La storia del Moscow Mule
È un cocktail, non c'entra niente con la Russia (se non per la vodka) e ha avuto fortune alterne proprio a causa del suo nome: ora sembra essere tornato molto di moda

È un cocktail, non c'entra niente con la Russia (se non per la vodka) e ha avuto fortune alterne proprio a causa del suo nome: ora sembra essere tornato molto di moda

Lo ha stroncato definendolo «non un buon cocktail», provocando un piccolo dibattito online e spingendo altri a prenderne infervorati le difese

Tra cui un pouf-materasso e uno zaino impermeabile molto leggero

«Anni fa avevo cominciato a collezionarli. Poi ho capito che frequentavo sempre gli stessi posti e ho rinunciato. Adesso passo il tempo a guardare la collezione digitale della New York Public Library per vedere come sono cambiati. Quello che so per certo è che i “tris” non vanno più da un pezzo, e neanche il cocktail di gamberi in salsa rosa. In questa infinità virtuale, di ieri e di oggi, è forse possibile individuare tre macro categorie: i grafici/tipografici, gli illustrati e gli scritti a mano, come quello dell'Oyster Bar di New York»

«Mi siedo al bar accanto a una coppia di turisti americani che conversano con il barman. C'è la statua di una donna che partorisce un gatto. Non provo più la sensazione di spaesamento dell’inizio. Tutto è vivo, allegro, esuberante. Tranne certe spiagge al tramonto, è uno dei posti più belli dove abbia mai bevuto un cocktail»


Dieci cose che mangiavamo negli anni Ottanta, con sdegno e nostalgia

Un video di Binging with Babish spiega come si preparano sei cocktail da sei famosissimi film: il White Russian del Grande Lebowski, il vermouth con ghiaccio e limone di Andie McDowell in Ricomincio da capo (no, non è un errore che lo vediate due volte), l’Old Fashion di Ryan Gosling in Crazy stupid love, il Mint Julep di Robert Duvall in Thank you for smoking, il Vesper di Casino Royale, il French 75 di Casablanca.

Il “Quattro bianchi” o “Invisibile” era servito in tutti i club e le discoteche d'Italia: oggi qualche bartender sta provando a riproporlo in nuove versioni, mentre altri continuano a disprezzarlo


«Nell’unico bar che riconosco superiore agli altri, lo versano in piccoli bicchieri cilindrici pieni fino all’orlo e riposti nell’angolo più freddo del frigo. Non appena il cliente abituale entra, il suo aperitivo gli viene posato sul bancone di marmo con un sonoro clàc, ancora prima che il portoncino di ingresso gli si sia richiuso alle spalle»

Il modo in cui li conosciamo oggi ha a che fare con proibizionismo, femminismo e buone maniere


Sei illustrazioni mostrano quanto è semplice (e banale) costruire una storia che funzioni

La casa editrice Corraini ha pubblicato un libro che raccoglie i piatti preferiti di 100 designer, illustrati

A partire dal 2019 inizierà una sperimentazione in Estonia e Finlandia, da cui si capirà la fattibilità del progetto

Istruzioni per chi vuole approfittare della festa americana e cimentarsi con tacchini, torte alla zucca e salse creative

Quella storia dei "piatti ottimi e pronti in dieci minuti" in realtà non esiste, spiega su The Atlantic una scrittrice che ne sa qualcosa

Illustrate nel 1959, quando ancora non era Andy Warhol come lo conosciamo ora
