Cosa si sono detti PD e M5S

Si sono visti di nuovo per discutere di legge elettorale e riforme, ma l'unica cosa che hanno deciso è che si vedranno ancora

La risposta breve è: niente.

Dopo l’incontro dello scorso 25 giugno, le delegazioni del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle si sono incontrate di nuovo oggi per discutere della legge elettorale e delle riforme istituzionali. La delegazione del PD comprendeva anche Matteo Renzi, mentre Beppe Grillo non ha partecipato. All’incontro si è arrivati dopo una lettera aperta con cui il PD aveva scritto al M5S dei “limiti invalicabili” della loro proposta di legge elettorale, a partire dal rischio dell’ingovernabilità dovuto ai meccanismi con cui si propone di eleggere i parlamentari. Il M5S aveva risposto alla lettera chiedendo di organizzare un nuovo incontro per discutere i punti e le critiche messe insieme dal Partito Democratico. Sono seguiti scambi di accuse e di lettere, di domande e di risposte, finché non si è arrivati all’incontro di oggi.

Il M5S è venuto incontro ad alcune delle richieste del PD, e il PD e Renzi lo hanno evidenziato spesso nel corso della discussione, ma nel corso della riunione entrambi i partiti sono rimasti sulle loro posizioni: non c’è accordo su niente e per certi versi non lo si è neanche cercato. In più di una fase dell’incontro è sembrato che le due delegazioni fossero più intenzionate a ribadire i loro principi – l’incontro è stato trasmesso in streaming – che a trovare un compromesso. Dopo un’ora abbondante di discussioni infruttuose, le delegazioni di PD e M5S hanno deciso di aggiornarsi e organizzare un nuovo incontro.

Renzi ha detto che secondo lui nel giro di 15 giorni, a partire da quando si comincerà a votare, per il primo passaggio al Senato delle riforme Costituzionali. «Il giorno dopo siamo pronti a discutere della legge elettorale al Senato». La riforma della legge elettorale è già stata approvata alla Camera, ma se fosse modificata al Senato l’iter dovrebbe ricominciare.

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