Le motivazioni dell’ultima sentenza sulla strage di Bologna
Per i giudici Licio Gelli e la loggia massonica di cui era a capo «contribuirono in modi non definiti» all'attentato che uccise 85 persone

Per i giudici Licio Gelli e la loggia massonica di cui era a capo «contribuirono in modi non definiti» all'attentato che uccise 85 persone

È iniziato da più di tre mesi con un nuovo imputato, Paolo Bellini, ex membro del gruppo neofascista Avanguardia Nazionale


Studiare il dibattito democratico tra la festa della Confederazione e la commemorazione della strage di Bologna

Marcello De Angelis, ex estremista di destra, ha sostenuto che i terroristi neofascisti condannati siano in realtà innocenti

Anni di processi hanno stabilito in via definitiva le responsabilità materiali dei terroristi neofascisti e il contesto di complicità istituzionali

Io non so se la condanna di Cavallini, Fioravanti, Mambro e Ciavardini sia giusta. So però chi erano i Nar. [Continua]



Paolo Bellini, già coinvolto nelle indagini dei primi anni Ottanta, è stato condannato in primo grado come quinto autore dell'attentato

«Nel 1989 studiavo all’Università Normale di Pechino e fui testimone dell’ingresso dei carri armati e della loro brutalità. Oggi in Cina chi non può dimenticare, come i familiari delle vittime, vive nell’isolamento. Non esiste come a Bologna una lapide con una lista dei nomi delle vittime. Con il processo a Chow Hang-tung, la memoria devastante di quei giorni non può più essere pubblica neppure a Hong Kong»

La storia della strage più letale della storia repubblicana – 85 morti, 200 feriti – e delle lunghissime indagini che sono seguite


Aveva 90 anni, era stato popolare e famoso sindaco di Bologna per tredici anni, compreso quello della strage alla stazione

Quando passo dalla sala d'aspetto della stazione di Bologna, quello che mi fa più impressione non è lo squarcio nella parete, né l'avvallamento provocato dalla bomba [Continua]

Le foto e la storia dell’attentato più letale della storia repubblicana, avvenuto il 2 agosto 1980

Alcuni giornali hanno scritto che è morto Antonio Mancini, ma era Luciano: entrambi facevano parte dell'organizzazione criminale romana


«Bisognerebbe che ognuno di noi, non perché costretto ma per imparare a stare al mondo, si facesse una settimana in carrozzina»
