I leader del G7 al summit al castello di Elmau, vicino a Garmisch-Partenkirchen, in Germania. (AP Photo/Matthias Schrader)
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  • domenica 7 giugno 2015

Le foto bucoliche del primo giorno di G7

Angela Merkel, Barack Obama e Matteo Renzi tra pinte di birre, ragazze in abiti tradizionali e campi fioriti della Baviera

I leader del G7 al summit al castello di Elmau, vicino a Garmisch-Partenkirchen, in Germania. (AP Photo/Matthias Schrader)

È cominciato oggi in Germania il G7, la riunione dei capi di governo di Stati Uniti, Germania, Giappone, Italia, Francia, Regno Unito e Canada. La riunione si sta tenendo in un hotel vicino a Garmisch-Partenkirchen, nelle Alpi bavaresi. Prima dell’inizio del vertice, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che uno dei temi in discussione è la Russia e la sua politica di aggressione verso l’Ucraina. Obama e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno già detto che le sanzioni che da un anno sono state imposte alla Russia resteranno in vigore fino a che la tregua concordata lo scorso febbraio a Minsk, in Bielorussia, non sarà completamente implementata dal governo russo. Negli ultimi giorni c’è stata un’escalation di scontri lungo il confine che separa i territori controllati dai ribelli filo-russi e quelli controllati dal governo ucraino.

Durante il G7, i capi di governo dei paesi partecipanti discuteranno anche di commercio internazionale e in particolare del TTIP, l’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea in discussione oramai da un anno, di cambiamento climatico e della situazione in Medio Oriente e della crisi greca.

Fino a un anno fa il G7 era noto come G8 perché alle sue riunioni partecipava anche la Federazione Russa, esclusa dopo l’aggressione all’Ucraina dello scorso anno. Le sanzioni attualmente in vigore scadranno il prossimo luglio e l’intenzione dichiarata da Stati Uniti e Regno Unito è assicurarsi che tutti i paesi del G7 restino uniti nel mantenerle in vigore fino a che la situazione in Ucraina non sarà normalizzata. Le sanzioni in vigore contro la Russia sono sia economiche che individuali, che cioè bloccano i beni e la possibilità di viaggiare di alcuni membri del governo russo e persone considerate vicine al presidente Vladimir Putin. Diversi paesi europei vorrebbero che l’Europa adottasse un atteggiamento più flessibile nei confronti della Russia, ma per il momento sta prevalendo la linea più intransigente. Questa settimana Putin ha dato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha detto che la Russia non è una minaccia per la NATO, l’alleanza militare di cui fa parte anche l’Italia.

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