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  • Mercoledì 14 ottobre 2026

Il processo su uno dei più grandi atti di sabotaggio della storia europea recente

Quello dei gasdotti Nord Stream: inizia oggi in Germania, serve anche a stabilire se il governo ucraino ebbe un ruolo diretto

Serhii Kuznetsov all'arrivo in Germania dopo l'estradizione dall'Italia, a Karlsruhe nel novembre del 2025
Serhii Kuznetsov all'arrivo in Germania dopo l'estradizione dall'Italia, a Karlsruhe nel novembre del 2025 (Uli Deck/dpa via AP)
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Mercoledì ad Amburgo, in Germania, comincia il primo processo per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, che collegavano la Russia alla Germania passando sul fondale del mar Baltico. Nel settembre del 2022 i gasdotti furono danneggiati da una serie di esplosioni, che li resero inservibili: fu uno dei più grandi ed eclatanti atti di sabotaggio della storia europea recente. Il processo dovrà valutare, tra le altre cose, se ci fu un coinvolgimento diretto del governo ucraino o di suoi funzionari, come sostiene l’accusa.

Oltreché per le modalità dell’operazione, con le cariche esplosive posizionate a circa 80 metri di profondità e una successiva grossa fuoruscita di gas nel mare, il sabotaggio fu una cosa enorme per l’infrastruttura danneggiata e quello che rappresentava.

I gasdotti erano proprietà di un consorzio in cui il socio di maggioranza è Gazprom, la principale azienda energetica russa, ed erano stati costruiti allo scopo di portare il gas russo in Europa, che prima dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 dipendeva da quelle importazioni e poi ha progressivamente diversificato. Il Nord Stream 1 era stato inaugurato nel 2011 e il “raddoppio” era stato deciso e completato nel 2021 nonostante nel frattempo la Russia avesse invaso la Crimea, in Ucraina, nel 2014. A causa della guerra, il Nord Stream 2 non è mai entrato in funzione. I gasdotti Nord Stream, insomma, erano un simbolo e un veicolo dei legami economici mantenuti dall’Europa con la Russia.

L’unico imputato del processo è Serhii Kuznetsov, un uomo ucraino arrestato a Rimini nel 2025 e poi estradato in Germania. È accusato di aver attaccato un’infrastruttura energetica civile, che è un crimine di guerra secondo il diritto internazionale.

Secondo l’accusa, Kuznetsov fu il capo della squadra che operò il sabotaggio. C’è un altro uomo ucraino sospettato di avervi partecipato, come sommozzatore: Volodymyr Zhuravlov, che è stato arrestato nel 2026 in Croazia e di cui la Germania attende l’estradizione (in precedenza era stato arrestato in Polonia, che l’aveva negata).

La procura federale, quando a giugno incriminò Kuznetsov, sostenne che ai tempi del sabotaggio fosse un ufficiale delle forze ucraine. Il processo è molto atteso proprio perché sarà la prima occasione in cui le autorità tedesche renderanno pubbliche le informazioni raccolte durante anni di indagini.

– Leggi anche: Le indagini sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream

Secondo le indagini tedesche, Kuznetsov avrebbe guidato l’operazione, a cui avrebbero partecipato altre sei persone, tra cui una donna. Il gruppo sarebbe salpato da Rostock, porto tedesco sul mar Baltico, con una barca a vela noleggiata da intermediari, e dopo alcune tappe di rifornimento avrebbe posizionato gli esplosivi sui gasdotti all’altezza dell’isola danese di Bornholm.

Le autorità svedesi riscontrarono tracce di esplosivi potenti, solitamente impiegati per scopi militari, e falle su tre delle quattro condotte. Nel 2024 la Svezia archiviò le sue indagini, così come la Danimarca, citando questioni di giurisdizione o mancanza di elementi legali sufficienti. Da allora, solo la Germania ha continuato a indagare. Ci si aspetta che il processo a Kuznetsov prosegua fino a febbraio dell’anno prossimo.

Il tribunale di Amburgo dove si tiene il processo, in una foto del 9 ottobre

Il tribunale di Amburgo dove si tiene il processo, in una foto del 9 ottobre (Marcus Brandt/dpa)

Il sabotaggio non fu mai rivendicato e ci furono accuse reciproche fra Russia, paesi occidentali e Ucraina.

Se il tribunale dovesse concludere che ci fu un coinvolgimento di funzionari ucraini di alto livello, inevitabilmente la propaganda russa potrebbe strumentalizzarlo per sostenere la narrazione, pervicace pure in Italia, che incolpa solo l’Ucraina della prosecuzione della guerra attraverso gli aiuti dei paesi europei (in realtà, tutte le iniziative diplomatiche degli ultimi anni sono fallite soprattutto a causa del massimalismo del regime russo).

– Leggi anche: In Germania temono che un governo di AfD passi informazioni alla Russia

In Germania le implicazioni politiche del processo sono ancora più grosse. Hanno posizioni filorusse sia il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), che continua a espandere i suoi consensi e a settembre ha stravinto le elezioni statali in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, sia la sinistra populista dell’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW).

Entrambi i partiti hanno accusato l’Ucraina del sabotaggio ben prima che le indagini fossero concluse, e potrebbero usare la sentenza o le prove dell’accusa a sostegno delle loro tesi. Chiedono l’interruzione degli aiuti economici e militari della Germania all’Ucraina: la Germania è il primo paese dopo gli Stati Uniti per valore di quelli forniti. Chiedono anche un riavvicinamento alla Russia e la riapertura dei gasdotti Nord Stream (che all’epoca del sabotaggio erano fermi, proprio come conseguenza dell’inizio della guerra in Ucraina). Recentemente ha chiesto di ripararli anche il governatore della Sassonia, Michael Kretschmer del partito conservatore del cancelliere Friedrich Merz (la CDU).