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  • Domenica 1 novembre 2026

Reform UK si sta facendo i suoi media

Il partito di destra di Nigel Farage vuole rispondere alle inchieste dei media tradizionali con un “giornale” di carta e una tv digitale

Nigel Farage si prepara a un'intervista televisiva, in una foto del novembre 2025
Nigel Farage si prepara a un'intervista televisiva, in una foto del novembre 2025 (EPA/TOLGA AKMEN)
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In questi giorni in molte case del Regno Unito sta cominciando ad arrivare un giornaletto di otto pagine intitolato The Reformer. Il partito di destra populista Reform UK dice che è il suo nuovo giornale. Anche se per ora non ha una periodicità definita, è un’operazione imponente: ne sono state stampate 15 milioni di copie, spedite a casa delle persone o disponibili nelle sedi del partito, guidato da Nigel Farage.

The Reformer è parte di una nuova e ambiziosa strategia di comunicazione di Reform UK, che include la creazione di una propria «televisione». Anche qui: il partito la chiama così, ma trasmetterà su YouTube, cosa che peraltro ha il vantaggio di svincolarla dalle regole di imparzialità dei canali tradizionali.

Il senso dell’operazione è creare dei media propri con cui sostituire quelli tradizionali: Farage infatti li accusa di penalizzare Reform UK nonostante in passato li avesse frequentati e corteggiati a lungo. È anche la risposta a un momento di crisi del partito, che ha risentito del recupero dei Laburisti col nuovo primo ministro Andy Burnham e degli scandali di Farage, ed è ormai scivolato al terzo posto nei sondaggi dopo averli dominati per più di un anno.

Reform ha già pubblicato una decina di offerte di lavoro tra autori e produttori, e stima di assumerne altri. Ha molti soldi da spendere perché a settembre ha ricevuto una donazione esorbitante: 72 milioni di sterline (86 milioni di euro) da due magnati delle criptovalute, Christopher Harborne e Ben Delo. Metà della somma comunque servirà a pagare i costi operativi del partito, tra cui la sede in centro a Londra, e la campagna elettorale delle prossime elezioni generali, che dovranno tenersi entro il 2029.

Nelle offerte di lavoro si dice che i candidati dovranno realizzare contenuti originali o documentari, ma nei fatti si tratta di inserirsi in organi di propaganda partitica.

Il primo numero del Reformer è un condensato dei programmi del partito, non ha articoli firmati e in prima pagina c’è una foto di Farage che accarezza un cane Labrador. Sopra la testata c’è scritto «autunno 2026», cosa che suggerisce una frequenza di pubblicazione diradata o comunque non quotidiana o settimanale. Viene ricordata estesamente Ann Widdecombe, l’esponente di Reform UK uccisa la scorsa estate da un uomo che si era introdotto a casa sua.

– Leggi anche: L’importanza della BBC in lingue che non sono l’inglese

Il giornale di carta non è certo una fonte d’introiti per il partito, anche perché è gratuito, ma prevede forme di mobilitazione: chi si tessera ritagliando un modulo stampato su una delle pagine, per esempio, riceve una tazza e una spilletta. È stampato dallo stesso gruppo tipografico di alcuni quotidiani maggiori, come il Times, e ha una tiratura superiore a quella di Metro, il più diffuso free-press britannico.

Il progetto video punta a un pubblico più giovane e nella pratica è un potenziamento del canale YouTube del partito, dove oggi vengono riversati i comizi o brevi filmati, più che contenuti realizzati apposta. Il modello è “Trump TV”, la diretta streaming su YouTube creata dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, in aperta concorrenza con le televisioni che il presidente stava cercando di estromettere dalla Casa Bianca.

In questi giorni a una conferenza stampa di Reform c’erano vistosi posti vuoti nel pubblico: una cosa inedita e molto commentata come un segnale di debolezza

È quasi scontato che la tv di Reform attinga all’organico di GB News, il network conservatore che viene spesso considerato la versione britannica di Fox News, su cui peraltro Farage e altri dirigenti hanno i loro show. GB News aveva aperto nel 2021 con grandi ambizioni, e recentemente ha annunciato l’apertura di una stazione radio con solo artisti britannici, ma ha accumulato perdite per 131 milioni di sterline e pianifica di licenziare un terzo dei dipendenti.

Verosimilmente il canale produrrà soprattutto interviste e videopodcast, e userà i contenuti girati sul campo per sostenere i messaggi politici di Reform UK o attaccare il governo e gli altri partiti. Forse per preparare il lancio dei nuovi format, sulle clip ricavate dalle ospitate televisive dei politici di Reform UK sono state sfuocate le grafiche dei canali originali. In quello qui sotto, per esempio, è stata coperta quella di BBC News.

Queste nuove iniziative puntano a potenziare la comunicazione di Reform UK, che storicamente si è basata sui social network: Farage è stato quasi un precursore su TikTok e ha una newsletter piuttosto seguita su Substack.

– Leggi anche: Un’inchiesta sotto copertura è un altro guaio per Nigel Farage

Sono anche una parziale ritirata dopo che, col primato nei sondaggi, i media tradizionali avevano dato molte più attenzioni a Reform UK. Gli ultimi scandali di Farage – sui legami con un controverso aristocratico e sulla disinvoltura con cui avrebbe accettato fondi da due finti imprenditori statunitensi – sono scaturiti proprio da inchieste giornalistiche, rispettivamente del Times e di Channel 4. I media di partito, insomma, sono un tentativo di controllare la narrazione.