• Sport
  • giovedì 5 luglio 2018

16 documentari sportivi da guardare

Una raccolta dei migliori documentari sullo sport disponibili su Netflix, Prime Video e YouTube

Paddy McNair, calciatore del Sunderland, squadra protagonista dell'ultima serie originale di Netflix (Nigel Roddis/Getty Images )

Sui principali servizi di streaming online, Netflix e Prime Video, ma anche YouTube (finché durano), si trovano tanti documentari sportivi che vale la pena guardare. Alcuni raccontano da vicino, spesso come nessun altro aveva fatto prima, il lavoro dietro grandi squadre di rugby, prestigiose scuderie di Formula 1 decadute, squadre di calcio e carriere di giovani campioni dei pesi massimi. Altri, invece, soprattutto quando si parla di calcio e basket, partono dallo sport per raccontare di riflesso le culture popolari e i cambiamenti nelle società moderne. Ci sono poi i classici ritratti dei grandi campioni che hanno segnato delle epoche e racconti di eventi che si ripetono da secoli, nello stesso modo, nello stesso luogo e con lo stesso spirito.

Sunderland ‘Til I Die (2017)
Netflix

Il Sunderland AFC è la squadra di calcio della vecchia città portuale nel Nord-Est dell’Inghilterra. La città è estremamente legata alla sua squadra, anche perché dopo la chiusura dei cantieri navali e la conseguente crisi economica, è rimasta uno dei suoi pochi vanti. Due stagioni fa però il Sunderland venne retrocesso in seconda divisione dopo dieci anni ininterrotti di Premier League. La retrocessione fu un brutto colpo per tutta la città, anche se i suoi tifosi si aspettavano una risalita immediata in Premier League. La stagione successiva iniziò però di nuovo male, nonostante sulla carta la squadra fosse tra le più competitive del campionato. Il proprietario americano del club, Ellis Short, dopo aver investito tanto e spesso male, aveva infatti deciso di non finanziare più la squadra, lasciando la dirigenza in una situazione precaria. Questo si unì a un diffuso malcontento tra i giocatori, a diversi infortuni e poi ai problemi di alcolismo di uno dei suoi giocatori principali, l’ex difensore del Manchester United Darron Gibson. La stagione che avrebbe dovuto concludersi con il ritorno in Premier League finì invece con una clamorosa retrocessione in League One, la terza in oltre cent’anni di storia della squadra. Netflix ha seguito tutto questo dall’interno del club, fra dipendenti, giocatori e dirigenti.

Dobbiamo andare (2014)
Prime Video

Nel 2018 la nazionale di calcio egiziana ha partecipato a una fase finale dei Mondiali FIFA per la prima volta dal 1990. Fino alla qualificazione, l’assenza dell’Egitto dal torneo risultava sorprendente, considerando che nei 28 anni in cui ha mancato sei volte la qualificazione ha vinto quattro delle dieci edizioni disputate della Coppa d’Africa. In Dobbiamo andare viene raccontata l’ultima mancata qualificazione ai Mondiali, fin dall’arrivo al Cairo nel 2011 di Bob Bradley, il primo allenatore statunitense assunto da una nazionale di calcio araba. Dal giorno del suo arrivo in Egitto, Bradley — papà di Micheal, ex giocatore di Chievo e Roma — inizia a conoscere e a vivere la diffusa passione per il gioco del calcio fra gli egiziani e il modo in cui viene fortemente influenzata dagli avvenimenti nel paese, come la rivoluzione del 2011 e la strage di Port Said del 2012. Intanto, però, nella nazionale cresce anche un calciatore che promette moltissimo, Mohamed Salah.

All or Nothing: New Zealand All Blacks (2018)
Prime Video

È una serie di sei episodi sugli All Blacks, la nazionale di rugby neozelandese, una delle squadre più forti e dominanti nella storia dello sport. Riprende il formato usato per altre serie prodotte da Warner Bros e dedicate ad alcune squadre della National Football League (NFL). Per l’occasione gli All Blacks hanno permesso l’accesso completo a quattro mesi di allenamenti, ritiri e partite: una disponibilità mai concessa a nessuno. Nei sei episodi, oltre alle partite e alle riprese di allenamenti e riunioni tecniche, viene dato molto spazio ai giocatori, con interviste e filmati in cui vengono ripresi nella loro vita privata. Ognuno ha una storia inevitabilmente legata al rugby: dal vice capitano Ben Smith, che dopo un infortunio alla testa nelle Lions Series riflette sulle opportunità di proseguire la carriera o dedicarsi alla famiglia, fino a Beauden Barrett, uno dei giocatori che dovranno guidare la squadra nel futuro, peraltro assieme ai suoi due fratelli entrati da poco nel giro degli All Blacks. Gli episodi della serie durano dai 40 ai 50 minuti e sono narrati dal regista e attore neozelandese Taika Waititi.

Boca Juniors Confidencial (2017)
Netflix

È una recente serie televisiva prodotta da Netflix sulla storica squadra di calcio argentina di Buenos Aires, di cui si è parlato molto ultimamente per l’attesissima doppia finale di Copa Libertadores giocata contro i rivali concittadini del River Plate. Boca Juniors Confidencial è uscita tre mesi fa in Italia: in quattro episodi segue la stagione 2017/18 della squadra, iniziata con qualche difficoltà ma conclusa con la vittoria del campionato argentino. Per l’occasione la dirigenza del Boca ha permesso agli operatori l’accesso pressoché totale agli ambienti della squadra, dalla preparazione estiva agli spogliatoi della Bombonera di Buenos Aires nei giorni delle partite. Dagli episodi di Boca Juniors Confidencial — narrati da Juan Pablo Varsky, uno dei giornalisti sportivi più popolari e apprezzati in Argentina — si può comprendere sia il motivo per cui il Boca si sia guadagnato un posto tra le leggende del calcio mondiale, pur restando sempre orgogliosamente confinato nel suo barrio di Buenos Aires, dove venne fondato 113 anni fa da immigrati genovesi, sia l’importanza del Superclasico argentino.

Les Blues (2016)
Netflix

La generazione di calciatori francesi in attività fra gli anni Novanta e i primi Duemila è stata probabilmente la più forte nella storia del paese. Ma fu anche una generazione che rappresentò i grandi cambiamenti in corso nella società francese, che al suo interno comprendeva già le seconde generazioni figlie di immigrati, le quali però non erano ancora riconosciute e accettate dal resto del paese, pur avendone fatto parte dalla nascita. Les Bleus parla di calcio, ma il calcio francese di quegli anni era anche una questione di razzismo e multiculturalismo, di partiti politici ed elezioni. Quei calciatori, oltre a giocare e vincere, divennero i più grandi rappresentanti di una parte di Francia che ancora non ne aveva abbastanza.

GRAND PRIX Driver (2018)
Prime Video

“Ci vogliono anni per creare una scuderia di Formula 1, ma bastano sei mesi per distruggerla”. Nel 2017 la McLaren, storica scuderia inglese di Formula 1, è stata seguita da vicino nel corso della preparazione alla nuova stagione, ovvero il periodo in cui tutte le scuderie costruiscono le macchine e decidono le strategie per l’annata di Formula 1 che sta per arrivare. In quel periodo, inoltre, si trovava in un momento particolare della sua storia. Era stata comprata dalla famiglia reale del Bahrein e non era più guidata da Ron Dennis, il manager inglese che la portò a importanti successi. Non aveva più i motori Mercedes e montava quelli giapponesi della Honda, decisamente meno affidabili e performanti. In GRAND PRIX Driver viene raccontato tutto il lavoro di una scuderia, in tutti i suoi reparti. La serie è composta da quattro episodi da mezzora ciascuno e la voce narrante è dall’attore Michael Douglas.

Cristiano Ronaldo (2015)
Prime Video

Il documentario ha già qualche anno e nel frattempo sono state scritte altre pagine di storia, ma ancora oggi rimane uno dei racconti più completi e accurati della vita e della carriera di Cristiano Ronaldo, uno dei più grandi nella storia del calcio. Ronaldo viene ripreso nei momenti di intimità con il figlio, la madre e l’agente Jorge Mendes. Racconta la sua infanzia in Portogallo, i rapporti con il padre alcolizzato morto nel 2006 e quelli con il fratello Hugo, più vecchio di dieci anni e con vecchi problemi di tossicodipendenza alle spalle. Viene poi seguito nei ritiri con il Real Madrid e con la nazionale portoghese, passati tra spostamenti, hotel e stadi strapieni in ogni angolo del mondo.

The Carter Effect (2017)
Netflix

Vince Carter è tuttora un giocatore di NBA e uno dei sette nella storia ad averci giocato per almeno venti stagioni. Ha passato l’ultima annata con i Sacramento Kings e ora è ad Atlanta, ma fu con i Toronto Raptors tra il 1998 e il 2004 che divenne uno dei giocatori più iconici nella storia della pallacanestro americana. Pur non avendo ottenuto molti successi e riconoscimenti, divenne celebre in particolar modo per le sue schiacciate, che allora in NBA erano ancora abbastanza rigide e meno spettacolari di ora. Carter le rivoluzionò con salti mai visti e movimenti che fino ad allora nessuno aveva mai pensato o provato. A Toronto divenne una celebrità con i soprannomi “Vinsanity” e “Air Canada” e influenzò profondamente la città anche con attività commerciali che la resero in parte diversa e più vicina alle altre storiche città americane della NBA.

Maria Sharapova: The Point (2017)
Netflix

Due anni fa Maria Sharapova, la tennista russa più forte di sempre, per anni ai vertici del ranking mondiale, risultò positiva a un controllo antidoping effettuato nel corso degli Australian Open. La sostanza a cui risultò positiva, il meldonium, era un farmaco diffuso quasi esclusivamente negli stati dell’ex Unione Sovietica creato per curare problemi cardiaci, ma che dal primo gennaio del 2016 era stato inserito dalla WADA nella lista delle sostanze dopanti e quindi proibita. Lo scorso anno, dopo quindici mesi complessivi di squalifica, Sharapova è tornata a giocare. Nel documentario The Point, girato anche con video in prima persona, come si vede nel trailer, racconta cosa le è successo nel periodo più complicato della sua carriera.

Il Profeta del Gol: la storia di Johan Cruijff (1976)
Prime Video, Youtube

Johan Cruijff, uno dei più importanti giocatori nella storia del calcio, è morto il 24 marzo del 2016 a 68 anni. Nel 1976 Sandro Ciotti, celebre esperto giornalista e radiocronista sportivo, diresse un documentario su di lui che venne proiettato nei cinema: Il profeta del gol, con musiche originali composte da Bruno Martino. Cruijff aveva allora 29 anni ed era diventato famoso con l’Ajax e popolarissimo in tutto il mondo due anni prima, quando l’Olanda di cui era capitano era arrivata in finale ai Mondiali contro la Germania.

Iverson (2014)
Netflix

Allen Iverson è stato per un decennio il simbolo del basket a Philadelphia. Nonostante la sua bassa statura (bassa per un giocatore di NBA, è comunque alto 1 metro e 83 centimetri) fu nominato Rookie dell’anno nel 1997, MVP nel 2001 e fu il miglior realizzatore della lega in quattro stagioni tra il 1998 e 2005. La sua media punti di 26,7 nelle stagioni regolari è la settima più alta di tutti i tempi. La sua carriera in NBA fu influenzata però da alcuni avvenimenti legate a vicende personali, che nel documentario ripercorre e spiega, e da uno stile per molti versi ancora inedito in quel mondo. Questo generò molte incomprensioni.

Asfalto e pallone (2016)
Netflix, Youtube

Nel 2016 il giornalista dell’Economist Simon Kuper intervistò Paul Pogba — a quei tempi ancora centrocampista della Juventus — il quale, a una domanda sulle origini del successo del calcio di strada parigino, rispose dicendo: «Ci crescono così tanti ragazzi talentuosi perché lì c’è solo il calcio. A scuola o nei cortili fra i palazzi, tutti giocano a calcio. È l’unica vera alternativa allo starsene in giro tutto il giorno a non fare niente, o a fare cose stupide che poi sono solo l’inizio di altri problemi ». Nelle banlieue francesi la popolazione è composta perlopiù da famiglie di immigrati africani a basso reddito e non sono presenti altre culture sportive così radicate come il calcio. La diffusione di campetti in cemento, su cui si può sempre giocare, ha reso più accessibile il calcio rispetto ai tradizionali campi in erba. Ora i campetti di periferia sono un punto di ritrovo per tantissimi quartieri. Asfalto e pallone è probabilmente il miglior racconto sul calcio di strada francese realizzato finora.

Palio (2015)
Netflix

Il Palio di Siena si tiene in Piazza del Campo ininterrottamente dal 1632 (anno della prima testimonianza scritta). Ogni anno se ne corrono due: quello del 2 luglio, organizzato da secoli in occasione della festa cattolica della Visitazione e dedicato alla Madonna di Provenzano, e quello dell’Assunta, che si svolge il 16 agosto. Nella corsa si affrontano a turno dieci delle diciassette contrade in cui è suddivisa la città di Siena, ed è questo che rende il Palio un evento raro al mondo e per molti aspetti incomprensibile a chi non lo conosce abbastanza. La lunga storia delle contrade è fatta soprattutto di rivalità e violenze che da secoli trovano sfogo proprio nei giorni del Palio. La “carriera” – l’altro modo in cui viene chiamato – non può essere considerata quindi come una semplice corsa di cavalli: è anche una vera giostra medievale in cui tutto è consentito (la corruzione è una parte del Palio) ed è uno scontro fra contrade, vendicativo e violento. Il documentario disponibile su Netflix lo racconta seguendo fantini ed ex fantini, capitani di contrada e contradaioli, e ne riprende due da vicino.

Icarus (2017)
Netflix

Lo scorso marzo Icarus, il documentario sullo scandalo del doping nello sport russo diretto da Bryan Fogel e prodotto da Dan Cogan, ha vinto il premio Oscar per il miglior documentario dell’anno. Insieme agli articoli di giornale e alle indagini degli ultimi mesi, Icarus è stato uno dei resoconti più completi e accurati sullo scandalo che ha portato alla storica esclusione della Russia dalle ultime Olimpiadi. Ma in origine era stato ideato per essere tutt’altra cosa. Fogel, che è un ciclista amatore, aveva infatti iniziato a lavorare a un film che documentasse il suo tentativo di doparsi: si era messo in contatto con il medico Grigory Rodchenkov, capo del laboratorio antidoping russo, e intendeva raccontare quanto fosse facile assumere sostanze illecite e poi scoprire se sarebbero state in grado di migliorare le sue prestazioni. Le cose, poi, hanno preso una piega diversa.

Le K Benzema (2018)
Netflix

Perché Karim Benzema, uno degli attaccanti più forti degli anni Duemila, non fa parte della nazionale francese pur essendo uno dei giocatori più importanti del Real Madrid? Nel dicembre del 2015 fu sospeso dalla nazionale con l’accusa di aver ricattato un suo compagno di squadra, Mathieu Valbuena, con un video privato. Pochi mesi dopo, però, Benzema ha accusato l’allenatore della Francia Didier Deschamps di averlo escluso dagli Europei in casa per motivi razziali, tirando in ballo anche il Front National, il partito francese di estrema destra che negli ultimi anni ha aumentato i propri consensi.

Anthony Joshua: The Road to Klitschko (2017)
Netflix

Lo scorso aprile il pugile britannico Anthony Joshua, 28 anni, ha vinto per KO tecnico l’incontro valido per il titolo mondiale contro l’ucraino Wladimir Klitschko, il pugile più forte degli ultimi vent’anni. Per la realizzazione del documentario, Joshua ha accettato di farsi riprendere durante i mesi di preparazione all’incontro e poi di commentare gli episodi più significativi e i momenti cruciali del match organizzato allo stadio Wembley di Londra davanti a 90.000 spettatori.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.