L’Ucraina ha detto che l’oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo verso l’Europa, potrà riprendere le attività

Operai al lavoro sull'oleodotto Druzhba, Minsk, Bielorussia, 11 gennaio 2007 (AP Photo/Sergei Grits, File)
Operai al lavoro sull'oleodotto Druzhba, Minsk, Bielorussia, 11 gennaio 2007 (AP Photo/Sergei Grits, File)

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che l’oleodotto Druzhba, che collega la Russia all’Europa centrale passando per l’Ucraina, potrà tornare in funzione. La principale compagnia petrolifera ungherese, MOL, ha detto di aspettarsi che il flusso di petrolio riprenda al più tardi giovedì.

L’oleodotto, lungo 4mila chilometri e costruito agli inizi degli anni Sessanta, era fermo dal 27 gennaio in seguito a un attacco russo di droni in territorio ucraino. I danneggiamenti avevano causato una grave crisi tra Ucraina e Ungheria, paese che dipende dal petrolio russo e che fino a prima delle elezioni e della sconfitta del primo ministro Viktor Orbán aveva il governo più filorusso di tutta l’Unione Europea. L’Ungheria aveva accusato l’Ucraina di ritardare deliberatamente il ripristino del passaggio del petrolio lungo l’oleodotto, e il 5 marzo Orbán aveva minacciato di utilizzare tutti gli «strumenti politici e finanziari» a sua disposizione per «forzare» la riapertura dell’oleodotto.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky invece aveva criticato l’Ungheria per aver bloccato il pacchetto di aiuti europei da 90 miliardi di euro che la Commissione Europea voleva inviare all’Ucraina, garantendolo tramite l’emissione di debito comune da parte dei paesi europei, opzione alla quale l’Ungheria si era opposta. Dopo la notizia sul ripristino dell’oleodotto l’Ungheria ha rimosso il proprio veto, permettendo lo sblocco degli aiuti.

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