Un’imbarcazione da carico usata per la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, nel Mar Baltico (Jens Buettner/dpa via AP, File)
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  • martedì 7 Settembre 2021

È finita la costruzione del discusso gasdotto Nord Stream 2

Il progetto per portare il gas russo in Germania comincerà a funzionare tra qualche giorno, con gran preoccupazione dei paesi dell'Europa orientale

Un’imbarcazione da carico usata per la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, nel Mar Baltico (Jens Buettner/dpa via AP, File)

Lunedì è stata completata la costruzione di Nord Stream 2, il grande gasdotto che collega direttamente la Germania con la Russia: l’ultimo pezzo è stato saldato e sarà ora calato sotto il Mar Baltico, dove sarà collaudato e attivato tutto il gasdotto. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che il gasdotto comincerà a funzionare nei prossimi giorni.

Nord Stream 2 serve a trasportare gas naturale – cioè il metano, quello che si usa tutti i giorni in cucina – dalla Russia alla Germania, per poi essere allacciato alla rete di distribuzione dell’Unione Europea. Nord Stream 2 è attualmente il gasdotto più lungo del mondo (1.230 chilometri) e verrà affiancato al gasdotto Nord Stream 1, lungo 1.224 chilometri, che segue lo stesso percorso ed era stato inaugurato nel 2012.

Il Nord Stream e il Nord Stream 2, in una mappa che mostra i lavori ancora in corso (Gazprom)

La costruzione del gasdotto Nord Stream 2, sostenuta sia dal governo tedesco che da quello russo, è stata per diversi anni al centro di una disputa che ha coinvolto da una parte la Germania e dall’altra gli Stati Uniti e altri paesi dell’Europa orientale, che erano contrari alla sua realizzazione perché la Russia, che è uno dei più grandi paesi esportatori di gas naturale al mondo, utilizza da sempre le esportazioni di gas non solo come una risorsa con cui fare profitti, ma anche come uno strumento politico per aumentare la propria influenza all’estero.

Prima della costruzione di Nord Stream (e del suo raddoppio con Nord Stream 2) i gasdotti che collegavano la Russia all’Europa centrale passavano via terra, attraverso l’Ucraina, e in parte minore attraverso la Bielorussia e altri paesi dell’area. Nord Stream e Nord Stream 2, invece, escludono questi paesi, indebolendo la loro posizione strategica e di fatto rendendo le loro forniture di gas (e parte delle loro entrate economiche, basate su tasse di passaggio del gas) dipendenti dalla volontà politica della Russia. Questo è un problema soprattutto per l’Ucraina, che da anni si trova in uno stato di conflitto permanente con la Russia.

Nord Stream 2, per esempio, potrebbe dare alla Russia il potere di punire i paesi vicini minacciandoli di tagliare le forniture di gas, continuando però le proprie esportazioni nell’Europa occidentale. La disputa, che ha avuto i suoi momenti peggiori durante l’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si è in parte risolta con un accordo fatto durante l’amministrazione dell’attuale presidente Joe Biden, che tra le altre cose impegna la Germania a imporre sanzioni contro la Russia se questa minaccerà la sicurezza energetica dei paesi dell’est Europa.

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