Il solito caos delle primarie PD in Campania

Sono già state rinviate una volta, si dovrebbe votare l'11 gennaio ma si sta cercando di evitarle: intanto ci sono tre candidati ma anche il preoccupante precedente del 2011

Il prossimo 11 gennaio dovrebbero svolgersi in Campania le primarie del PD per la scelta del candidato che affronterà poi le elezioni per la presidenza della Regione, il primo marzo. “Dovrebbero” perché le primarie sono già state rimandate una volta, perché secondo la stampa i dirigenti del PD sono ancora alla ricerca di un candidato “unitario” per annullare le primarie («un candidato di superamento», viene definito) e perché c’è chi suggerisce di rinviare il voto di nuovo. La situazione, insomma, è molto caotica – e non è una novità: nel 2011 le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato a sindaco di Napoli furono molto contestate, tra irregolarità e accuse di brogli, e alla fine annullate.

I candidati
I candidati che hanno depositato le firme necessarie per partecipare alle primarie sono tre: Vincenzo De Luca, Andrea Cozzolino e Angelica Saggese.

Vincenzo De Luca ha 65 anni, è stato eletto sindaco di Salerno nel maggio 2011 con il centrosinistra ed è arrivato al suo quarto mandato da sindaco, al quale ha alternato due elezioni alla Camera (2001 e 2006) e una breve esperienza al governo. Il 2 maggio 2013, infatti, De Luca è stato nominato viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti del governo Letta, senza mai però ricevere le deleghe né dimettersi da sindaco: è decaduto per incompatibilità tra le due cariche dopo un procedimento dell’Antitrust. De Luca si era candidato alla presidenza della regione già nel 2010 venendo sconfitto però da Stefano Caldoro del PdL. Ci sono stati diversi procedimenti giudiziari a suo carico: alcuni sono stati prescritti, per altri è stato assolto, per altri ancora condannato (quello, per esempio, del luglio 2010 per questioni inerenti agli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno). Ci sono anche dei procedimenti in corso: il principale riguarda la costruzione del Crescent, un complesso urbanistico sul lungomare di Salerno per il quale De Luca è stato rinviato a giudizio lo scorso novembre. De Luca è uno dei più noti e popolari politici campani e in passato ha avuto rapporti molto complicati anche col centrosinistra e il PD, soprattutto all’inizio della sua carriera di sindaco: secondo la stampa la sua candidatura raccoglierebbe voti anche tra gli elettori di centrodestra delusi dal governo di Stefano Caldoro.

Andrea Cozzolino, eurodeputato di 52 anni, è l’ex assessore alle Attività produttive in Campania (dal 2005 al 2009) ma soprattutto il vincitore delle primarie – poi annullate – per scegliere il candidato sindaco di Napoli nel 2011. Nel 2009 è stato eletto per la prima volta al Parlamento Europeo, venendo riconfermato alle elezioni del 25 maggio 2014. È considerato vicino ad Antonio Bassolino, il più importante e discusso politico di centrosinistra campano degli ultimi anni, e nella complicata geografia delle correnti del PD è definito “dalemiano”. La terza candidata è la senatrice salernitana Angelica Saggese: ha 42 anni, è considerata vicina a Enrico Letta e per la scelta del nuovo segretario del partito aveva sostenuto Gianni Cuperlo. Nel dicembre del 2012 aveva partecipato alle primarie per la scelta dei candidati al Parlamento risultando seconda degli eletti in provincia di Salerno con oltre 8 mila preferenze.

Il primo rinvio
Le primarie in Veneto e Puglia si sono svolte lo scorso 30 novembre (hanno vinto, rispettivamente, Alessandra Moretti e Michele Emiliano). In Campania si sarebbero dovute tenere il 14 dicembre ma a fine novembre il voto è stato rinviato: durante la direzione regionale del partito e dopo un incontro tra Lorenzo Guerini, vice segretario nazionale del PD, e i rappresentanti dei tre candidati (Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, Andrea Cozzolino, europarlamentare, Angelica Saggese, senatrice) è stato deciso uno slittamento all’11 gennaio. Questo, aveva spiegato Guerini, avrebbe permesso «un maggiore impegno organizzativo del partito e la possibilità di lavorare sul piano politico-programmatico e sulla coalizione». Il PD dice insomma di non aver ancora definito la coalizione (si parlava di far partecipare anche Italia dei Valori e Partito Socialista): ma in ogni caso nel tempo passato dal rinvio alla nuova data fissata per le votazioni non sono pervenute nuove candidature, se non quelle che fanno direttamente riferimento al PD.

Le primarie si faranno?
Negli scorsi mesi a Roma si sono svolte diverse riunioni tra il vicesegretario nazionale del PD, Lorenzo Guerini, e i vari “capicorrente” del partito (come li definisce il quotidiano La Città di Salerno). L’obiettivo sarebbe stato trovare un candidato unitario (che una parte del partito ritiene debba essere gradito anche a NCD e UdC che attualmente governano con Caldoro del PDL) per evitare lo svolgimento delle primarie, un tentativo che era già stato fatto in Emilia-Romagna: si era fatto il nome di Alberto Irace, manager di ACEA a Roma con un passato nell’azienda fiorentina delle acque pubbliche e, ancor prima, come vicesindaco a Castellamare di Stabia. L’ipotesi poi non è andata a buon fine. Il PD aveva insistito anche per una candidatura di Raffaele Cantone, rispettato magistrato scelto da Matteo Renzi come capo dell’autorità contro la corruzione, che ha rifiutato; si è parlato anche di Gennaro Migliore, ex capogruppo di SEL alla Camera passato al PD nei mesi scorsi. Nel frattempo i candidati stanno però proseguendo la campagna elettorale e sono contrari al rinvio mentre dal punto di vista organizzativo le cose sono piuttosto ferme. «Io posso offrire Gigione», ha detto Vincenzo De Luca facendo sarcasmo sulla ricerca del “nome unitario” e facendo riferimento a un cantante napoletano.

Non ci sono spiegazioni “ufficiali” rispetto alla ricerca di un nome unitario, anche se si può immaginare il desiderio di evitare un’altra situazione potenzialmente caotica e dannosa come quella del 2011 (alla fine quell’anno alle comunali vinse Luigi De Magistris). Ma diversi giornali scrivono anche che questa situazione sarebbe legata ai due principali nomi in campo, De Luca e Cozzolino: hanno entrambi alle spalle lunghe carriere politiche, sono molto esperti e, come si dice, radicati-sul-territorio – e soprattutto non sono considerati vicini o in buoni rapporti con Matteo Renzi, segretario nazionale del PD e presidente del Consiglio.

In tutto questo SEL e gli altri movimenti di sinistra hanno firmato un “Manifesto per costruire la nuova Campania” in cui sostengono che «le primarie senza la necessaria chiarezza sulle alleanze e sul programma non hanno senso» e che, al momento, non hanno previsto «di partecipare con un candidato». La critica principale rivolta al PD è che il tentativo di superare le primarie non è coerente col percorso politico di molti attuali dirigenti del PD, a cominciare dallo stesso Renzi, che si è fondato proprio sulle primarie. Negli ultimi giorni a Roma c’è stato un nuovo incontro tra Guerini e altri rappresentanti del PD in Campania, sempre allo scopo di trovare un candidato unitario che possa avere almeno il 66 per cento dei voti dell’assemblea regionale.