• Mondo
  • martedì 3 agosto 2010

Chávez va preso sul serio?

Il presidente venezuelano la settimana scorsa ha fatto riesumare il cadavere di Simón Bolívar tentando di resuscitarlo

Alcuni commentatori americani sostengono sia il caso di prenderlo sul serio, e iniziare a pensare a un programma di sanzioni

Il 16 luglio le televisioni venezuelane hanno mandato in onda una scena bizzarra, a metà tra il macabro e il ridicolo. Hugo Chávez ha presieduto una cerimonia ufficiale di riesumazione dei resti di Simón Bolívar, eroe indipendentista dell’America Latina, protagonista degli sforzi per liberare la regione dalla dominazione spagnola nel diciannovesimo secolo. Simón Bolívar è anche l’ossessione politica di Chávez, che ha dato al suo programma di governo il nome “rivoluzione bolivariana” e allo stato che presiede, il Venezuela, il nome ufficiale di Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Bolívar è morto nel 1830, quindi la sua salma non era esattamente in ottime condizioni. Aperta la bara, i resti sono stati rimossi. Alcuni pezzi, come i denti e certi pezzi di ossa, sono stati inviati in laboratorio, per effettuare dei “test” non meglio precisati. Il resto è stato messo in una nuova bara, marchiata col simbolo del governo di Chávez. Il presidente venezuelano nel frattempo raccontava la cerimonia su Twitter, e poco dopo ha dato un discorso nel quale ha detto di aver chiesto a Cristo di ripetere il miracolo di Lazzaro e resuscitare Simón Bolívar. A un certo punto ha parlato con quel che rimaneva del morto.

“Avevo dei dubbi”, ha detto Chávez, “ma dopo aver visto i suoi resti, il mio cuore ha detto ‘Sì, sono io’. Padre, sei tu? Dove sei?, gli ho chiesto. La risposta: ‘Sono io, ma mi risveglio ogni cento anni, ogni volta che si risveglia il popolo'”.

È stato un decreto presidenziale a obbligare tutte le televisioni dello stato a trasmettere la cerimonia, seguita da una serie di immagini di storici dipinti di Bolívar, poi delle foto delle sue ossa e dei suoi resti, poi dello stesso Chávez, col sottofondo dell’inno nazionale. Secondo Thor Halvorssen del Washington Post, che ha assistito alla cerimonia, il messaggio dell’intera macabra operazione era uno: mostrare che Chávez non è semplicemente un seguace di Bolívar, bensì la sua reincarnazione. E quindi chiunque lo critica non è semplicemente un traditore di Chávez, ma un traditore della Storia.

1 2 Pagina successiva »

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.