Mavi Marmara, la versione degli aggressori
L'intervista del Jerusalem Post al soldato israeliano che ha partecipato all'assalto della Mavi Marmara

L'intervista del Jerusalem Post al soldato israeliano che ha partecipato all'assalto della Mavi Marmara







«All’inizio della guerra si era arruolato per sostenere la causa dell’Ucraina aggredita dalle truppe russe, ma ora dice di combattere soltanto per i suoi commilitoni. Essendo un combattente straniero, ha un contratto di sei mesi che può non rinnovare, a differenza dei soldati di nazionalità ucraina. “A Kupiansk ho perso quasi tutta la mia vecchia squadra”, dice. “O sono morti o sono stati feriti gravemente. Non è facile superare tutto questo, ma non posso abbandonare i miei compagni. In guerra devi mettere in conto che non tutti ce la faranno. Ormai ho imparato a conviverci. Sono venticinque anni che faccio questo lavoro”»




Per ora è l'unico caso confermato, ma l'Ucraina dice che è l'ennesimo tentativo della Russia di nascondere la presenza dei militari nordcoreani nella guerra





È un reato frequente e ampiamente documentato, ma difficile da perseguire

È quello di Hadar Goldin: il suo caso era diventato un simbolo per una parte dell'opinione pubblica israeliana

