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  • giovedì 1 Maggio 2014

Primo maggio di scontri a Istanbul

La polizia ha respinto con la forza i manifestanti che cercavano di raggiungere piazza Taksim, dove il governo ha vietato le manifestazioni: 90 feriti, 142 arrestati

Aggiornamento delle 21.00 – L’ufficio del governatore di Istanbul ha fatto sapere che, negli scontri di oggi, sono rimaste ferite 90 persone: tra loro, anche 19 agenti di polizia. Ci sono stati inoltre 142 arresti.

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A Istanbul, in Turchia, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere centinaia di manifestanti che stavano cercando di raggiungere piazza Taksim per un corteo del Primo maggio. I manifestanti, molti dei quali indossavano maschere a gas, hanno reagito lanciando pietre e sanpietrini: l’agenzia di stampa turca Anatolia ha detto che ci sono stati dei feriti negli scontri e che cinque manifestanti sono stati arrestati. In Turchia la festa del Primo maggio è spesso accompagnata da scontri e violenze: è diventata festa nazionale soltanto nel 2009 ma il governo ha vietato qualsiasi tipo di celebrazione in Piazza Taksim, che nell’estate scorsa era stata il fulcro delle proteste contro il governo del primo ministro Recep Tayyip Erdogan.

Mercoledì i principali sindacati del paese avevano annunciato in un comunicato stampa: «Saremo in piazza Taksim nonostante il divieto irrazionale e illegale. Tutte le strade porteranno a Piazza Taksim al Primo maggio». Questa mattina però Erdogan ha ribadito la sua posizione dicendo che le persone dovevano «abbandonare la speranza» di riunirsi in piazza Taksim. Le strade che portano alla piazza sono state chiuse al traffico mentre sono stati dispiegati circa 40 mila poliziotti per garantire l’ordine. Umut Karatepe, portavoce della Confederazione dei sindacati progressisti turchi, ha detto che «insistiamo perché è nostro diritto manifestare e non c’è alcuna spiegazione ragionevole o pretesto legale per questa restrizione».

Piazza Taksim ha un’importanza simbolica notevole da quando nel 1977 almeno 35 persone vennero uccise durante le celebrazioni del Primo Maggio da uomini armati che spararono sui manifestanti. Nel 1980 il governo dichiarò illegali le celebrazioni della Festa dei lavoratori, che vennero riammesse soltanto nel 2009. Nel 2010 Erdogan permise di organizzare il corteo a piazza Taksim, ma chiuse nuovamente la piazza l’anno successivo, adducendo preoccupazioni sulla sicurezza dei cittadini e su lavori in corso nella zona.