Le prime pagine di mercoledì 29 giugno 2011
Quasi tutte sulla "manovra" di Tremonti, ma Libero e il Giornale hanno prima da dire altro

Quasi tutte sulla "manovra" di Tremonti, ma Libero e il Giornale hanno prima da dire altro

La nomina di Draghi alla BCE, la Lega che si mette di traverso sui rifiuti a Napoli, e continua il riposizionamento di Di Pietro

Napoli e De Magistris, Repubblica rilancia la campagna contro il "bavaglio", e il Giornale arruola D'Alema

D'ora in poi la maggior parte delle risorse sarà concentrata sul digitale, è l'annuncio di questi giorni

Divise tra Bisignani, quello che non è successo ieri in parlamento, quello che è successo fuori, e strascichi di beghe di campanile

Altri verbali e verbali dell'inchiesta su Bisignani: oggi ci sono Gianni Letta e Luca di Montezemolo

«Diciamo pure che sono fiduciosa», scrive il direttore; l'editore allude a cambiamenti consensuali

I rischi dell'economia nazionale, cosa fa la Lega e l'inchiesta Bisignani, tutto distribuito in parti uguali

Dall'inchiesta Bisignani alle agitazioni alla Lega, agli immigrati e ai proclami del PresdelCons: oggi i giornali vanno in ordine sparso

Botta, sberle, schiaffo, colpo: le sintesi del voto sono piuttosto violente

Il numero del giorno è 41

"Altro che Lady Gaga", direbbe Jovanotti: i referendum cercano spazio tra le foto del concerto all'Europride

I giornali del centrodestra sembrano un po' impensieriti, gli altri parlano di quorum vicinissimo

Il Manifesto riscopre il Papa (ma con topless assai laicista), Libero si estrania dalla lotta

Avere i referendum in prima pagina tutti i giorni, senza parlare del loro contenuto, impone scelte creative

La nuova direzione del Sole 24 Ore decide di cambiare l'inserto di innovazione e sostituisce il suo fondatore

Ci si agguerrisce sui referendum, e monta ancora lo scandalo scommesse

I bisticci tra Berlusconi e Tremonti stavolta sono una cosa un po' più seria?

Sapete quando dopo le elezioni sembra che abbiano vinto tutti? Beh, oggi no

Nell'attesa dei risultati tutti lì a chiedersi: ma il "calo delle affluenze" chi favorisce?
