Kiev, Ucraina, 23 giugno 2019 (Brendan Hoffman/Getty Images)
  • Mondo
  • lunedì 24 giugno 2019

Il tranquillo e partecipato gay pride di Kiev

C'erano 8.000 persone, non ci sono stati scontri ed è stato sostenuto anche dal nuovo presidente Volodymyr Zelensky

Kiev, Ucraina, 23 giugno 2019 (Brendan Hoffman/Getty Images)

Domenica si è tenuto il gay pride a Kiev, capitale dell’Ucraina: secondo gli organizzatori è stato il più partecipato di sempre della città, con 8.000 persone contro le 5.000 dell’anno precedente. Contrariamente a quanto accaduto in passato – e in particolare nel 2015 – non ci sono stati scontri e arresti, nonostante la presenza di una piccola contro-protesta: ha contato molto anche il sostegno al Pride del nuovo presidente Volodymyr Zelensky, un ex comico eletto ad aprile, che domenica aveva ricordato su Facebook che «la Costituzione ucraina garantisce a tutti i cittadini uguali diritti e libertà».

Zelensky aveva anche invitato la polizia a prevenire la violenza e garantire la sicurezza dei partecipanti del Pride, rinominato la Marcia dell’uguaglianza; sabato la polizia aveva arrestato preventivamente nove persone, accusate di voler ostacolare la manifestazione. C’era infatti molta preoccupazione: l’anno scorso la polizia aveva arrestato 56 persone durante gli scontri al Pride mentre nel 2015 una decina di estremisti di destra aveva cercato di attaccare il corteo per fermarlo, ferendo alcuni partecipanti. All’epoca c’erano stati circa 30 arresti e 300 manifestanti. Quest’anno le proteste si sono limitate a un centinaio di manifestanti, con bandiere ucraine, religiose e antieuropee. Una di loro, Oksana Korchynska del Partito Radicale, ha spiegato che «siamo per Dio e per l’Ucraina. Per oggi è importante che le persone, che hanno un peccato sessuale, non ne facciano propaganda».

In Ucraina non c’è alcuna tutela per le unioni omosessuali e le persone LGBT sono ancora molto discriminate dal punto di vista legale, sui posti di lavoro e dalla società. Secondo un sondaggio dello scorso dicembre realizzato dal think tank Democratic Initiatives, riportato da Reuters, il 47 per cento degli ucraini pensa che i diritti delle minoranze sessuali debbano essere limitati, mentre il 37,5 per cento è contrario a ogni restrizione; il 15,6 per cento non ha un’opinione.

Come prepararsi al Pride

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.