Cosa c’è stasera in tv
Calcio, programmi di intrattenimento, come si dice, e diversi film come "Suburra" e "Amen."

Calcio, programmi di intrattenimento, come si dice, e diversi film come "Suburra" e "Amen."

Sono quelli tra cui sarà scelto il candidato italiano per il premio di Miglior film straniero

Una spiegazione di come sono pensati, finanziati e distribuiti, ora che è uscito il suo ultimo: “After the Hunt”

Tra i film più commerciali e quelli d'autore c'è stato un ruolo che gli ha cambiato la carriera

Diretti da Sergio Leone, Roberto Benigni, Paolo Virzì, Gabriele Salvatores e Paolo Sorrentino: poteva decisamente andarci peggio

L'elenco dei film e delle serie tv che verranno aggiunti al catalogo italiano questo mese, giorno per giorno

Un video di Alice Rohrwacher per promuovere “La chimera” ha fatto discutere della distribuzione dei film d'autore

Nei prossimi mesi usciranno pochi film americani, e quelli italiani – particolarmente ambiziosi – possono approfittarne

Il regista Gabriele Mainetti lo ha girato con i principi e le tecniche del cinema asiatico, e il risultato si vede

Dopo decenni di dizione e assenza di accenti le cose ormai sono cambiate, e quando non ci sono i regionalismi lo si nota

È il creatore di "Yellowstone", Taylor Sheridan, che vive in un ranch che è anche un set, e non assomiglia in niente ai suoi colleghi

6.000 episodi dopo, “Un posto al sole” continua a fare quello che faceva nel 1996, con approcci produttivi e narrativi a loro modo unici

Siamo tutti pronti per quello che uscirà il 27 ottobre, ma prima ci saranno un nuovo film di Noah Baumbach e la prima produzione italiana di Netflix

Le più attese e quelle di cui parleremo di più, o di cui già abbiamo iniziato a parlare

Il punto su quello che ci aspetta, tra sequel e spin-off, film impegnati, filmoni d'azione, possibili premi Oscar e interessanti film italiani

Libri che quest'anno diventeranno film e serie tv, per chi vuole conoscere o ripassare su carta le storie che raccontano, prima di vederle su schermo

«Nessuno può toccare i “minuti di applausi” alla stampa italiana, nonostante sia più una trovata di marketing che di giornalismo. Il dato non ha nessuna reale rilevanza al di là della quantificazione del potenziale successo di un film. È promozione, e come tale non è un indicatore imparziale. In oltre dieci anni di frequentazione di festival internazionali posso affermare di non aver mai assistito a un applauso più lungo di 2 o 3 minuti, ma in verità non li avevo mai cronometrati e avevo sempre partecipato, lo confesso, alle proiezioni sbagliate, quelle per la stampa e non alle prime ufficiali. Quindi quest'anno ho provato a cronometrarli davvero»

I contributi pubblici sono aumentati e c'è l'esigenza di vendersi anche all'estero, ma al cinema non incassano granché

E voi non le capite perché non avete visto Breaking Bad o Romanzo Criminale: vi aiutiamo noi, così che non vi sentiate più tagliati fuori
