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  • Martedì 21 luglio 2026

La Francia vieterà alcuni social media ai minori di 15 anni

È il primo paese europeo ad aver introdotto il divieto, con una legge che entrerà in vigore nei prossimi mesi

(Anna Barclay/Getty Images)
(Anna Barclay/Getty Images)
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Il parlamento francese ha approvato una legge che vieterà l’accesso ad alcuni social media per chi ha meno di 15 anni. È il primo paese a imporre un divieto di questo tipo in Europa, mentre nel resto del mondo è stato preceduto dall’Australia, che l’aveva introdotto lo scorso dicembre, tra perplessità e critiche.

La legge francese dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi e verrà applicata in due fasi: dal primo settembre i minori di 15 anni non potranno più creare nuovi account. A partire da quella data, poi, le piattaforme avranno quattro mesi di tempo per eliminare gli account già esistenti. Il testo però non specifica con quali sistemi dovrà essere verificata l’età degli utenti. La ministra dell’Intelligenza artificiale e del Digitale, Anne Le Hénanff, ha detto che sarà compito delle piattaforme trovare una soluzione.

Il testo non specifica nemmeno a quali piattaforme si applicherà il divieto. Un elenco completo sarà stilato prossimamente dal ministero dell’Intelligenza artificiale e del Digitale e dall’Autorità di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale (Arcom). La deputata Laure Miller ha detto che alcune piattaforme potrebbero non essere vietate del tutto, ma potrebbero essere disabilitate solo alcune funzioni.

La proposta di legge ha avuto un percorso di approvazione travagliato. Macron aveva chiesto che venisse attivata una procedura accelerata per la discussione e il voto della proposta (cioè con una sola lettura anziché due in ciascuna delle camere), affinché il provvedimento potesse entrare in vigore a settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico.

Le due camere del parlamento, però, avevano idee diverse su come formulare il testo: secondo il Senato un divieto totale avrebbe rischiato di essere considerato incostituzionale, mentre secondo l’Assemblea nazionale un divieto parziale sarebbe stato considerato contrario alle regole dell’Unione Europea. Alla fine la posizione dell’Assemblea ha prevalso: lunedì le due camere hanno trovato un compromesso e martedì il testo è stato approvato prima dal Senato e poi dall’Assemblea nazionale.

Proposte di legge simili sono in fase di valutazione anche in altri paesi, tra cui il Regno Unito, la Spagna e la Danimarca. In Italia negli scorsi anni sono state presentate alcune proposte di legge, che però sono tuttora ferme alla fase di discussione.

Gli esperti sembrano concordare sull’esistenza di una correlazione tra l’uso dei social network e un peggioramento della salute mentale dei ragazzi, ma non su un nesso causale. Ritengono anche che sia meglio promuovere un uso consapevole e autonomo dei social, piuttosto che vietarli del tutto.