Nel terremoto in Myanmar sono morte più di mille persone
Ma ci sono stati danni anche in Thailandia, dove altre decine sono disperse a causa del crollo di un palazzo

Ma ci sono stati danni anche in Thailandia, dove altre decine sono disperse a causa del crollo di un palazzo


Le “scam cities” ospitano decine di enormi capannoni in cui lavoratori in stato di semi-schiavitù compiono frodi online: la Thailandia sta provando a smantellarle







Un po' per il prezzo, un po' perché è considerata un simbolo intoccabile della lotta per l'affermazione della democrazia nel paese


L'ex leader politica birmana e attivista per la democrazia era in carcere dal colpo di stato militare del 2021




«Mentre prepara un’insalata di foglie di tè, Wei racconta che alla fine è stata fortunata. Ha sfiorato la schiavitù che costringe ogni giorno migliaia di persone – soprattutto birmani e cinesi – a lavorare nelle cosiddette "scam cities", le città della truffa di cui il Myanmar è costellato lungo i confini con Cina e Thailandia e da dove si cercano di contattare giocatori d’azzardo in tutto il mondo, giovani cinesi, anziani europei, donne sole americane, millennial thailandesi. Si comincia con un messaggio WhatsApp, uno è arrivato sul cellulare italiano anche a me»


«Sono da poco tornato, è inverno ma il clima è dolce come a maggio in Europa, e molti segni raccontano che alla vigilia del terzo anniversario del golpe il consenso del regime militare sembra bassissimo. Ovunque per strada ci sono lunghe code alle pompe di benzina, che è aumentata come il riso, l’olio e i pomodori. Nell’ottobre scorso, nel solo stato Shan, tre eserciti etnici hanno conquistato una quindicina di città, molte al confine con la Cina, sigillando la frontiera. Altre decine sono cadute nello stato del Rakhine, a ovest»


