Come prepararsi al Pride

Qualche idea su cosa portare, come vestirsi e cosa leggere prima

Il Pride del 2018 a Brighton, nel Regno Unito (Tristan Fewings/Getty Images)

Questo mese ricorre il cinquantesimo anniversario degli scontri di Stonewall, l’evento che portò all’istituzione del Pride, la più nota manifestazione di affermazione dell’orgoglio della comunità LGBT nel mondo. Ogni anno al Pride partecipano tantissime persone, non solo omosessuali, bisessuali, transgender e queer, ma anche eterosessuali e cisgender che sostengono la lotta per i diritti di tutti. La manifestazione principale, il World Pride 2019, si celebrerà a New York, dove tutto è cominciato, e dove sono previsti moltissimi eventi collaterali. In Italia i cortei sono iniziati a maggio e andranno avanti fino a settembre: qui trovate tutte le date, città per città.

Per chi ha in programma di partecipare al Pride per la prima volta o si sta preparando a tornarci, abbiamo messo insieme una lista di consigli sulle cose da procurarsi.

La bandiera
La bandiera arcobaleno fu disegnata nel 1978 da Gilbert Baker, attivista per i diritti delle persone queer. Nella versione originale aveva 8 colori con 8 significati, ma per diversi motivi negli anni il rosa e il turchese sono stati tolti. Oggi i colori sono sei (rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola) e il rosso è in alto: non bisogna fare confusione con la cosiddetta bandiera della pace, che invece ha sette colori e il rosso in basso. Dal 2015 la bandiera arcobaleno è esposta al MoMa di New York ed è considerata il simbolo dell’orgoglio della comunità LGBT a livello internazionale. Su Amazon ne trovate una con buone recensioni a 9,95 euro; se volete comprarne due risparmiando, queste costano 10,89 euro.

Alcune cose per proteggersi dal sole
Giugno è il mese internazionalmente dedicato al Pride perché gli scontri di Stonewall iniziarono il 28 giugno. Per chi festeggia il Pride in Italia questo significa molto spesso tempo soleggiato e caldo, che invitano a stare all’aperto ma fino a un certo punto, soprattutto in un corteo che dura diverse ore. Chi non vuole tornare a casa con un’insolazione o le spalle scottate, può avere alcune accortezze. Innanzitutto, è bene coprirsi la testa. Qualsiasi cappellino con la visiera sarà perfetto allo scopo, ma la scelta di un copricapo può essere un’occasione per aderire allo stile del Pride e indossare qualcosa arcobaleno. Questo pacchetto di bandane a 12,79 euro potrebbe tornarvi utile: sono 6, potete distribuirle ad amici e parenti. Per i più sensibili al sole, su Amazon, c’è anche un cappello-ombrello a 13,12 euro.

Un’altra cosa di cui potreste avere bisogno è l’acqua. Per evitare di dover comprare una o più bottigliette d’acqua lungo il percorso (e magari non trovare un cestino dove buttarle in mezzo alla folla) conviene portarsi una borraccia. Qui trovate qualche consiglio su come sceglierne una, ma nei prossimi giorni arriverà sul Post una guida aggiornata su quali acquistare, dato che anche nel mondo delle borracce vengono fatte innovazioni interessanti.

Per ultimo, anche se forse non vi va di sentirvelo dire, sarebbe meglio mettersi la crema solare: non ci si scotta solo al mare e alcuni Pride si svolgono nelle ore più calde della giornata. Non ci sono creme solari migliori di altre per quanto riguarda la protezione, ma bisogna scegliere il Solar Protection Factor (SPF) giusto: se siete molto chiari di pelle, andate con il 50+. Qui trovate tutte le creme solari in vendita su Amazon, qui su Sephora e qui sul sito delle profumerie Douglas. La 50+ più economica è questa.

Idee per vestirsi da Pride
L’aspetto festoso e carnevalesco è un tratto distintivo del Pride per molte ragioni diverse. Da cinquant’anni il Pride è il palco di chi nella vita quotidiana è stato per molto tempo costretto a nascondersi. L’uso di travestimenti eccentrici e osceni, colori brillanti, strumenti musicali e fischietti appartiene da sempre alle manifestazioni per i diritti LGBT perché rappresenta valori come la libertà di agire ed esprimersi, la diversità e l’inclusione. Infine, eccessi e travestimenti hanno sempre garantito al Pride una copertura mediatica che altre manifestazioni per i diritti LGBT non hanno.

Se siete a corto di idee su come agghindarvi, online trovate davvero di tutto. Abbiamo messo insieme una piccola lista di cose economiche che potete acquistare o usare come spunto per pensare ad altri travestimenti.

La prima cosa a cui pensare è il trucco. Qui ne trovate uno arcobaleno a circa 6 euro compresa la spedizione, da passare su guance, spalle, ginocchia e ovunque vogliate. Per chi ama le piume, su Amazon potete acquistare un paio di ali arcobaleno molto piumose a 12,92 euro e un ventaglio altrettanto piumoso a 5,78 euro. A 17 euro – spedizione compresa – potete acquistare una barba colorata. Oppure, se la barba già l’avete, potete colorarla temporaneamente con questi prodotti spray a 16 euro, oppure con questi di Sephora, più economici.

Arcobaleni nei dettagli
Non tutti amano travestirsi: tanti preferiscono andare in corteo “in borghese”. C’è una scuola di pensiero secondo la quale il fatto di travestirsi crea uno scarto – che non dovrebbe esserci – tra il Pride e tutti gli altri giorni dell’anno. Anticamente, infatti, le feste carnevalesche erano momenti circoscritti dell’anno in cui si lasciava spazio al caos e alla sregolatezza, prima di tornare a uno stato ritenuto di “ordine”.

Per chi la pensa così e cerca un tocco arcobaleno più sobrio, online si trovano tanti calzini arcobaleno che anche se forse non sono adattissimi a questa stagione, vanno poi bene per gran parte dell’anno. Ci sono per esempio i calzini arcobaleno di Happy Socks che costano 9,95 euro, questi calzini tie-dye in vendita su Etsy a 23 euro e questi altri calzini bianchi, in vendita a 4,49 euro su Asos. Online si trovano anche bretelle arcobaleno (7,26 euro) o spillette di ogni genere.

In generale, in questo periodo dell’anno l’arcobaleno è un po’ ovunque. Spesso grandi aziende di moda sfruttano l’occasione del Pride per promuovere collezioni e prodotti in edizione limitata. In alcuni casi è solo e semplicemente un’occasione di profitto, in altri le aziende collaborano con attivisti o associazioni e una parte dei ricavi viene data in beneficenza. Tra le aziende che quest’anno hanno proposto prodotti a tema Pride c’è Ralph Lauren che ha realizzato una capsule collection unisex per adulti e bambini: devolverà parte del ricavato alla Stonewall Community Foundation.

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Thrilled to share that the #RLPride campaign by @ralphlauren is now live, with proceeds benefitting our work here at Stonewall. Check out their announcement: . Introducing the #RLPride campaign, directed and photographed by @CassBlackBird and featuring stories from @Party_Harderson, @TheHarperWatters, @JosieTotah, @JacobBix, @GusKenworthy, and @HetrickMartin.
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The rainbow flag represents more than four decades of pride—and every color tells a story.
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For more than 25 years, Ralph Lauren has supported the LGBTQIA+ community. This year, we’re partnering with @StonewallFoundation. When you shop the @PoloRalphLauren Pride graphic tee, 100% of the purchase price is donated to Stonewall Community Foundation. When you shop the Pride hoodie, hat, tote, and Polo shirt 50% of the purchase price is donated.
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#Pride #LoveisLove
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Learn more about our new campaign and ongoing commitment to supporting the LGBTQIA+ community through the link in our bio.

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Donare qualcosa
Se quest’anno l’arrivo del Pride vi coglie particolarmente fortunati e generosi, potete anche fare una donazione alle associazioni che si occupano di difesa dei diritti delle persone LGBT e non solo. Per esempio a Famiglie Arcobaleno, che si impegna perché alle famiglie con uno o entrambi i genitori omosessuali vengano riconosciuti gli stessi diritti riconosciuti alle altre famiglie. È un punto di riferimento per famiglie e genitori “arcobaleno” e negli ultimi anni la sua principale battaglia è stata quella per la stepchild adoption, ovvero il riconoscimento della tutela dei figli anche al genitore non biologico. Se volete sostenere il loro lavoro, qui potete fare una donazione.

La principale associazione italiana che si occupa in generale della comunità LGBT invece è Arcigay. Dal 1985 opera su tutto il territorio nazionale grazie a volontari e attivisti. Il suo impegno si rivolge alla parità dei diritti, all’autodeterminazione e al superamento di stereotipi e pregiudizi nei confronti delle persone LGBT. Per sostenerla potete acquistare un gadget o fare una donazione.

Infine, c’è DiversityLab che esiste dal 2013 per promuovere l’inclusione all’interno di aziende, università e istituti di ricerca. Particolarmente famosi sono i suoi Diversity Media Awards, che ogni anno premiano esempi virtuosi di diversity nei media (quest’anno un premio lo ha vinto anche il Post). Potete sostenerlo qui.

Qualcosa da leggere
Se per celebrare il Pride volete imparare qualcosa di nuovo o riflettere su cosa può significare fare parte della comunità LGBT, potete leggere qualcosa per entrare nello spirito di questo mese. Se vi interessa capire meglio cosa significa queer e la teoria queer una lettura accessibile – se sapete bene l’inglese – è Queer: a graphic history, un fumetto scritto da Meg John Barker e illustrato da Julia Scheele che partendo dalla storia della sessualità e dell’identità di genere spiega il significato di molte parole con cui gli eterosessuali cisgender possono fare confusione.

Un altro libro simile, forse più adatto per cominciare, è Questo libro è gay dell’autrice transgender di libri per ragazzi Juno Dawson. È adatto a chi vuole conoscersi, accettarsi e amarsi per com’è fatto, ma anche per chi ha semplicemente deciso che vuole saperne di più.

Per chi invece vuole fare una ricerca iconografica per scegliere come vestirsi al Pride, o più semplicemente ama molto la fotografia, un’idea può essere Pride: Fifty Years of Parades and Protests from the photo archives of the New York Times: una raccolta di foto dei reportage del Pride fatti dal New York Times dal 1969 a oggi.

Per chi vuole leggere una storia con protagonisti personaggi LGBT, ce ne sono tre abbastanza recenti e noti da cui cominciare. Uno è Perché essere felice quando puoi essere normale?, l’autobiografia della scrittrice britannica Jeanette Winterson: adottata e cresciuta da una famiglia cristiana pentecostale, a sedici anni capì di essere lesbica e decise di andare via di casa. Il titolo è una domanda che la madre le fece davvero.

Il secondo è Chiamami col tuo nome di André Aciman, di cui si è parlato molto dopo l’uscita nel 2018 del film omonimo diretto da Luca Guadagnino, candidato al premio Oscar come miglior film straniero. È una storia d’amore tra due giovani, ambientata in Italia: la trama non è molto complicata, è una bella storia per altre ragioni.

Un’altra storia diventata famosa grazie al cinema ma nata sulla carta è quella di Il blu è un colore caldo, della fumettista francese Julie Maroh, che ha ispirato La vie d’Adele, vincitore della Palma d’Oro al festival di Cannes del 2013. Ci sono due versioni, una Panini Comics che costa un po’ di più (Amazon e IBS) e una Rizzoli che costa un po’ meno (Amazon e IBS).

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Disclaimer: su alcuni dei siti linkati negli articoli della sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google.

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