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  • martedì 31 Agosto 2010

La Germania si è riunificata?

Il governatore del Brandeburgo l'ha definita "Anschluss", scatenando molte polemiche

Alla vigilia dal ventesimo anniversario, si riapre il dibattito sulle disuguaglianze tra est e ovest

Oggi è il ventesimo anniversario della firma del trattato di unificazione del paese e in Germania si torna a parlare delle disuguaglianze tra Est e Ovest e di una frattura che per molti sembra non essersi mai ricomposta del tutto. A riaprire il dibattito sono state le dichiarazioni di Matthias Platzeck, governatore dello stato orientale del Brandeburgo, che riferendosi all’unificazione avvenuta il 31 agosto 1990 ha parlato di “annessione” (Anschluss), lo stesso termine che era stato usato dal regime nazista ai tempi dell’invasione dell’Austria. «Non so che cosa ci sia da festeggiare», ha detto Platzeck in un’intervista allo Spiegel «non volevamo un’annessione, volevamo una cooperazione tra pari con una nuova costituzione e un nuovo inno. Volevamo dei simboli di un nuovo inizio collettivo. Ma altri hanno scelto diversamente».

La caduta del muro di Berlino il 9 novembre del 1989 unì gli abitanti di Est e Ovest in un sentimento di euforia collettiva. Ma presto le enormi differenze causate da ventotto anni di separazione iniziarono a farsi sentire e già al momento della firma del trattato di unificazione l’anno successivo era ormai chiaro che il processo di ricostruzione di un’identità nazionale sarebbe stato molto difficile sia a livello economico che a livello psicologico e sociale. «Per molti abitanti dell’Est era come se le loro vite fino a quel momento non avessero avuto nessun valore. Furono costretti a buttare tutto, perché tutto sembrava contaminato dall’ideologia comunista e dalla Stasi (la polizia segreta della Germania Est, ndr)», ha detto Platzeck «io non sono nostalgico, ma per quello che mi ricordo non è che andassimo a lavorare ogni giorno a testa bassa».

Secondo Platzeck la riunificazione della Germania è stata responsabile di una “impietosa de-industrializzazione dell’est”, causando un notevole aumento della disoccupazione. E che per questo tra gli abitanti della Germania dell’est c’è ancora un forte risentimento nei confronti dei loro connazionali: «La “Anschluss” è responsabile di gran parte del disagio sociale della Germania est dopo il 1990», ha detto. In un sondaggio di soli due anni fa, l’ottanta per cento degli intervistati dichiarava di sentirsi considerato un cittadino di serie B dal proprio paese, nonostante oggi le statistiche dicano che il tasso di disoccupazione all’est è il più basso dal 1991.

Le dichiarazioni di Platzeck – che era stato a capo della SPD (Partito Social Democratico) dal 2005 al 2006 – hanno sollevato molte polemiche, soprattutto per il ripetuto uso del termine “Anshcluss”, considerato da molti irresponsabile. «È chiaro che sono stati commessi degli errori durante il processo di unificazione, ma in un momento in cui le divisioni non sono ancora state del tutto superate, Platzeck sta solo contribuendo ad aumentarle ancora di più», ha commentato Andreas Büttner, membro dell’opposizione nel parlamento del Brandeburgo. Richard Schroeder – membro della SPD ai tempi dell’unificazione – ha detto che le dichiarazioni di Platzeck hanno decisamente superato il limite e Axel Vogel, leader dei Verdi in Brandeburgo, ha detto che si sarebbe aspettato una maggiore preparazione storica da parte di un governatore.