L’uomo più odiato della Siria
Il New York Times racconta la storia del cugino di Assad, spiegando perché è diventato il simbolo della corruzione nel Paese

Il New York Times racconta la storia del cugino di Assad, spiegando perché è diventato il simbolo della corruzione nel Paese

Assad ha detto che le proteste sono solo frutto di una «cospirazione esterna e interna»

Prima concessione ai manifestanti, ma sia il presidente Assad che lo stato di emergenza sono ancora lì

Migliaia di persone sono scese in strada a Deraa per manifestare di nuovo contro il governo

E per le forze di sicurezza siriane che hanno appena preso il posto dei curdi è una faccenda più grave anche del terrorismo

I territori curdi nel nordest della Siria avevano un progetto politico spesso romanticizzato, tra molte guerre e tradimenti

Il governo ha preso il controllo di molte zone, e rimane il grosso problema delle prigioni dell’ISIS

A dieci anni dai tantissimi arrivi del 2015, e un anno dopo la caduta di Assad, molti di loro non pensano di poter tornare in Siria



Ma a un anno dall'uccisione del suo leader storico, Hassan Nasrallah, resta debole militarmente e politicamente

Israele ha fatto un'altra operazione militare in Siria, sempre con gli stessi obiettivi: questa volta però spingendosi un po' più in là

Il giornalista di Al Jazeera ucciso domenica da Israele era uno dei più conosciuti della Striscia: da tempo era diventato un obiettivo dell’esercito israeliano

Di cosa parliamo, cosa c'è di nuovo, cosa è importante e cosa no (sull'Italia briciole, per ora)

Come i blog e i social network hanno cambiato il mestiere di ambasciatori e diplomatici

Nel 2008 Gheddafi aveva avvertito i leader del Medioriente e del Nordafrica, che intanto se la ridevano

Lo dicono le Nazioni Unite, dell'attacco con cui il 27 maggio vennero uccise 108 persone, tra cui 49 bambini

La tv di stato dice che Ryiad Farid Hijab è stato rimosso dalla guida del governo; secondo altre fonti sarebbe scappato in Giordania con la sua famiglia

I manifestanti li accusano di essere collusi con il regime del presidente Bashar al Assad
