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  • domenica 30 Ottobre 2016

Il crollo del cavalcavia sulla Milano-Lecco, in ordine

La ricostruzione del Corriere della Sera di quello che è successo durante la giornata, per capire come mai nessuno lo ha chiuso

Sul crollo di un cavalcavia passante sopra la superstrada Milano-Lecco, venerdì pomeriggio, sono in corso indagini e polemiche: una persona è morta, ma c’erano stati allarmi diverse ore prima. Il Corriere della Sera ha pubblicato domenica una ricostruzione cronologica delle ore di venerdì precedenti al crollo.

La telecamera installata sul tetto dell’auto di servizio del cantoniere Tindaro Sauta riprende la campata del ponte che precipita sulle auto che si incolonnano sull’unica corsia aperta della Superstrada 36 dopo che gli agenti della Stradale e i «sorveglianti» dell’Anas hanno piazzato una fila di birilli per circoscrivere la caduta dei calcinacci. Questo filmato è una delle prove più importanti nelle mani degli investigatori che indagano per omicidio e disastro colposo. Non solo perché si vede l’esatto istante nel quale il tir della Nicoli trasporti attraversa il cavalcavia e la carreggiata crolla sotto il peso delle sue ruote in una nuvola di polvere e cemento, ma perché riprende l’intero intervento dei cantonieri dell’Anas sulla Statale 36, l’arrivo dei colleghi della Provincia, il sopralluogo della Stradale sul ponte e le discussioni nell’attesa di bloccare al traffico la provinciale. Un documento centrale per stabilire l’esatta catena delle responsabilità. E per capire cosa non ha funzionato

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