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  • martedì 9 ottobre 2018

Salvini ha mentito sui migranti e la Germania?

I dati ufficiali dicono che i migranti vengono già rimandati in Italia dalla Germania e che i numeri sono in aumento, diversamente da quanto sostiene il ministro dell'Interno

Matteo Salvini (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

La giornalista Alessandra Ziniti ha messo insieme e pubblicato su Repubblica alcuni dati ufficiali relativi all’ultima polemica sui migranti tra Italia e Germania, quella relativa al ritorno in Italia dei cosiddetti migranti “dublinati”. I dati raccolti da Repubblica provengono dal ministero degli Interni tedesco e uniti alle informazioni disponibili fino a ieri mostrano come il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini abbia diffuso informazioni false sulle politiche del suo governo.

La lite tra Italia e Germania è iniziata qualche giorno fa attorno ai “dublinati”, cioè quei migranti costretti dagli accordi di Dublino a fare richiesta di protezione internazionale nel primo paese di accesso all’Unione Europea, in questo caso l’Italia, e che poi si spostano in un altro paese europeo, in questo caso la Germania. Sempre secondo gli accordi di Dublino, questi migranti dovrebbero rimanere nel paese di primo ingresso – in questo caso l’Italia – fino a che la loro richiesta non riceva risposta definitiva dalle autorità competenti. Se si spostano in un altro paese – in questo caso la Germania – il governo di quel paese può decidere di rimandarli nello stato di primo ingresso: per farlo, a differenza di quello che hanno sostenuto Salvini e il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, non c’è bisogno di trattati bilaterali particolari, perché è già tutto previsto negli accordi di Dublino.

La polemica era iniziata dopo che si era diffusa la notizia di imminenti voli charter organizzati dalla Germania per rimandare qualche decina di migranti in Italia, poi comunque smentiti dal governo tedesco (a differenza dei voli di linea, i voli charter non sono soggetti a una programmazione oraria sistematica). Salvini aveva scritto su Facebook: «Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c’è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile». In realtà, ha scritto Repubblica, i ritorni di “dublinati” dalla Germania vanno avanti da mesi, sia su voli di linea normali che su voli charter: durante il governo Lega-M5S sono addirittura aumentati.

Nel 2017 i ritorni di “dublinati” dalla Germania all’Italia sono stati 1.004, mentre nel 2018 sono già 2.281. In realtà le richieste di “riammissioni programmate” della Germania all’Italia sono molto superiori – 10.748 solo nel 2018 – e solo una parte del totale viene poi eseguita, circa un quinto: dipende in parte da difficoltà organizzative nel realizzare i ritorni e in parte dal fatto che molti “dublinati” non si fanno trovare dalle autorità tedesche che li cercano per rimandarli in Italia. I dati pubblicati da Repubblica mostrano inoltre che le richieste di “riammissioni programmate” sono aumentate negli ultimi mesi, pressoché in coincidenza con l’entrata in carica del governo M5S-Lega (solo per ottobre ne sono state programmate dalla Germania 2.014): il motivo potrebbero essere le imminenti elezioni in Baviera, dove l’Unione Cristiano-Sociale (CSU), il partito conservatore regionale storico alleato della CDU di Merkel, sta cercando di prendere le distanze dalle politiche filo-accoglienza del governo, per ragioni elettorali.

Inoltre, ha scritto Repubblica, da quando Lega e M5S sono al governo, sono già atterrati in Italia tre voli charter, ciascuno con a bordo al massimo una trentina di “dublinati”: il primo il 7 giugno, proveniente da Francoforte, il secondo il 12 luglio, proveniente da Dusseldorf, e il terzo il 20 settembre, anch’esso proveniente da Francoforte.

Per realizzare le “riammissioni programmate” il governo tedesco non ha bisogno di alcun trattato ad hoc con l’Italia, perché l’obbligo che i “dublinati” stiano nel paese di primo ingresso è previsto dagli accordi di Dublino, che da mesi l’Unione Europea sta cercando di riformare, senza successo. La Lega non ha partecipato a nessuna delle 22 riunioni che si sono tenute in commissione per la riforma degli accordi di Dublino, e a giugno il governo italiano aveva definito una «vittoria» la mancata riforma del trattato, provocando lo stupore di diversi osservatori ed esperti. C’è un’altra cosa da considerare: il fatto che lo scorso agosto la Germania abbia firmato accordi bilaterali con Grecia e Spagna per stabilizzare i ritorni dei “dublinati” non significa che l’intesa fosse obbligatoria per rendere effettive le espulsioni, ma solo che c’era la volontà politica da entrambe le parti di mettere nero su bianco le modalità e i numeri del processo. La Germania aveva avviato colloqui anche con l’Italia, senza però riuscire a trovare un accordo proprio per l’opposizione di Salvini.

Quindi le possibilità sembrano essere due: o Salvini ha mentito, parlando di «voli charter non autorizzati» quando in realtà i dati dicono cose diverse, oppure per qualche ragione non era al corrente delle politiche adottate dal suo ministero sui ritorni dei “dublinati”.