Rob Reiner era Harry, e alla fine conobbe la sua Sally
Il regista ucciso domenica scrisse una delle commedie più amate a partire dalla sua vita, che cambiò durante le riprese come il finale del film

Il regista ucciso domenica scrisse una delle commedie più amate a partire dalla sua vita, che cambiò durante le riprese come il finale del film

«La prima volta che sono stata a New York, nel 2013, ho trovato la stagione inventata da Nora Ephron nei suoi film. Gli alberi gialli, arancioni e rossi, i tappeti di foglie lungo Central Park, stivaletti ai piedi e una sciarpa calda. L’ultima volta che sono stata a New York, l’anno scorso, l’estate pareva avere l’intenzione di non finire mai. L’agosto 2022 si era classificato come il terzo più caldo mai registrato in città. Quest’anno è andata persino peggio. La scomparsa dell’autunno ci dimostra che abbiamo bisogno di un nuovo immaginario delle stagioni»

Uscì trent'anni fa e le sue premesse erano perfino banali: eppure aveva una serie di cose che lo resero memorabile

L’ironia l’aveva trasmessa la madre, il ritmo il padre, alla ricchezza avrebbe dovuto pensarci lo zio; ma non tutto andò per il verso giusto. E fu un bene [Continua]

La storia avventurosa di "Auld Lang Syne", la canzone del Capodanno, che inizia con un compositore italiano nel 1500 e arriva fino a quella scena perfetta di "Harry ti presento Sally" [Continua]

Diversi film di qualche anno fa (il venerdì gira così) ma anche “Vita di Pi”, e poi ci sono la prima semifinale di Italia's Got Talent e il Papa


Uscì 25 anni fa, e dopo tutte le storie tormentate di amore e amicizia ci fecero i conti

Ecco cosa succede quando si aggiunge la cupa colonna sonora di Inception alla celebre scena dell'orgasmo simulato al ristorante di "Harry ti presento Sally"

Aveva 71 anni, aveva scritto "Harry ti presento Sally" e diretto "Insonnia d'amore" e "Julie & Julia": e fatto molte altre cose

Tanti auguri, e la scena più famosa del suo film più famoso

Fu “Codice d’onore”, del 1992: l’ultimo film di una serie di enorme successo e quello che lo racconta meglio


Quarant'anni fa uscì uno dei più celebri “mockumentary” di sempre, che prendeva in giro gli eccessi e gli stereotipi dell'heavy metal del tempo

A volte è tutta una questione di bolle

E prima di diventare quello per cui è famoso, si chiamava "3.000" ed era una storia drammatica senza lieto fine

Dopo il periodo di gloria tra gli anni Novanta e Duemila sembra essere di nuovo un genere interessante per Hollywood, e ne stanno uscendo un po'

Un bel film per ragazzi sulla Seconda guerra mondiale e un thriller di Christopher Nolan da recuperare, tra le altre cose

Un film in cui Tim Roth indossa delle parrucche notevoli, tra gli altri
