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  • Domenica 7 giugno 2026

Graham Platner è un problema e un’opportunità per i Democratici

Si contende un seggio fondamentale al Senato per le elezioni di metà mandato: è molto popolare, molto di sinistra e pieno di scandali

Graham Platner, maggio 2026 (AP Photo/Robert F. Bukaty)
Graham Platner, maggio 2026 (AP Photo/Robert F. Bukaty)
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Le possibilità del Partito Democratico statunitense di riprendere il controllo del Senato federale alle prossime elezioni di metà mandato, il 3 novembre, potrebbero dipendere da Graham Platner, un allevatore di ostriche del Maine. Platner sarà con ogni probabilità il candidato Democratico in Maine, un piccolo stato sulla costa orientale: il controllo del Senato si giocherà su pochissimi seggi, e una sua vittoria contro l’attuale senatrice Repubblicana Susan Collins potrebbe essere fondamentale.

Secondo alcuni commentatori, da Platner e da pochissimi altri candidati dipende perfino «il destino del paese», perché recuperare il controllo di almeno uno dei due rami del Congresso (composto da Camera e Senato) è l’unico modo che i Democratici hanno per contrastare efficacemente le tendenze sempre più autoritarie del presidente Repubblicano Donald Trump. Il Maine, tra l’altro, è uno stato molto Democratico, in cui nel 2024 Kamala Harris vinse di quasi sette punti su Donald Trump: in teoria le condizioni ideali per strappare un seggio ai Repubblicani. Ma Collins è espertissima, molto moderata e indipendente da Trump: nel 2021 votò addirittura per il suo impeachment.

Platner è un candidato al tempo stesso popolare e controverso, sia per le sue posizioni politiche sia per la sua storia personale. È riuscito a costruire attorno a sé un movimento che va oltre lo stato del Maine e a presentarsi come un candidato anti establishment e un populista di sinistra arrabbiato contro la corruzione della politica di Washington. Per questo ha ricevuto il sostegno di varie personalità note della sinistra statunitense, come il senatore del Vermont Bernie Sanders e la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren.

Per alcuni dentro al Partito Democratico il populismo di Platner è una possibile risposta al populismo di Trump, e una risorsa importante per riavvicinare al Partito Democratico elettori delusi, soprattutto tra i bianchi e i membri delle classi lavoratrici. Per altri, invece, Platner è un estremista che rischia di allontanare la parte più moderata e numerosa dell’elettorato: e soprattutto un politico che ha già accumulato una vasta quantità di scandali, tanto che la campagna elettorale da settimane riguarda i suoi guai più di qualsiasi altra cosa.

Per ora il suo successo sembra notevole: si è candidato senza alcuna esperienza in politica ma ha vinto le primarie del Partito Democratico prima ancora che cominciassero, perché la sua principale avversaria, la governatrice del Maine Janet Mills, si è ritirata quando ha capito che il divario nei sondaggi tra lei e Platner era incolmabile. Secondo i sondaggi per il Senato, Platner ha alcuni punti di vantaggio su Collins, che è in carica dal 1997. I suoi numeri però sono in calo e la competizione è molto serrata: le elezioni di metà mandato sono a novembre e molte cose potrebbero succedere prima di allora.

Bernie Sanders e Platner a un evento elettorale in Maine, 24 maggio 2026 (AP Photo/Robert F. Bukaty)

Bernie Sanders e Platner a un evento elettorale in Maine, 24 maggio 2026 (AP Photo/Robert F. Bukaty)

Benché si definisca un membro della classe lavoratrice, Graham Platner è nato da una famiglia benestante. Suo padre è un avvocato e suo nonno era un noto architetto. Da ragazzo ha frequentato un liceo privato molto costoso ma la sua vita è cambiata quando nel 2003, a 19 anni e contro la volontà dei genitori, si arruolò nei Marines. L’anno dopo fu inviato in Iraq, dove gli Stati Uniti stavano combattendo una guerra poi diventata lunga e logorante. Ci tornò anche l’anno successivo, poi fu inviato nei Balcani e, dopo essere uscito dai Marines, trascorse alcuni mesi in Afghanistan come contractor, cioè assoldato da una società privata.

Alla fine della sua esperienza militare Platner tornò in Maine e gli fu riconosciuta una disabilità provocata da alcune ferite ricevute in battaglia e soprattutto da un disturbo post traumatico da stress, che provò a curare negli anni successivi. Per via della disabilità (che comunque non gli impedisce i movimenti) ha ricevuto circa 60mila dollari all’anno di sussidi. Con questi soldi, e con l’aiuto dei genitori, Platner ha acquistato un allevamento di ostriche, che però secondo alcune inchieste giornalistiche non fattura quasi niente: Platner vive grazie alla sua pensione di invalidità e all’aiuto della sua famiglia.

La storia personale di Platner è un elemento fondamentale della sua proposta politica: veterano che ha subìto personalmente le conseguenze delle lunghe guerre degli Stati Uniti nel Ventunesimo secolo, poi membro della classe lavoratrice che si guadagna da vivere in maniera dignitosa e onesta (la parte della famiglia benestante viene invece tralasciata).

A questo Platner associa una piattaforma politica molto di sinistra, per gli standard statunitensi. Ritiene che il problema principale degli Stati Uniti sia l’oligarchia dei miliardari e delle multinazionali, che hanno corrotto la politica e il cui potere deve essere limitato. È a favore della sanità gratuita per tutti, in stile europeo, vuole aumentare il salario minimo e rafforzare i sindacati per difendere i diritti dei lavoratori. La sua proposta principale in politica estera è di porre fine alle numerose guerre in cui gli Stati Uniti sono stati coinvolti negli ultimi decenni, compresa quella attuale contro l’Iran, di cui Platner è un critico feroce.

Un altro elemento fondamentale della candidatura di Platner è il modo in cui si presenta: barba ispida, vestiti da lavoratore, e una mascolinità molto spinta e quasi stereotipata. Gli spot della sua campagna elettorale lo mostrano mentre lavora al suo allevamento di ostriche, mentre si tuffa in tuta da sub e guida il suo pick-up, sempre con musica rock in sottofondo: è un’estetica da maschio bianco eterosessuale che negli ultimi decenni era stata quasi interamente monopolizzata dal Partito Repubblicano, mentre i Democratici adottavano un immaginario più aperto e inclusivo.

Anche quest’estetica è considerata da alcuni un vantaggio, perché potrebbe consentire ai Democratici di recuperare elettori, mentre per altri è obsoleta e anzi offensiva nei confronti delle minoranze.

Poi ci sono gli scandali, che sono diventati il problema più ricorrente di Platner. Il primo è emerso quando sono stati pubblicati numerosi commenti offensivi fatti su Reddit, una piattaforma online, a proposito di donne, persone afroamericane, persone omosessuali e altre categorie. In alcuni casi Platner esprimeva posizioni apertamente razziste, sessiste e omofobe, in altri sminuiva le accuse di stupro e violenze fatte dalle donne nell’esercito, in altri ancora si esprimeva con toni generalmente aggressivi contro altri utenti (come è relativamente comune tra i commentatori di Reddit).

Platner ha chiesto scusa per i commenti, che risalgono ad alcuni anni fa, e ha detto che al tempo era ancora traumatizzato dall’esperienza della guerra: «Ero completamente distrutto», ha detto.

Un altro scandalo è avvenuto quando si è scoperto che Platner ha avuto per 18 anni il tatuaggio sul petto di un teschio con le tibie incrociate che ricorda moltissimo il Totenkopf, uno degli emblemi delle SS naziste. Platner ha detto di essersi fatto il tatuaggio quando era un giovane marine a Spalato, in Croazia, e che non ne conosceva il significato. Ha poi chiesto scusa e ha detto di esserselo coperto. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno sostenuto invece che Platner fosse a conoscenza del significato del tatuaggio da anni e che lo chiamasse «il mio Totenkopf».

Più di recente, una persona legata al comitato elettorale ha detto ai giornali che la moglie di Platner, Amy Gertner, le avrebbe detto che Platner si era scambiato messaggi allusivi o a sfondo sessuale con decine di donne negli scorsi anni. Sia Platner sia Gertner hanno riconosciuto di avere avuto difficoltà coniugali, ma hanno detto che la storia dei messaggi è passata e che il loro rapporto è solido. Platner ha avuto anche un profilo su Kik, una piattaforma di incontri molto nota per l’anonimato che garantisce agli utenti, e che per questo è stata coinvolta in casi di abusi (che però da quello che si sa non riguardano direttamente Platner).

Questa settimana il New York Times ha pubblicato un articolo in cui varie donne che hanno avuto relazioni sentimentali o rapporti di lavoro con Platner raccontano che spesso aveva comportamenti aggressivi o minacciosi, e che faceva commenti che dimostravano poco rispetto nei confronti delle donne. Almeno una sua ex lo ha accusato di comportamenti violenti, come spinte e strattoni, ma il team di Platner ha respinto le accuse, dicendo che lei lavora per il Partito Repubblicano.

Finora Platner è riuscito a limitare la portata di questi scandali e a ridurre i possibili danni elettorali: come dicevamo i sondaggi lo danno ancora in testa su Collins. Ma molti membri del Partito Democratico si chiedono se questi siano gli unici problemi della vita privata di Platner, o se emergeranno questioni più compromettenti durante la campagna elettorale, via via che aumenterà l’attenzione su di lui dei media e degli avversari. Questa settimana ha incontrato i senatori del partito a Washington per rassicurarli, ma alcuni tra i moderati continuano a definirsi scettici sull’adeguatezza della sua candidatura.

Platner e sua moglie Amy Gertner novembre 2024 (AP Photo/Robert F. Bukaty)

Platner e sua moglie Amy Gertner a novembre del 2024 (AP Photo/Robert F. Bukaty)

La campagna elettorale di Platner non è soltanto importante per il prezioso seggio al Senato che si contenderà, ma anche perché è il simbolo di molti dei dibattiti che stanno avvenendo dentro al Partito Democratico tra moderati e radicali, establishment e anti establishment, sostenitori di una politica più incentrata sulle questioni economiche e sostenitori di politiche più incentrate sui diritti civili.

Per questo, secondo alcuni commentatori, Platner potrebbe diventare simbolo di un Partito Democratico più combattivo e populista, capace di affrontare Trump e il trumpismo sullo stesso campo. Per altri Platner è l’esempio di una deriva pericolosa e radicale, che potrebbe portare il Partito Democratico a rinunciare a molti dei valori di apertura e inclusione su cui si è basato finora, e alienare i suoi elettori tradizionali.

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