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  • Domenica 1 novembre 2026

Cosa sta succedendo alla Corte costituzionale della Polonia

Governo e opposizione litigano su chi siano i giudici che ne fanno parte: da anni cercano di influenzare il suo lavoro

Alcuni simpatizzanti del partito di destra Diritto e Giustizia davanti alla Corte costituzionale polacca, il 31 ottobre 2026 (AP/Beata Zawrzel)
Alcuni simpatizzanti del partito di destra Diritto e Giustizia (PiS) davanti alla Corte costituzionale polacca, il 31 ottobre 2026 (AP/Beata Zawrzel)
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Nella notte tra venerdì e sabato alla sede della Corte costituzionale della Polonia ci sono state proteste e un bel po’ di confusione, dopo che alcuni giudici del tribunale eletti dall’attuale maggioranza filoeuropea hanno preso il controllo del tribunale, sospendendo il presidente Bogdan Święczkowski e il suo vice Bartłomiej Sochański. Święczkowski ha cercato di entrare negli uffici della Corte, sostenuto da centinaia di persone simpatizzanti del partito di destra ed euroscettico Diritto e Giustizia (PiS): non ha potuto farlo però, perché l’ingresso gli è stato impedito dalla polizia.

Quello che è successo è l’apice di uno scontro che dura da anni tra PiS e la coalizione filoeuropea dell’attuale primo ministro Donald Tusk, che hanno cercato in modo diverso di influenzare il lavoro della Corte e che oggi non sono nemmeno d’accordo su chi siano i giudici che la compongono.

Secondo PiS, e secondo il presidente della Repubblica Karol Nawrocki che è sostenuto da PiS, Święczkowski è il presidente legittimo della Corte. Per il governo di Tusk invece non lo è più, e la nuova presidente a interim è Anna Korwin-Piotrowska, che è stata nominata giudice a marzo dalla maggioranza.

Al momento Korwin-Piotrowska e gli altri giudici eletti dalla maggioranza hanno preso il controllo degli uffici della Corte e rivendicano il diritto di dirigerne le attività. La loro autorità, però, è contestata da Święczkowski, dal PiS e dal presidente Nawrocki.

Alcuni poliziotti all'esterno della Corte costituzionale polacca il 31 ottobre 2026 (AP/Beata Zawrzel)

Alcuni poliziotti all’esterno della Corte costituzionale polacca il 31 ottobre 2026 (AP/Beata Zawrzel)

La Corte costituzionale polacca ha il compito di verificare che le leggi approvate in parlamento rispettino la Costituzione. È formata da 15 giudici, eletti dal parlamento, che devono prestare giuramento davanti al presidente della Repubblica prima di assumere le loro funzioni. Quest’ultima precisazione è importantissima, perché è al centro dello scontro attuale. I giudici sostenuti dall’attuale maggioranza sono stati eletti dal parlamento, ma diversi di loro non hanno mai giurato alla presenza di Nawrocki, che si oppone alle loro nomine.

Per capire cosa sta succedendo in Polonia è necessario fare qualche passo indietro e parlare di come PiS abbia pesantemente influenzato la Corte negli anni in cui è stato al governo.

Il presidente sospeso della Corte costituzionale, Bogdan Swieczkowski, durante la protesta alla sede della Corte il 31 ottobre 2026 (AP/Beata Zawrzel)

Il presidente sospeso della Corte costituzionale, Bogdan Święczkowski, durante la protesta alla sede della Corte il 31 ottobre 2026 (AP/Beata Zawrzel)

PiS ha governato la Polonia in modo illiberale dal 2015 al 2023. In quegli anni aumentò molto il suo potere sulle istituzioni e in particolare sul sistema giudiziario, rimuovendo molti giudici e sostituendoli con altri più favorevoli alle sue idee.

Lo fece anche con la Corte costituzionale: tra il 2015 e il 2016 nominò in modo illegittimo tre giudici e mise alla sua guida una giudice considerata molto vicina alle sue posizioni, Julia Przyłębska. Cambiò anche più volte le sue regole di funzionamento, il tutto con l’obiettivo di aumentare la propria influenza sulla Corte.

Il risultato si è visto negli anni successivi. La Corte costituzionale diventò uno strumento fondamentale per consolidare il potere di PiS, prendendo decisioni favorevoli al partito. Per esempio, nel 2020 decise che l’aborto per gravi malformazioni del feto era contrario alla Costituzione, stabilendo un divieto quasi totale alle interruzioni di gravidanza. Nel 2021 stabilì che alcuni articoli dei trattati dell’Unione Europea fossero incompatibili con la Costituzione, e che però quest’ultima prevaleva: di fatto, quindi, disse che le leggi europee dovevano rispettare la legge polacca per poter essere applicate in Polonia.

Un manifestante con la scritta “Tusk vattene a Berlino” davanti alla Corte costituzionale, il 31 ottobre 2026 (AP/Beata Zawrzel)

Un manifestante con la scritta “Tusk vattene a Berlino” davanti alla Corte costituzionale, il 31 ottobre 2026 (AP/Beata Zawrzel)

Alle elezioni del 2023, anche se il partito più votato fu comunque PiS, riuscì a formare il governo Coalizione Civica, una coalizione di partiti liberali ed europeisti guidata da Donald Tusk. Tusk è stato eletto anche con la promessa di riformare il sistema di potere costruito negli anni da PiS e cambiare alcune leggi molto controverse, come per l’appunto quella sull’interruzione di gravidanza.

Non ci sta riuscendo però, in parte per problemi interni alla coalizione, in parte per la resistenza di organi dello Stato vicini alla destra e a PiS.

Uno di questi è il presidente della Repubblica, che fino al 2025 era Andrzej Duda e poi Karol Nawrocki, entrambi politici di destra formalmente indipendenti ma sostenuti da PiS. Sia Duda che Nawrocki hanno usato il loro potere di veto per impedire riforme volute da Tusk. Un altro organo che ha fatto resistenza, per l’appunto, è la Corte costituzionale.

Il primo ministro polacco Donald Tusk (AP/Nicolas Tucat)

Il primo ministro polacco Donald Tusk (AP/Nicolas Tucat)

Considerandola compromessa dalle nomine fatte durante i governi di PiS, Tusk e il suo governo per un periodo hanno contestato la legittimità della Corte e si sono rifiutati di riconoscere gli effetti delle sue decisioni. Tra le altre cose, il governo ha smesso di pubblicare alcune delle sue sentenze sulla Gazzetta Ufficiale, impedendo che producessero effetti giuridici.

Poi hanno cambiato strategia, e hanno deciso di nominare nuovi giudici alla Corte: da marzo in poi il parlamento ne ha nominati otto, abbastanza per controllare la maggioranza (la Corte, come detto, ha 15 giudici).

Cinque di questi nuovi giudici però non sono riusciti a prestare giuramento alla presenza di Nawrocki (una di loro è proprio Korwin-Piotrowska, che dovrebbe essere la nuova presidente). Non sono stati nemmeno riconosciuti dall’attuale presidente della Corte Święczkowski, che ha ostacolato la loro nomina. È per questo motivo che venerdì i giudici vicini al governo di Tusk lo hanno sospeso. Il ministro della Giustizia, Waldemar Żurek, ha inoltre chiesto di revocare l’immunità di Święczkowski e del suo vice, per poter procedere penalmente contro di loro con l’accusa di aver ostacolato il funzionamento della Corte.

Un manifestante davanti alla Corte costituzionale, con un cappello che inneggia al presidente statunitense Donald Trump e a Karol Nawrocki (AP/Beata Zawrzel)

Un manifestante davanti alla Corte costituzionale, con un cappello che inneggia al presidente statunitense Donald Trump e a Karol Nawrocki (AP/Beata Zawrzel)

La situazione attuale è molto complicata, perché il governo, da una parte, e PiS e Nawrocki, dall’altra, non riescono a mettersi d’accordo su quale composizione della Corte sia quella legittima.

Nawrocki, che tra venerdì e sabato è entrato di forza nella sede della Corte e ha detto ai giudici eletti dalla coalizione di governo che non sono legittimi, sabato ha incontrato i leader di alcuni partiti per cercare di trovare un compromesso, senza riuscirci. Tusk d’altra parte sabato sera ha difeso la sospensione di Święczkowski, sostenendo che sia stata legittima e che serva a ridare legittimità alla Corte.

In realtà la decisione di sospendere Święczkowski e il suo vice è molto controversa anche tra esperti e persone che di solito sono critici nei confronti di PiS. Marcin Matczak, un famoso giurista, ha detto che la decisione è stata presa senza basi legali. Anche la Helsinki foundation for human rights, un’organizzazione che si occupa di protezione dei diritti umani, ha criticato la sospensione, sostenendo che sia illegale e che crei un precedente pericoloso.