(AP Photo/FBI, File)
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  • venerdì 15 Maggio 2015

Dzhokhar Tsarnaev condannato a morte

È stato il responsabile dell'attentato alla maratona di Boston di due anni fa assieme al fratello Tamerlan: il mese scorso era stato ritenuto colpevole di 30 capi d'accusa

(AP Photo/FBI, File)

Dzhokhar Tsarnaev, il ragazzo ceceno di 21 anni responsabile dell’attacco terroristico alla maratona di Boston del 2013, è stato condannato a morte da una giuria popolare composta da 12 giurati. La stessa giuria lo scorso mese lo aveva già ritenuto colpevole di 30 capi d’accusa, 17 dei quali prevedevano la pena di morte. È praticamente certo che Tsarnaev farà appello contro la decisione di oggi: in quel caso il nuovo processo di appello potrebbe durare diversi anni. Da più di dieci anni, inoltre, il governo federale non esegue una condanna a morte, e l’amministrazione Obama sta rivedendo le procedure per l’esecuzione della pena: tutte queste cose fanno pensare che Tsarnaev non verrà ucciso nei prossimi anni.

 

Data la natura della condanna, i giurati potevano solamente decidere se condannare a morte Tsarnaev oppure condannarlo all’ergastolo. La decisione di condannarlo a morte significa che il giudizio nei confronti di Tsarnaev è stato unanime: come prevede la legge federale, se anche uno dei giurati si fosse opposto a condannarlo a morte Tsarnaev sarebbe stato condannato all’ergastolo (in Massachusetts la pena di morte è stata abolita più di 30 anni fa, ma il processo è di tipo federale). Il procuratore generale degli Stati Uniti Loretta Lynch ha commentato la sentenza spiegando che «la pena di morte è una punizione adatta per il crimine in questione».

(La storia del processo a Dzhokhar Tsarnaev – Il Post)

Il 15 aprile 2013 Dzhokhar Tsarnaev e suo fratello maggiore Tamerlan piazzarono due bombe sul tragitto della maratona di Boston: uccisero tre persone e ne ferirono 264, di cui 17 hanno perso almeno un arto. Tamerlan morì durante un lungo inseguimento con la polizia che si concluse con l’arresto di Dzhokhar, durante il quale fu ucciso anche un agente di polizia.


Il tweet di una donna ferita durante l’attentato: «Si è privato lui stesso del suo diritto di vivere»

Per tutto il processo la linea della difesa di Dzhokhar Tsarnaev è stata quella di sminuire il suo ruolo nella progettazione degli attentati, presentandolo come succube del fratello maggiore, carismatico e fanatico dell’Islam: molte delle impronte digitali trovate su frammenti delle bombe appartengono a Tamerlan, ed è stato lui a comprare gran parte dei componenti per fabbricarle; anche alcuni testi estremisti trovati sul loro computer sono stati scaricati dal fratello.

Nei giorni finali del processo l’accusa ha invece fatto presente la calma con cui Tsarnaev, venti minuti dopo aver messo le bombe, è andato a comprare un litro di latte al negozio; ha letto ad alta voce in aula i tweet scritti nei giorni e nelle ore seguenti l’attentato – “Non c’è amore nel cuore di questa città”, “sono un tipo sempre rilassato” – e ha mostrato in aula il famoso filmato di Tsarnaev che mostra il dito medio alla telecamera di sorveglianza della sua cella, come segno della sua mancanza di pentimento.