liliana Segre, che compie 89 anni. Qui potete seguire l’intervento del presidente del Consiglio.

16.07-  È terminata la discussione. Conte prende la parola per la replica.

15.56- Segue un intervento stentoreo e tutto gridato di Renato Schifani di Forza Italia in cui per un po’ se l’è presa con la Lega per essersi alleata con il Movimento 5 Stelle e poi se l’è presa con il Movimento 5 Stelle per le sue posizioni sulla prescrizione e la riforma della giustizia.

15.50- I senatori della Lega scandiscono “Dignità! Dignità!” non appena Salvini conclude.

15.49- La presidente Casellati si sbaglia e chiama Salvini “Casini” quando gli chiede di concludere.

15.38- “Guerra senza pietà alla droga che uccide l’anima e il corpo”, dice Salvini.

15.33-  Gli iscritti a parlare per le dichiarazioni di voto, che seguiranno alla replica di Conte. È confermato che i senatori Gianluigi Paragone, del M5S, e Matteo Richetti, del PD, voteranno contro il governo in dissenso dai loro partiti.

15.27- Sta parlando Matteo Salvini che ha venti minuti di tempo per il suo discorso, ma annuncia subito che ne userà “anche meno”. Inizia rivolgendosi al presidente del Consiglio chiamandolo “Conte-Monti”.

15.13- Ora con grande familiarità La Russa si rivolge a Mattarella dandogli del tu e parla di: “Quando vorrai riconsiderare la tua decisione di non sciogliere le camere”. Infine torna ad accusare il nuovo governo di essere formato dai comunisti.

15.09-  Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia, infila due cavalli di battaglia della destra nei primi cinque secondi del suo discorso: i comunisti e Bibbiano.

15.07-  Sta parlando Francesco Laforgia, di Liberi e Uguali, che voterà la fiducia al governo. Ci avviciniamo alla fine del dibattito.

14.50- Un pezzetto del discorso di Liliana Segre.

14.16- Sta parlando il senatore a vita Mario Monti. Dice che voterà la fiducia al governo.

13.55- In Senato è subentrata un po’ di stanchezza da pausa pranzo, nota Francesca Schianchi, giornalista politica della Stampa.

13.33- Sta parlando Emma Bonino e dice che voterà No alla fiducia, come deciso dalla direzione del suo partito, +Europa. Ieri, però, i tre deputati di +Europa hanno votato a favore della fiducia, in dissenso con Bonino e con il loro segretario, Benedetto Della Vedova.

13.30- Intanto i voti per la maggioranza sembrano crescere, dice Marco Di Fonzo di SkyTg24.

13.20- Sta parlando Lucia Bergonzoni della Lega e indossa una maglietta in cui si legge “Bibbiano”.

13.06- Segre annuncia il suo voto a favore del governo al termine dell’intervento.

13.06- Annalisa Cuzzocrea, giornalista politica di Repubblica.

13.01- Segre, una sopravvissuta dei campi di sterminio nazisti, dice che l’utilizzo dei simboli religiosi in politica le ricorda il “Gott mit uns”, “Dio è con noi”, il motto delle SS.

13.00- Il suo discorso parte durissimo, ricordando l’aumento degli atti di violenza e razzismo e l’atteggiamento di “indulgenza” che di recente si è visto nel nostro paese.

12.59- Sta parlando la senatrice a vita Liliana Segre, che oggi compie 89 anni.

12.56- Sta parlando Gaetano Quagliariello, di Forza Italia, che ieri era alla manifestazione contro il governo con Forza Nuova e CasaPound. A questo proposito, sembra che la Commissione Europea abbia dovuto dare un cospicuo contentino agli eurodeputati della destra radicale est-europea che hanno permesso a von der Leyen di diventare presidente.

12.33- Qui invece trovate tutti i nuovi Commissari Europei, con foto e biografie.

12.21- Nel frattempo la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che Paolo Gentiloni sarà il prossimo Commissario agli Affari Economici.

12.16- La fine del discorso di Candini viene accolta con un coro ritmatissimo di “Dignità! Dignità!” da parte dei leghisti.

12.11- I leghisti sono il gruppo più carico al Senato (e ieri erano i più carichi alla Camera): ogni volta che parla uno dei loro applaudono e lo sostengono a ogni pausa, mentre intonano cori e subissano di grida gli avversari.

12.08- Mentre parla Stefano Candiani della Lega, noi abbiamo raccolto le migliori foto arrivate fino adesso dal Senato.

12.04- Sta parlando Paola Binetti (quella Paola Binetti), numeraria dell’Opus Dei, ex parlamentare della Margherita e poi del PD e oggi senatrice di Forza Italia.

11.59- Intanto parla Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista Italiano e membro del Gruppo misto.

11.53- Massimo Ruspandini, di Fratelli d’Italia, si lamenta del fatto che ieri i giornali e i telegiornali abbiano notato come alla manifestazione contro il nuovo governo fossero presenti tutti i leader dei principali partiti neofascisti italiani (a cui, tra l’altro, nel pomeriggio Facebook e Instagram hanno chiuso tutti gli account).

11.38- Mentre noi possiamo goderci questo bel dibattito al Senato, lo sapete che nel Regno Unito hanno chiuso il Parlamento?

11.27- Sta parlando la senatrice a vita Elena Cattaneo, che annuncia il suo voto a favore del governo.

11.26- Paragone, unico senatore del Movimento 5 Stelle che ha già annunciato il suo voto contro il governo, ha detto che oggi farà “un discorso durissimo contro Conte”.

11.24- Sta parlando Nicola Calandrini di Fratelli d’Italia.

11.15- Nel frattempo sta parlando il tesoriere del PD, Luigi Zanda (che ebbe una parte importante nella famosa storia della seduta spiritica durante il rapimento di Aldo Moro).

11.10- Marco di Fonzo, di SkyTg24, ricorda che il primo governo Conte raccolse 171 voti al Senato.

11.08- Secondo i calcoli che circolano in queste ore i voti della maggioranza saranno tra i 169 e 173, la maggioranza è fissata a 161. Dovrebbero votare per la fiducia 105 senatori del Movimento 5 Stelle (ma si parla di due indecisi: Lello Ciampolillo e Mario Giarrusso). Il PD dovrebbe portare 49 voti a favore, cioè i suoi 51 senatori meno una senatrice assente per malattia e Matteo Richetti che potrebbe uscire dall’Aula. Ci sono quindi 154 voti a favore dai due principali partiti a cui si aggiungono 9 voti favorevoli del gruppo Misto e altri 3 voti del gruppo Autonomie. A questi 166 voti dovrebbero aggiungersi anche i senatori a vita Liliana Segre, Mario Monti e Elena Cattaneo.

11.02- Sta parlando Paola Nugnes, ex senatrice del Movimento 5 Stelle, espulsa per la sua opposizione ai decreti sicurezza di Salvini.

10.58- Secondo il senatore Gianluca Castaldi del Movimento 5 Stelle, 105 senatori del partito voteranno a favore del governo. Le uniche eccezioni sono Gianluigi Paragone, ex direttore della Padania, il giornale della Lega, e una senatrice assente per malattia.

10.55- Bagnai conclude il suo intervento augurando ai suoi avversari una “lunga vita biologica” che, detto da Bagnai, che qualche anno fa scriveva cose come questa qui sotto, fa un po’ paura.

10.46- Sta parlando Alberto Bagnai, della Lega, uno dei principali sostenitori della necessità di uscire dall’euro, oltreché presidente della commissione bilancio del Senato.

10.41- Ora parla Francesco Zaffini di Fratelli d’Italia che definisce il nuovo governo “post-comunista”, il Movimento 5 Stelle, “comunisti inconsapevoli”, il PD, “comunisti che si vergognano”, e infine LeU, “comunisti paleolitici”.

10.39- Sta parlando Marco Perosino di Forza Italia che dice che il nuovo governo ha nel suo programma “droga libera per tutti”. Quindi conclude il suo intervento ringraziando la Madonna e alcuni santi.

10.35- Visto che Conte non ripeterà il suo discorso di ieri, ecco qui la nostra sintesi di cosa ha detto:

• È stato un discorso lungo in cui ha illustrato punto per punto cosa intende fare il suo governo: dalla politica economica a quella migratoria (a cui ha dedicato pochissimo tempo) passando per quella estera;
• Conte ha iniziato dicendo che il suo nuovo governo sarà “meno roboante”, che adotterà un lessico “più rispettoso” in confronto al passato e che mostrerà un volto più “mite”;
• Il primo provvedimento annunciato è stato l’azzeramento delle rette e l’aumento dei posti disponibili negli asili nido;
• Sul fronte economico, Conte ha promesso di tagliare il cuneo fiscale dal lato dei lavoratori, di cambiare le leggi sulla rappresentanza sindacale, di riformare il fisco e ha detto che la riduzione dei tassi di interesse sul debito pubblico è di per sé “un’importante riforma strutturale”;
• Ha detto che il taglio dei parlamentari sarà calendarizzato nella prima seduta utile e che sarà accompagnato da una nuova legge elettorale e da altri cambiamenti nelle garanzie costituzionali; il suo governo, ha promesso, porterà avanti una riforma equilibrata dell’autonomia regionale;
• Sull’immigrazione ha detto che il governo penserà sia all’integrazione che ai rimpatri e che lo farà rivedendo la normativa in materia, ma anche modificando i “decreti sicurezza” voluti dall’ex ministro Matteo Salvini, seguendo le indicazioni del presidente della Repubblica;
• In sintesi: è stato il discorso di un presidente del Consiglio che punta a rimanere a lungo in carica. È stato abbastanza ordinario, nel senso che Conte ha toccato quasi tutti gli argomenti possibili senza dire nulla di particolarmente innovativo e senza indicare priorità inaspettate. L’impostazione del discorso è stata quella che ci si aspettava da un governo di centrosinistra, con molti accenni all’importanza dell’intervento pubblico in economia, della tutela dei lavoratori e della lotta alle diseguaglianze.

10.33- Stefano del PD sta sforando malamente i suoi tempi e Casellati si arrabbia moltissimo. Intanto cori e interruzioni da parte dei leghisti.

10.26- Come ieri alla Camera, i leghisti sono eccitatissimi e ogni pochi minuti ne approfittano per fare cori con cui interrompere i relatori della maggioranza.

10.23- Il discorso di De Falco era in sostanza una relazione molto tecnica sulla gestione delle navi delle ong (De Falco è un ex comandante di capitaneria di porto): non è riuscito a terminarla e forse non era il momento migliore per fare questo tipo di intervento. Ora sta parlando Dario Stefano, del PD.

10.20- Ecco gli iscritti a parlare nella giornata di oggi (non sembra che Renzi parlerà, ma è ancora possibile che cambi idea).

10.18- Grida di “Matteo! Matteo!” quando Salvini entra nell’aula. Ora sta parlando Gregorio De Falco, ex senatore del Movimento 5 Stelle.

10.12- Ora ha preso la parola il senatore Roberto Berardi, di Forza Italia, che indossa una camicia nera e che chiede di spendere un miliardo di euro aggiuntivo nelle forze armate.

10.05- Conte non replicherà il suo discorso, che è lo stesso di ieri ed è stato depositato al Senato.

10.03– La seduta è iniziata, qui potete seguire la diretta.

9.55- Al Senato la maggioranza dovrebbe essere leggermente più sottile, ma se tutto andrà bene per il governo dovrebbe comunque assestarsi intorno a un confortevole 170, scrivono i giornali, nove voti in più della maggioranza assoluta fissata a 161.

9.50- Nel caso siate rimasti un po’ indietro, ieri è andato tutto come previsto e la Camera ha votato la fiducia al secondo governo Conte con 343 voti a favore e 263 contrari.

9.49- Per ora sappiamo anche che Salvini dovrebbe parlare intorno alle 14.30. Probabilmente parlerà anche Renzi, ma non sappiamo esattamente l’orario (che comunque potrebbe cambiare, i dibattiti parlamentari non sono proprio noti per rispettare perfettamente gli orari previsti).

9.47- Ricordiamo gli eventi principali della giornata:
• Ore 10.00: inizia il discorso di Conte
• Ore 10.30-15.30: dibattito (con gli interventi di Matteo Salvini e Matteo Renzi)
• Ore 15.30: replica di Conte
• Ore 17: inizio del voto di fiducia
• Ore 18 circa: conclusione del voto di fiducia

9.45- Benvenuti a un nuovo liveblog del Post! Ci siamo: con il voto di fiducia di oggi si concluderà la crisi di governo iniziata lo scorso agosto (sempre che tutto vada come previsto).

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.