Le forme del vero di Nino Migliori

Le foto più conosciute del fotografo bolognese sono in mostra a Bergamo fino a settembre

da “Gente dell’Emilia”, 1957
© Fondazione Nino Migliori

Fino al 30 settembre nel complesso monumentale di Astino, a Bergamo, sarà ospitata la mostra Nino Migliori, Forme del vero sui lavori del fotografo bolognese; è organizzata da Fondazione MIA e curata da Corrado Benigni. In mostra ci saranno più di 40 fotografie scelte tra le più conosciute e tratte dalle serie Gente (fotografie di persone a partire dall’Emilia ma spostandosi poi in diverse parti d’Italia, da nord a sud) e Muri e manifesti strappati. Una delle foto più famose di Migliori è Il Tuffatore, del 1951: mostra due ragazzi a Rimini, uno seduto e uno tuffarsi in orizzontale in una composizione perfetta.

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Nino Migliori, che è nato Bologna nel 1926, ha iniziato a scattare foto negli anni Quaranta, non limitandosi alla fotografia classica ma a una ricerca e sperimentazione nella lavorazione degli scatti e dei materiali. In alcuni suoi lavori Migliori interviene sulle lastre e sulle pellicole con graffi e incisioni (come nella serie Cliché-verre), bruciando la pellicola fotografica (Pirogrammi) o disegnando sulla carta fotografica con i liquidi di fissaggio e di sviluppo (Ossidazioni). Oltre a sperimentare con la Polaroid e usare materiali vari come l’oro e il bronzo creando installazioni.

Il garzone del barbiere, 1956
© Fondazione Nino Migliori

da “Muri”, 1950
© Fondazione Nino Migliori

La mia città, 1958
© Fondazione Nino Migliori

da “Manifesti strappati” 1958
© Fondazione Nino Migliori