Gli ungheresi all’estero che votano in massa per Viktor Orbán
Sono gli appartenenti alle minoranze storiche di paesi come Romania e Serbia, che da dieci anni sono schierati con il primo ministro

Sono gli appartenenti alle minoranze storiche di paesi come Romania e Serbia, che da dieci anni sono schierati con il primo ministro


La sconfitta di Fidesz in Ungheria sta mettendo in discussione un'amicizia che durava da anni e modellata su sistemi politici illiberali

In vista delle elezioni del 12 aprile, il principale rivale di Orbán sta andando così bene che vari partiti di opposizione hanno rinunciato a partecipare per sostenerlo

Fino a pochi anni fa il leader di opposizione che ha stravinto in Ungheria era un esponente di Fidesz, lo stesso partito di Viktor Orbán

«Perché non mi cancellano? È perché non vogliono cancellarmi o perché non riescono a cancellarmi?»

Ne hanno discusso Zelensky e Meloni a Roma, con l'obiettivo di scambiarsi competenze militari e armi



Il principale leader dell’opposizione, che sarebbe mostrato nel filmato, accusa il governo di Viktor Orbán di volerlo screditare



"A nessun partito di estremisti sarà consentito di ignorare la legge e l'ordine in questo paese" dice il prossimo premier Orban

Forse sarebbe stato un disastro, scrive Anne Applebaum sul Washington Post, non lo sappiamo: però sappiamo che disastro è stato non intervenire


Dall'Ungheria, che guarda con sempre più diffidenza al sistema occidentale, e da Viktor Orbán, prima amico di Bill Clinton e oggi estimatore di Putin ed Erdoğan

Chi è e che cosa pensa Lorenzo Fontana, nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità, "veronese e cattolico"


A Budapest migliaia di persone hanno contestato il risultato elettorale della settimana scorsa, chiedendo un'opposizione unita
