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Su come in italiano le formule di cortesia possano essere tutt'altro che cortesi, e in altre lingue nemmeno esistano

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Fatto su distanze estreme, tra onde e a volte squali: lo fanno comprensibilmente in pochi e «ognuno può farsi la sua impresa»

E che li completa, insieme alla gente del posto: lo racconta il nuovo numero di The Passenger dedicato al Tibet

Il titolo del documentario premiato a Venezia è anche un acronimo militare che l'esercito israeliano usa per riferirsi ai civili uccisi a Gaza

Ora siamo agli alti: ha saltato la stessa misura con cui cinque anni fa vinse l’oro olimpico

Il sottogenere che si sviluppò negli anni Novanta a Göteborg la rese più accessibile, e favorì il successo commerciale delle band che vennero dopo

Dal 2017 ne ha scritti 19 e negli ultimi tre anni è diventata l'autrice italiana con più copie vendute

Il giorno di "Mr. Nelson, Did You Kill People?" e di "15/18 (A Place To Heal)", tra i film in gara, ma anche di "La città dei vivi" sull'omicidio di Luca Varani

Il 15 settembre registreremo una puntata speciale su "Tutti i nostri ieri" di Natalia Ginzburg, insieme a 40 persone abbonate al Post

Dopo vent'anni dalla morte è ricordata soprattutto per la sua svolta anti Islam, ma fu molto altro

Si può fare, anche se ha un titolo come “Max, Mischa e l'offensiva del Tet” e un autore norvegese mai sentito

Secondo un'inchiesta del giornale israeliano aveva ricevuto una telefonata dagli Emirati, ma non riferì ai servizi di sicurezza; lui ha negato

Storia dell’inno più famoso del calcio: inizia da re Salomone

«La cosa più bella è quando arriva quella del mio paese. Allora mi metto la maglietta del supermercato locale, ancora gestito dalla famiglia che l’ha fondato e che ogni cinque anni celebra il compleanno con t-shirt a tema, e ci vado tutto contento»

«Al corso preparto avevo capito che il neonato deve attaccarsi ben oltre il capezzolo, creare una specie di ventosa con la bocca e cominciare a ciucciare. Torno a guardare giù. C’è un bambino. Il mio bambino. Non mi sembra vero. Ma non capisco se il bambino beve»

Fu un caso seguito negli anni Ottanta, perché parlavano all’unisono, e interessò anche Werner Herzog, che ci ha da poco fatto un film

Il torneo di tennis si fa notare per un pubblico «rumoroso, piuttosto sbronzo e immune alla vergogna», e poi c'è la cannabis

Un suo film è in concorso dopo 37 anni dall'ultima volta, e dopo una lunga storia di screzi e tensioni sia da regista che da membro della giuria

«Nel caso arrivi l’Apocalisse, non diamole la soddisfazione di trovarci già in ginocchio. Che ci trovi in piedi, e ancora in grado di farne la parodia»
