Le tante cose su cui il governo sta litigando con se stesso
Cinquanta giorni dopo la sconfitta al referendum, i ministri bisticciano tra loro persino nella chat di gruppo su WhatsApp

Cinquanta giorni dopo la sconfitta al referendum, i ministri bisticciano tra loro persino nella chat di gruppo su WhatsApp


E quanti sono stati i “franchi tiratori” del centrodestra che hanno votato contro le indicazioni di Giorgia Meloni

Dopo mesi di dissidi interni e scelte contraddittorie, la destra oscilla tra la tentazione di fare di fretta e l'offerta di dialogo con le opposizioni

Il più probabile successore di Keir Starmer, che si è dimesso come primo ministro britannico

Da destra, dall'Europa, da Vittorio Feltri e persino dal papa, e ora il governo non va più così di fretta

La discussione è stata molto frettolosa nonostante diverse norme siano state contestate, anche nel centrodestra


Il tribunale ha giudicato «ostile» il suo atteggiamento: da novembre viveva con loro in una casa famiglia

Eppure il governo deve comunque provare a convincere gli elettori a votare, perché l'affluenza sarà un fattore determinante

«Quando mi ha telefonato Fabio Fazio, domenica mattina, per dirmi che in trasmissione avremmo dovuto parlare dell’Iran, gli ho detto che l’avrei fatto volentieri, a patto di potere dire che non so esattamente che cosa dire».

Due settimane per capirlo e una diretta per raccontarlo, per fare ordine nel rumore intorno al voto del 22 e del 23 marzo

Andy Burnham da sindaco vuole diventare primo ministro scalzando Keir Starmer, anche se non hanno idee poi così diverse

Lo ha detto in maniera inaspettata e non proprio velata, dopo le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi

Cioè due delle persone più importanti al ministero della Giustizia: e non solo per la sconfitta al referendum

Ne ha parlato per la prima volta in parlamento, ma per poco tempo e in mezzo a tante altre questioni

Il magistrato Nicola Gratteri e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno accostato la riforma alla mafia, in modi diversi

Riguarda una riforma della legge elettorale regionale pensata anche per avere più donne nel consiglio: ora sono solo 3 su 35

Serve a sostenere Elly Schlein, ma anche un po' no, e poi non è nemmeno proprio una corrente: cominciamo da capo
