La mostra di Sheela Gowda all'Hangar Bicocca, Milano (Claudio Furlan/LaPresse)
  • Cultura
  • venerdì 6 settembre 2019

Le mostre da vedere in Italia prima che chiudano

Sono gli ultimi giorni per Vivian Maier a Trieste, Araki a Siena, i Preraffaelliti a Milano e il World Press Photo a Palermo, tra le altre

La mostra di Sheela Gowda all'Hangar Bicocca, Milano (Claudio Furlan/LaPresse)

Probabilmente siete tornati dalle vacanze e siete pronti a riprendere la vita mondana-sociale-culturale di prima, oppure volete fingere di essere ancora in vacanza e trattare la vostra città come una meta turistica, oppure ancora vi siete mangiati le mani perché non avete fatto in tempo a vedere, rimandando troppo, Broken Nature in Triennale a Milano o la mostra su Fellini a Padova: per tutti voi abbiamo messo insieme le mostre più interessanti che stanno per finire, dalle fotografie di Paolo Di Paolo a Roma a quelle che hanno vinto il World Press Photo esposte a Palermo.

Genova
– Inge MorathLa vita. La fotografia
Palazzo Ducale fino al 22 settembre
È la prima grande retrospettiva in Italia dedicata a Inge Morath, fotografa austriaca naturalizzata statunitense tra le prime donne a fare parte della rinomata agenzia fotografica Magnum. Sono esposte 170 fotografie, dagli inizi della carriera con i fotogiornalisti Ernst Haas nel 1949 e Henry-Cartier Bresson fino alle collaborazioni con riviste prestigiose come LIFE e Vogue.

Torino
– Larry Fink – Unbridled Curiosity
Camera, fino al 20 settembre
Larry Fink è nato a New York nel 1941 ed è un famoso e premiato fotografo americano. Il suo lavoro più noto è Social Graces, una serie realizzata negli anni Settanta che confronta le feste dell’élite artistica e culturale di New York, come quelle al celebre Studio 54, con i compleanni e i matrimoni degli operai e delle comunità agricole della Pennsylvania. Di recente ha scattato le foto alle Women’s March, le manifestazioni femministe organizzate per la prima volta nel 2017 contro il presidente americano Donald Trump. Ha esposto in musei internazionali come il MoMA e il Whitney Museum of American Art di New York e collabora con giornali come il New York Times Magazine, il New Yorker e Vanity Fair. Qui sono raccolte 90 suel fotografie, dagli anni Sessanta a oggi. Il 20 settembre alle 18 Fink sarà ospitato da Camera in un incontro con il suo direttore, Walter Guadagnini.

Milano
Roger Ballen – The body, the mind, the space
Fondazione Sozzani, fino all’8 settembre
Ballen, che è nato a New York ma da 30 anni vive in Sudafrica, è talmente famoso da aver già una parola che descrive il suo stile: ballenesque, ballenesco. Le sue fotografie, i suoi video e le sue installazioni sono inquietanti, raffigurano gli incubi dell’inconscio, riorganizzano lo spazio reale in illusioni ottiche e immagini sovrapposte con effetti stranianti. La mostra raccoglie 50 suoi lavori realizzati dagli anni Settanta a oggi, suddivisi in tre temi: gli animali, il corpo, lo spazio.

Roy Liechtenstein – Multiple Visions
Mudec, fino all’8 settembre
Espone 100 opere, tra stampe, sculture, arazzi, video e fotografie, di uno dei maestri della pop art americana. Potrebbe essere una buona mostra, immediata e accessibile, da visitare con i bambini, insieme a quella sull’artista cinese Liu Bolin ospitata sempre al Mudec e che terminerà il 15 settembre. Liu Bolin è un artista cinese noto per gli autoritratti in cui si mimetizza, grazie a un lungo e accurato trucco, all’ambiente circostante. Potete fare una prova per capire se vi divertite con le foto che abbiamo già pubblicato sul Post.

– Sheela Gowda – Remains
Hangar Bicocca, fino al 15 settembre
È la prima mostra personale di Sheela Gowda, nata nel 1957 e considerata tra le più importanti artiste indiane contemporanee. Raccoglie le opere che ha realizzato dal 1992 a oggi: acquarelli, stampe e installazioni fatte di capelli, incenso, pigmenti naturali, escrementi di mucca e molti altri materiali. Come quella al Mudec è un’altra mostra che potrebbe incuriosire e intrattenere i bambini, soprattutto se non li avete mai portati a perdersi tra i Sette Palazzi Celesti, le torri realizzate dall’artista tedesco Anselm Kiefer.

PreraffaellitiAmore e desiderio
Palazzo Reale, fino al 6 ottobre
È tra le grandi mostre milanesi della stagione, quelle per cui si fa la coda il sabato pomeriggio insieme alle famiglie e ai turisti. Può sembrare un’introduzione scoraggiante ma vale la pena per aggirarsi tra i ritratti che inventarono una nuova idea di bellezza, tornata di moda negli ultimi anni.

Magnum’s First – La prima mostra di Magnum
Chiostri di Sant’Eustorgio, fino al 6 ottobre
È l’allestimento della prima mostra realizzata, nel 1955, da Magnum, l’agenzia di fotogiornalismo più famosa al mondo. Dopo che se n’era persa traccia, venne riscoperto nel 2006, quando nella cantina dell’Istituto Francese di Innsbruck furono ritrovate due casse con i pannelli della mostra su cui erano montate 83 fotografie in bianco e nero, insieme ai cartellini con i nomi degli autori, il testo di presentazione e la locandina. Si tratta di una rassegna di otto grandi fotografi dell’agenzia, tra cui Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Erns Haas e Inge Morath. Da allora è stata riproposta in tutto il mondo.

Bergamo
Nino Migliori – Le forme del vero
Monastero di Astino, fino al 30 settembre
Raccoglie più di 40 lavori del fotografo bolognese tratti dalle serie Gente, ritratti di persone comuni di tutta Italia, e Muri e manifesti strappati. Forse conoscete Migliori per Il Tuffatore, una foto del 1951 che mostra due ragazzi a Rimini, uno seduto con la schiena curva e uno che si tuffa, dritto come una riga. Un po’ di immagini esposte le trovate qui.

Rovereto
Passione. 12 progetti per l’arte italiana
Mart, fino all’8 settembre
Sono esposte 250 opere di artisti italiani moderni e contemporanei, come Medardo Rosso, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Felice Casorati e Renato Guttuso. Inaugurata a febbraio, la mostra è cambiata nel tempo e questo è l’ultimo allestimento, inaugurato a maggio e dedicato a cinque progetti: Interno borghese, Roma anno zero, Miracolo a Milano, Pittura analitica e Arte nucleare.

Venezia
– Fino al 24 novembre c’è la 58esima edizione della Biennale d’arte, una delle più importanti esposizioni d’arte contemporanea di tutto il mondo, che si tiene ogni due anni. Le sedi espositive sono due, i Giardini e l’Arsenale, ma 21 eventi collaterali sono ospitati in chiese, palazzi, conventi e magazzini in tutta la città: li trovate qui, mentre qui sul Post avevamo consigliato un po’ di cose interessanti da vedere.

Arshile Gorky
Ca’ Pesaro, fino al 22 settembre
Se vivete a Venezia o la Biennale l’avete vista e cercate qualcosa di più rapido, c’è la prima retrospettiva italiana sull’importante artista pittore armeno naturalizzato statunitense, considerato tra i più importanti dell’espressionismo astratto insieme a Jackson Pollock, Willem de Kooning e Roberto Matta. Il suo vero nome era Vostanik Manoug Adoian e assunse quello di Gorky una volta arrivato negli Stati Uniti, a 16 anni, dove si spacciò per parente dello scrittore russo Maksim Gor’kij; morì suicida a 44 anni.

Trieste
Vivian Maier – The Self-portrait and its Double
Magazzino delle idee, fino al 22 settembre
Negli ultimi anni di Vivian Maier si è parlato molto, non solo per le sue opere ma anche per la sua storia fuori dal comune. Per 40 anni lavorò come bambinaia e governante, scattando fotografie da autodidatta nelle strada di Chicago, dove viveva, Los Angeles e New York. Non le pubblicò mai e le conservò nascoste nella sua casa finché la lasciò perché non poteva più permettersi l’affitto. Il suo lavoro venne riscoperto da John Maloof, che comprò all’asta una scatola in cui ritrovò più di 150.000 negativi, migliaia di pellicole non sviluppate, stampe e film realizzati da Maier nel corso degli anni. Cercò di rintracciarla senza successo e Maier morì due anni dopo, nel 2009, senza sapere di essere considerata una delle prime e più importanti esponenti di street photography, la fotografia di strada. La mostra di Trieste espone 70 suoi autoritratti in bianco e nero e a colori.

Bologna
– Antropocene
Mast, fino al 22 settembre
È una grande mostra dedicata all’era geologica in cui viviamo, con 35 immagini in grande formato del fotografo Edward Burtynsky e i filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier: i tre hanno collaborato per quattro anni per documentare con foto, ricerche e videoinstallazioni l’influenza dell’uomo sui processi naturali, dalla Grande barriera corallina australiana alle cave di marmo di Carrara, dall’enorme discarica di Dandora in Kenya alle vasche di evaporazione per estrarre il litio nel deserto di Atacama. Potete farvi un’idea guardando un po’ di immagini che avevamo pubblicato qui.

Fano
PoliArte (L’Arte delle Arti)
Palazzo Bracci-Pagani fino all’8 settembre
È una mostra collettiva degli artisti Gabriele Basilico, Alberto Garutti, Ugo La Pietra, Corrado Levi e Alessandro Mendini, accomunati dall’aver studiato al Politecnico di Milano pur avendo poi percorso carriere diverse e spesso polimorfe, che sono sconfinate in pittura, architettura, disegno, fotografia e altro ancora.

Siena
Effetto Araki
Santa Maria della Scala, fino al 30 settembre
Sono esposte 2.200 fotografie di Nobuyoshi Araki, uno dei fotografi giapponesi più famosi, noto soprattutto per le immagini erotiche e di bondage, ma che ha fotografato anche fiori, prostitute, gatti e la vita quotidiana di Tokyo dagli anni Sessanta in poi. La retrospettiva è curata da Filippo Maggia, che si era occupato anche della mostra di Araki a Milano di due anni fa.

Cortona
Festival di Cortona On the Move
Fino al 28 settembre
È la nona edizione, dedicata quest’anno al rapporto tra uomo, paesaggio e territorio, declinato in decine di mostre ed eventi ospitati tra il centro storico e la Fortezza medicea della città. Tra i tanti progetti in mostra, Crime Scenes di Simon Norfolk raccoglie tre progetti sull’influenza dell’uomo sull’ambiente; Arctic Zero del torinese Paolo Verzone mostra come si vive a Ny-Ålesund, un centro di ricerca nell’arcipelago delle Svalbard in Norvegia, a 1.300 chilometri dal Polo Nord. I cambiamenti geopolitici del Medio Oriente sono al centro di Infertile Crescent di Nadia Bseiso, mentre Israele e i suoi abitanti lo sono in Legitimacy of Landscape di Yaakov Israel. Trovate un po’ di foto sul Post qui e il programma qui.

Roma
– Paolo Di Paolo – Mondo Perduto
MAXXI, fino all’8 settembre
È una delle mostre di fotografia più interessanti del momento, ed è stata prorogata fino all’8 settembre. Ha anche una bella storia: Paolo Di Paolo era stato il fotografo più importante del Mondo, un settimanale di politica, economia, cultura e fotogiornalismo fondato nel 1949 e diretto da Mario Pannunzio, ma venne quasi dimenticato quando, nel 1966, si mise a fare altro. Di recente la figlia lo ha convinto a esporre parte delle 250mila fotografie che scattò per la rivista e così è nata la mostra, sponsorizzata dall’azienda di moda Gucci e accompagnata da un catalogo di Marsilio. Ci sono ritratti di personaggi famosi dell’epoca – come Giuseppe Ungaretti che gioca con un gatto, Anna Magnani che prende il sole e i funerali di Palmiro Togliatti – e immagini sulla provincia e i cambiamenti di quei decenni.

– Emiliano Mancuso – Una diversa bellezza
Museo di Roma in Trastevere, fino al 6 ottobre
È una retrospettiva con 150 lavori del fotografo romano, morto l’anno scorso a 47 anni, che riunisce i diversi stili e linguaggi che ha adottato nel tempo per raccontare l’Italia: il bianco e nero, il colore, le immagini digitali, quelle analogiche e le polaroid, fino ai video. È divisa in quattro sezioni: Terre di Sud sul Mezzogiorno, Stato d’Italia sugli anni 2008-2011, Il Diario di Felix, un cortometraggio girato in una casa-famiglia di Roma e Le Cicale, su quattro persone che vivono a Roma con la pensione minima o che lavorano in nero in attesa di ottenerla. Un po’ di immagini in mostra le trovate qui.

Falcão, Ottavo Re
Galleria Candido Portinari dell’Ambasciata del Brasile a Roma, fino al 13 settembre
Per i tifosi della Roma o gli appassionati di calcio: 52 fotografie che raccontano la carriera di Roberto Falcão, centrocampista della Roma e della nazionale brasiliana negli anni Ottanta, soprannominato l’Ottavo re di Roma e Il Divino.

Napoli
– Jan Fabre
Fino al 15 settembre
Le opere dell’artista sperimentale belga sono ospitate in quattro sedi espositive: il Museo e Real Bosco di Capodimonte, la chiesa del Pio Monte della Misericordia, il Museo Madre e la galleria Studio Trisorio. In particolare il Museo di Capodimonte espone Oro Rosso. Sculture d’oro e corallo, disegni di sangue, con sculture in oro, disegni creati dall’artista con il suo stesso sangue dagli anni Settanta a oggi, e sculture in corallo rosso realizzate appositamente per Capodimonte. La chiesa del Pio Monte della Misericordia ospita la statua L’uomo che sorregge la croce, che è un suo autoritratto in cera che richiama le Sette opere di Misericordia di Caravaggio, e il Madre la statua in marmo L’uomo che misura le nuvole; alla Studio Trisorio c’è infine una selezione di opere realizzate con gusci di scarabei iridescenti, intitolata Omaggio a Hieronymus Bosch in Congo.

Palermo
World Press Photo
Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba, dal 6 settembre al 6 ottobre
La mostra con le foto vincitrici del World Press Photo, il più importante premio di fotogiornalismo al mondo, viene allestita successivamente in varie città d’Italia: per tutto settembre toccherà a Palermo, poi si sposterà a Gavoi in Sardegna, a Lucca e a Forte di Bard, in Vallle d’Aosta. Se non potete guardarle di persona, le fotografie vincitrici le trovate anche tutte sul Post.

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