La sfilata per i 90 anni di Fendi davanti alla Fontana di Trevi a Roma, 7 luglio 2016 (Victor Boyko/Getty Images )
  • Moda
  • venerdì 8 luglio 2016

90 anni di Fendi

8 cose da sapere sulla casa di moda romana fondata nel 1926, famosa per borse e pellicce (tra cui quella di Margot Tenenbaum)

La sfilata per i 90 anni di Fendi davanti alla Fontana di Trevi a Roma, 7 luglio 2016 (Victor Boyko/Getty Images )

Sono passati 90 anni dall’apertura del primo negozio di Fendi, la casa di moda fondata a Roma da Adele Casagrande ed Edoardo Fendi, e l’anniversario è stato festeggiato con una sfilata che si è tenuta ieri alla Fontana di Trevi, di cui Fendi ha finanziato il restauro, terminato lo scorso novembre. Non è la prima volta che Fendi organizza una sfilata particolarmente spettacolare: nel 2007 ne fece una sulla Grande muraglia cinese e nel 2011 un’altra lungo un ponte sul fiume Han a Seul, in Corea del Sud. Dal 2013 la sede di Fendi si trova all’interno di un altro monumento: il Palazzo della Civiltà Italiana (noto anche come “Colosseo quadrato”) nel quartiere EUR, sempre a Roma. Il Comune gliel’ha concesso in affitto fino al 2028. Per raccontare la sua storia Fendi ha anche aperto un sito, fendi90years.com, e pubblicato un libro, Fendi Roma.
Fendi (ANSA/ANGELO CARCONI)

La storia di Fendi, in breve
Nel 1918 la stilista romana Adele Casagrande (nata nel 1897) aprì nella centrale via del Plebiscito un laboratorio di pelli e pellicce. Nel 1925 sposò Edoardo Fendi e cambiò il nome della boutique in Fendi (anche se l’azienda esisteva già con questo nome dall’anno precedente), che in breve tempo divenne molto famosa in tutta Italia per le sue pellicce. Nel 1938 Casagrande convinse i maestri sellai romani a tagliare il cuoio per il suo negozio e aprì la linea di borse Selleria, che realizzava pezzi unici e pregiati. Nel 1946, dopo la morte di Edoardo Fendi, furono le cinque figlie dei fondatori a occuparsi dell’azienda: Paola, Franca, Carla, Anna e Alda Fendi. Nel 1964 aprì una la più famosa delle boutique romane, quella di via Borgognona, mentre dagli Settanta e Ottanta Fendi produce una linea prêt-à-porter anche per le pellicce. Nel 2001 l’azienda è stata acquistata dal gruppo internazionale LVMH, di cui fanno parte anche Louis Vuitton, Dior, Emilio Pucci, Céline, Givenchy, Marc Jacobs, Kenzo e Loro Piana. La famiglia Fendi conserva ancora una quota di minoranza.

L’arrivo di Karl Lagerfeld
Nel 1965 le sorelle Fendi scelsero un giovane stilista tedesco per rinnovare l’azienda, che all’epoca si occupava soprattutto di pellicce: Karl Lagerfeld. Da allora, Lagerfeld è diventato il direttore creativo di Chanel, ha un marchio a suo nome ed è uno degli stilisti più celebri al mondo, ma continua ancora a collaborare con Fendi. Fu lui, per esempio, a inventarsi il termine “Fun Fur“, cioè “pelliccia divertente”, che descrive il tipo di cambiamento che il suo stile portò nell’azienda. Nel 1966 Fendi presentò la sua prima collezione di alta moda e iniziò a espandersi negli Stati Uniti e in Giappone.
Oggi Lagerfeld è direttore creativo di Fendi insieme a Silvia Venturini Fendi, figlia di Anna Fendi: lui si occupa dell’abbigliamento femminile, lei degli accessori e della linea uomo e bambino.
fendiKarl Lagerfeld e Silvia Fendi Venturini dopo la sfilata della collezione Fendi autunno/inverno 2011-2012, 22 settembre 2011 (AP Photo/Luca Bruno)

Le borse iconiche di Fendi
Anche se Fendi non è nata come azienda produttrice di borse, oggi la sua identità è strettamente legata a due cosiddette “it bags, i modelli che diventano molto famosi e sono proposti anche per le collezioni successive. Le borse più celebri di Fendi sono la Baguette e la Peekaboo.
La Baguette fu disegnata nel 1997 da Silvia Venturini Fendi ed è un simbolo della moda di fine anni Novanta, la portava spesso da Carrie Bradshaw, la protagonista della serie tv Sex and the City. È una borsetta rettangolare con il manico corto da portare sotto il braccio, proprio come si fa con le baguette di pane. Ha una pattina e una chiusura con il logo di Fendi, ed è stata fatta in tantissime versioni, con tessuti, stampe e ricami di ogni tipo; ancora oggi è un modello molto venduto. Fendi ha anche realizzato una app, disponibile sia per iOS che per Android, che si chiama myBaguette e permette di progettare una Baguette personalizzata.
La Peekaboo è una borsa più grande, che si può portare a mano con un manico corto, oppure a tracolla, ed è disponibile in numerose fantasie e materiali. La sua particolarità sta nel gioco tra esterno e fodera: ogni modello è diverso sia per l’esterno che per l’interno e la borsa è fatta in modo che anche la fodera possa essere mostrata. La Peekaboo esiste anche in versione maschile.
Fendi BaguetteModelli di Baguette di Fendi nella boutique di Praga, il 14 giugno 2012 (Krystof Kriz/CTK/AP Images)
fendi peekabooUna borsa Peekaboo durante la sfilata della collezione primavera-estate 2015, a Milano, il 18 settembre 2014 (AP Photo/Luca Bruno)

Le doppia F
Il logo di Fendi è stato disegnato da Karl Lagerfeld nel 1966, deriva dalle due F di “Fun Fur” e inizialmente era usata nelle fodere interne della valigeria. Insieme al colore giallo chiaro della pelle di pecora, che la casa di moda utilizza dal 1933, è il simbolo inequivocabile di Fendi. Il logo esiste in due versioni: quella più allungata in senso verticale, detta Zucca, e quella più allungata in senso orizzontale (come sul fermaglio della Baguette), detta Zucchino. Il font usato sia per il logo Zucca sia per la scritta Fendi è una versione dell’Helvetica.
Fendi Kanye West con una rasatura a forma del logo di Fendi in occasione della presentazione della sua collaborazione con la casa di moda romana per la primavera-estate 2007, il 30 novembre 2006, a Tokyo (Photo by Junko Kimura/Getty Images)

Il primo video di moda della storia
Nel 1977, per presentare la prima collezione prêt-à-porter della storia di Fendi, fu realizzato un breve filmato, che può essere considerato il primo video di moda mai realizzato. Si intitola Histoire d’Eau, dura 23 minuti e fu girato da Jacques de Bascher (noto più che altro per essere stato l’amante sia di Karl Lagerfeld, sia di Yves Saint Laurent). L’acqua del titolo (eau in francese) è quella delle fontane di Roma: il film racconta della vacanza di una ragazza americana, Suzy, che passa il tempo facendo il bagno nelle fontane della città, ovviamente indossando sempre abiti Fendi. Nel film si vede anche un laboratorio dell’azienda, quando le sorelle Fendi invitano Suzy a pranzo da loro.

La sfilata sulla Grande muraglia cinese
Per presentare la collezione primavera-estate 2008, Fendi organizzò una sfilata lungo la Grande muraglia cinese, a circa 90 minuti in automobile da Pechino, che si tenne il 19 ottobre 2007. Fu un vero e proprio spettacolo, anche perché la collezione era già stata presentata tre settimane prima a Milano. Sfilarono 88 modelle perché in Cina l’8 è considerato il numero della prosperità, e si pensa porti fortuna. L’evento costò circa 9 milioni di euro.
Fendi muraglia cinese
Fendi muraglia cinese
Fendi muraglia cinese
(Foto: AP Photo/Andy Wong – Nell’ultima immagine si vedono Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi)

Fendi e il cinema
Fendi ha un lungo rapporto di collaborazione con il cinema, che ha raccontato anche in una mostra al Cinema Manzoni di Roma due anni fa. Molte attrici hanno indossato le sue pellicce in film famosi: Silvana Mangano in Gruppo di famiglia in un inferno di Luchino Visconti, Michelle Pfeiffer nell’Età dell’Innocenza di Martin Scorsese, Marisa Berenson in Io sono l’amore di Luca Guadagnino, Sharon Stone in Catwoman di Pitof Comar e soprattutto Gwyneth Paltrow ne I Tenenbaum di Wes Anderson.
Silvana Mangano in Gruppo di famiglia in un inferno
Famiglia
Gwyneth Paltrow ne I Tenenbaum
tenenbaums
Ornella Muti con una pelliccia di Fendi nel 2014 (Andreas Rentz/Getty Images)
Ornella Muti

I mostri di pelliccia
Negli ultimi anni il più grande successo di Fendi sono i bag charm, letteralmente “gioielli da borsa”, accessori con l’unica utilità di decorare le borse; in pratica sono un’evoluzione dei portachiavi di lusso. Quelli di Fendi sono palle di pelliccia, spesso colorata con tinte sgargianti, e possono costare fino a un migliaio di euro. Alcuni sono di un unico colore, altri hanno una lettera stampata sopra, ma quelli più particolari hanno degli occhi: sono i “Bag Bug” (letteralmente “insetti da borsa”), gli addetti ai lavori li chiamano anche “mostri di pelliccia”. Alcuni hanno anche le caratteristiche fattezze di Karl Lagerfeld: codino bianco e occhiali scuri.
fendi mostri di pelliccia
fendi karl lagerfeld pon-pon

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