Per gli scienziati non c’è niente come la lavagna
Un oggetto uguale da secoli rimane difficilmente sostituibile per consuetudini e per i processi legati al suo utilizzo condiviso

Un oggetto uguale da secoli rimane difficilmente sostituibile per consuetudini e per i processi legati al suo utilizzo condiviso

E il racconto di un maldestro weekend scozzese

Quest'anno saranno 24, senza distinzione fra "big" e "nuove proposte"

Gente in giro da un sacco come Loredana Bertè e Paola Turci ma anche Ghemon, Motta, Ex-Otago e Achille Lauro, fra gli altri

Tutto quello che succede intorno al festival di Cannes, fotografato in bianco e nero

I video delle esibizioni della prima serata, per chi se le è perse o le vuole riascoltarle con più calma

Quelle che gli artisti in gara canteranno nella terza serata, duettando con altri cantanti non in gara

Un documentario uscito di recente ha fatto parlare di nuovo del popolarissimo dj britannico, che in 50 anni di carriera violentò centinaia di bambine e ragazze

L'ostacolo maggiore è l'autonomia, ma qualcuno sta provando lo stesso a farli

Si chiama come il famoso armatore napoletano e quindi come la nave che venne dirottata nel 1985, ma è un rapper romano

Cioè dei costosi posti in aereo spesso usati dai professionisti, che dopo la pandemia potrebbero viaggiare sempre meno

Per anni Luigi Compiano accatastò auto, moto e barche con i soldi sottratti alla sua azienda, secondo una perizia a causa di un disturbo che ne condizionò la capacità di intendere e di volere

Si chiama come il famoso armatore napoletano e quindi come la nave che venne dirottata nel 1985, ma è un rapper romano

Airbus vuole realizzare tre modelli a idrogeno a emissioni zero, e c'è chi punta sulla propulsione elettrica

Un ripassino per chi si è perso dei pezzi, tra l'Italia e Londra (attenzione: SPOILER)

Alcune aziende americane stanno lavorando a jet per voli di linea che superano la velocità del suono e una ha appena presentato un prototipo, ma ci sono molte difficoltà

«La prima apparizione sulla "Stampa” giunge a noi in prima pagina il 30 aprile 1955, il giorno dopo l’elezione di Giovanni Gronchi a presidente della Repubblica. Fino agli anni Ottanta l’uso resta sporadico, poi, magicamente, con la seconda Repubblica, si apre una breccia e il “vabbè” esonda senza più freni. Stefano Bartezzaghi ci vede un segno dello strapotere del romanesco. Michele Masneri pure. E vabbè»

Quando stanno ferme in porto sono costrette a usare i loro motori: ma non potrebbero attaccarsi alla rete elettrica? Eh, fosse facile

