Il direttore dell’obitorio di Harvard è stato accusato di vendere pezzi di cadaveri
Faceva parte di una rete di compravendita diffusa in tutti gli Stati Uniti: oltre a lui sono state incriminate sette persone

Faceva parte di una rete di compravendita diffusa in tutti gli Stati Uniti: oltre a lui sono state incriminate sette persone

È il primo stato americano a permettere di trasformare i propri resti in terriccio, mentre in Europa si può fare soltanto in Svezia

Il comune di Milano conferma che la mostra dei cadaveri "plastificati" resterà aperta, nonostante chi dice - senza prove - che siano corpi di condannati a morte cinesi

La miniera d'argento abbandonata veniva usata dai narcotrafficanti per nascondere i corpi

Polizia e miliziani uccidono, feriscono e spaventano i manifestanti usando anche fucili a pallini e pistole da paintball

Lo fa la tanatoprattrice Elena Holotsvan, per prepararli ai funerali: ne ha parlato con il Post nel suo studio di Dnipro

Le autorità stanno reprimendo il dissenso per evitare che la rabbia e la commozione si trasformino in un movimento politico, come successo in passato

Fu scelta nel 1999 dall'ONU per ricordare un brutale episodio, poco noto in Italia

È pieno di problemi, ma anche un tentativo del nuovo governo per creare un qualche sistema di giustizia dopo decenni di dittatura

Di Paolo Adinolfi non si sa più nulla dal 1994: le nuove ricerche sono iniziate sotto la Casa del Jazz


I video mostrano le uccisioni su base etnica delle Rapid Support Forces, che hanno appena conquistato la città di Al Fashir

Martedì interi quartieri della città brasiliana si sono trasformati in zone di guerra: l'obiettivo era "Comando Vermelho"


«Prima del ’22 da queste parti non c’erano barriere. Si andava a funghi sconfinando dalla Lettonia in Russia, e viceversa. Oggi questa è la frontiera invalicabile d’Europa. Di qua si stendono campi color tabacco, al di là della rete c’è il bosco. Un quadriciclo militare punta velocissimo verso di me: “Altolà! Cosa ci fa qui?”»


Il ritiro dell’esercito israeliano, la liberazione degli ostaggi e dei prigionieri, e l’arrivo di cibo e generi di prima necessità nella Striscia

«Io sono in mezzo alla “tonnara”, quell’assembramento di telecamere, microfoni e taccuini attorno a chi forse ha una dichiarazione. Io sono lì in mezzo. Non giudico col dito puntato. Non sbircio, sono dentro un club in cui c’è un solo avversario: la consegna»

Ha cambiato il Medio Oriente, ma non ha ottenuto la «vittoria totale» promessa da Netanyahu e non è mai stato così isolato
