Le 10 domande del PD al M5S

Quali sono le risposte che il Partito Democratico chiede su legge elettorale e riforme, prima di rimettersi intorno a un tavolo con il Movimento 5 Stelle

Lunedì 7 luglio Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un post molto pesante per commentare la decisione del Partito Democratico di annullare l’incontro, previsto per oggi, con alcuni rappresentanti del Movimento 5 Stelle per parlare di legge elettorale e di riforme. Matteo Renzi, segretario del PD e presidente del Consiglio, la settimana scorsa aveva indirizzato al M5S una lettera in cui chiedeva una serie di “risposte formali” su alcune obiezioni fatte alla proposta di legge elettorale del M5S, ritenuta poco compatibile con il cosiddetto “Italicum”, la nuova legge elettorale votata alla Camera e in attesa di essere esaminata in Senato. PD e M5S si erano incontrati una prima volta a fine giugno, ripromettendosi di proseguire il dialogo sulle riforme a patto di fare prima chiarezza su alcuni punti delle loro rispettive proposte.

Grillo ha accusato il PD di “preferire incontri al chiuso di cui nessun cittadino sa nulla con un pregiudicato”, cioè con Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi si è impegnato a proseguire il confronto con il PD per la riforma della legge elettorale, la modifica delle funzioni del Senato e la revisione delle competenze delle amministrazioni locali previste in Costituzioni (il “Titolo V”). Grillo scrive che “il M5S rappresenta milioni di italiani che non possono essere trattati come paria” e che “stiamo scivolando lentamente verso una dittatura a norma di legge”. In un successivo post, Grillo ha aggiunto che comunque “le porte per una discussione sulla legge elettorale per il M5S sono sempre aperte”.

Renzi ha risposto su Twitter ricordando che l’incontro non si è potuto fare perché il M5S non ha risposto nel merito alle questioni poste nella sua lettera: “Chiediamo un documento scritto per sapere se nel M5S prevale chi vuole costruire o solo chi urla”. Il PD ha poi rilanciato, sul suo sito e sui social network, le dieci domande che sono state poste al Movimento 5 Stelle su altrettanti punti delle riforme.

1. Per noi un vincitore ci vuole sempre. Vi chiediamo: siete disponibili a prevedere un ballottaggio, così da avere sempre la certezza di un vincitore?

2. Siete disponibili ad assicurare un premio di maggioranza, al primo o al secondo turno, non superiore al 15 per cento, per garantire a chi ha vinto di avere un minimo di margine di governabilità?

3. Siete disponibili a ridurre l’estensione dei collegi?

4. Siete disponibili a far verificare preventivamente la legge elettorale dalla Corte Costituzionale?

5. Siete disponibili a ridurre il potere delle Regioni modificando il Titolo V e riportando in capo allo Stato funzioni come le grandi infrastrutture, l’energia, la promozione turistica?

6. Siete disponibili ad abbassare l’indennità del consigliere regionale a quella del sindaco del comune capoluogo ed eliminare ogni forma di rimborso ai gruppi consiliari delle Regioni?

7. Siete disponibili ad abolire il CNEL?

8. Siete disponibili a superare il bicameralismo perfetto modificando il Senato in assemblea che non si esprime sulla fiducia e non vota il bilancio?

9. Siete disponibili a che il ruolo del Senatore non sia più un incarico a tempo pieno e retribuito, ma il Senato sia semplicemente espressione delle autonomie territoriali?

10. Siete disponibili a trovare insieme una soluzione sul punto delle guarentigie costituzionali per i membri di Camera e Senato, individuando una risposta al tema immunità che non diventi occasione di impunità?

Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog nella serata di lunedì 7 luglio le risposte alle 10 domande.

 

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