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  • domenica 27 Marzo 2011

I ribelli verso Sirte

Gheddafi si ritira, i ribelli avanzano e puntano verso Tripoli (foto)

10.01. Ora arrivano testimonianze di altri giornalisti secondo cui i ribelli sarebbero arrivati alle porte di Sirte ma non l’avrebbero ancora riconquistata, a causa della presenza di forze governative al suo interno. Secondo Reuters la città sarebbe ancora nelle mani del regime, mentre i ribelli ribadiscono di averla ripresa.

7.16. Come era nell’aria già ieri sera, le forze di Gheddafi si sono ritirate anche da Sirte, che nella notte è tornata in mano ai ribelli. Sirte è la città di Gheddafi e una delle roccaforti del regime, per questo molti si aspettavano qualche difficoltà in più per i ribelli: fin dal pomeriggio però in molti avevano riferito di aver visto convogli militari spostarsi verso Tripoli, dove questa notte sono proseguiti i bombardamenti della coalizione internazionale e dove probabilmente a questo punto si terrà lo scontro decisivo.

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Dopo Brega e Ajdabiya, riconquistate ieri, in Libia i ribelli oggi hanno ripreso il controllo di Ras Lanuf, Uqayla e Brega. In questo momento, stando al resoconto del corrispondente di Al Jazeera, i ribelli sarebbero avanzati fino a Bin Jawad. Molte di queste città sono state riconquistate senza combattimenti: le forze governative si sono ritirate, abbandonando alcuni dei loro armamenti. I ribelli sono intenzionati a spingere per arrivare fino a Tripoli, ma prima dovranno attraversare alcuni ostacoli particolarmente complicati. Il primo di questi è Sirte.

(la mappa della BBC)

«C’è solo un piano: andare dritti verso ovest», ha detto il giornalista di Al Jazeera, James Bays. «Sulla costa c’è solo una strada che porta a Tripoli: il problema è che da qui in poi i ribelli incontreranno vari posti di blocco delle forze governative, che hanno a Sirte una loro roccaforte». Oggi sono circolate varie voci secondo cui le forze di Gheddafi si starebbero ritirando anche da Sirte, ma non è ancora chiaro che genere di situazione troveranno i ribelli quando si arriveranno in città. Ancora più a ovest, a Misurata, anche oggi si sono registrati attacchi e violenze. I bombardamenti delle forze di Gheddafi si sarebbero interrotti solo con l’arrivo minaccioso dei caccia alleati. Ieri gli aerei da guerra francesi e britannici avevano demolito diversi obiettivi militari attorno a Misurata.

Il governo libico ha detto che gli attacchi della scorsa notte hanno provocato la morte di soldati e civili, ma ancora nessun media indipendente ha confermato l’esistenza di vittime civili causate dai bombardamenti alleati. La settimana scorsa il regime aveva parlato di cento civili uccisi. Il ministro della difesa americano, Robert Gates, ha detto ieri che le forze alleate “non hanno prove dell’esistenza di alcun civile morto per nostra responsabilità” e ha detto invece di avere molte informazioni sul fatto che le truppe di Gheddafi stanno prendendo i cadaveri delle persone uccise da loro e li stanno spostando attorno ai siti dei bombardamenti alleati. Voci del genere erano circolate già nei primi giorni di bombardamenti.

Intanto, la NATO è sul punto di assumere il comando non solo della no-fly zone ma dell’intera operazione militare in Libia. Il presidente statunitense Barack Obama, nel suo consueto messaggio del fine settimana, si è detto soddisfatto delle operazioni fino a questo momento. «Grazie alla rapidità delle nostre azioni, una catastrofe umanitaria è stata evitata e numerose vite di persone innocenti, uomini, donne e bambini, sono state salvate».

foto: ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images