• Mondo
  • giovedì 21 giugno 2018

L’Ungheria ha approvato le leggi cosiddette “Stop Soros”, che prevedono il carcere per chi favorisce l’immigrazione clandestina

Il parlamento ungherese ha approvato il pacchetto di leggi conosciuto come “Stop Soros”, dal nome del finanziere e filantropo statunitense George Soros, che tra le altre cose prevede la criminalizzazione dell’immigrazione clandestina e il carcere per le persone o le organizzazioni che in qualche modo la favoriscono. La legge è stata proposta dal partito conservatore e populista Fidesz (Unione Civica Ungherese) del primo ministro Viktor Orbán, che ne aveva fatto una delle sue principali promesse in campagna elettorale alle ultime elezioni, vinte con il 49,5 per cento dei voti. Il parlamento ha anche approvato un emendamento alla Costituzione che dice che le «popolazioni diverse» da quella ungherese non possono stabilirsi in Ungheria, una apparente sfida al sistema delle quote di migranti che prevedeva la riforma dell’immigrazione europea affossata a inizio giugno da una serie di paesi tra cui proprio l’Ungheria.

Le leggi prevedono fino a un anno di carcere per «chi fornisce aiuti finanziari o di altro tipo per un ingresso e per la permanenza illegale nel nostro paese», stabiliscono che non sarà possibile per una persona chiedere asilo in Ungheria se prima è passata attraverso un paese terzo ritenuto sicuro, e danno al ministro dell’Interno i poteri di vietare le ONG che si ritiene rappresentino un «rischio per la sicurezza nazionale». Attivisti e organizzazioni che si occupano di migranti avevano duramente criticato le leggi: l’Alto commissariato dell’ONU per i migranti e i rifugiati aveva chiesto che venisse stralciata.

(Laszlo Balogh/Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.