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  • martedì 22 Marzo 2011

Un’altra notte di bombardamenti in Libia

Forti esplosioni a Tripoli, mentre continuano gli scontri tra le forze fedeli a Gheddafi e i ribelli

In Libia la notte appena trascorsa è stata segnata da una nuova serie di bombardamenti e lanci di missili da parte della coalizione internazionale. I cieli di Tripoli sono stati illuminati dai colpi della contraerea e si hanno notizie di numerose esplosioni in prossimità del complesso in cui vive Muammar Gheddafi nella capitale. Nonostante il cessate il fuoco, si sono registrati anche numerosi scontri tra le forze governative e i ribelli.

Ad Agedabia, nell’area orientale del paese, le truppe di Gheddafi hanno respinto un’offensiva dei ribelli, mantenendo il controllo della città. Si è combattuto anche a Misurata, dove nelle ultime ore si sono registrati scontri violenti tra esercito e ribelli.

Nel corso della notte, la televisione di stato ha dato la notizia dei nuovi bombardamenti e delle zone maggiormente colpite dalla coalizione internazionale. L’emittente manda di continuo messaggi propagandistici contro la missione militare ricordando che «Questi attacchi non spaventeranno il popolo libico». Moussa Ibrahim, il portavoce del governo libico, ha confermato che nella giornata di ieri la città di Sebha è stata bombardata. Secondo Ibrahim, le operazioni militari condotte dalla coalizione internazionale avrebbero causato numerosi morti tra i civili, specialmente nell’area di Sirte. Il governo non ha però diffuso cifre ufficiali sul numero delle vittime e c’è il sospetto che si tratti di dichiarazioni propagandistiche.

Il portavoce ha poi detto che la città di Misurata sarebbe nuovamente sotto il controllo del governo, ma le notizie sugli scontri nella zona sembrano contrastare con queste dichiarazioni. Alcuni testimoni parlano poi di un massiccio bombardamento della città di Zintan, verso il confine con la Tunisia, da parte del regime di Gheddafi. Le forze del leader libico avrebbero distrutto diverse abitazioni e una moschea e nell’area ci sarebbero una quarantina di carri armati.

Nel corso della propria visita ufficiale in Cile, Barack Obama ha ribadito la natura umanitaria dell’operazione internazionale contro il regime di Gheddafi, ricordando che gli Stati Uniti vogliono che il leader libico abbandoni il comando quanto prima. Regno Unito e Francia, i due paesi maggiormente impegnati nelle operazioni militari insieme agli Stati Uniti, hanno confermato che l’obiettivo primario della missione non è Gheddafi.

Obama ha inoltre confermato di voler cedere il comando dell’iniziativa internazionale entro pochi giorni, rispondendo così alle richieste dei paesi che desiderano un impegno diretto della NATO. Ieri, il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, aveva ipotizzato la possibilità di non mettere più a disposizione le basi militari in assenza di informazioni chiare sul passaggio del comando all’Alleanza Atlantica.