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  • Martedì 13 ottobre 2026

In Finlandia è quasi pronto il primo deposito permanente di scorie nucleari

È costato diversi miliardi di euro e dovrebbe durare almeno centomila anni, ma i dubbi sulla sua sicurezza non si sono ancora del tutto dissipati

Un tunnel di smaltimento all’interno del deposito di rifiuti nucleari di Onkalo, gestito dalla società Posiva, fotografato sull’isola di Olkiluoto, in Finlandia, martedì 24 febbraio 2026 (AP Photo/James Brooks)
Un tunnel di smaltimento all’interno del deposito di rifiuti nucleari di Onkalo, gestito dalla società Posiva, fotografato sull’isola di Olkiluoto, in Finlandia, martedì 24 febbraio 2026 (AP Photo/James Brooks)
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Ad agosto il primo deposito permanente di scorie nucleari al mondo ha ottenuto la licenza per iniziare l’attività. Il deposito si trova in Finlandia e secondo la società incaricata della costruzione dovrebbe raggiungere la piena operatività entro la fine di quest’anno. Del progetto si parlava da oltre quarant’anni.

Il deposito si trova sull’isola di Olkiluoto, nell’ovest della Finlandia, a poco più di 200 chilometri da Helsinki in linea d’aria. La città più vicina invece è Eurajoki, a circa 15 chilometri nell’entroterra, in cui vivono circa 9.000 persone. Il deposito si chiama onkalo, che in finlandese vuol dire “grotta, posto in cui nascondere le cose” e sembra la parola giusta per descrivere un luogo sotterraneo in cui saranno depositate le scorie nucleari almeno nei prossimi cento anni.

Più in generale onkalo è stato progettato per durarne almeno centomila.

La gestione dei rifiuti radioattivi ad alta attività è una delle principali questioni di lungo periodo legate all’energia nucleare. Le scorie rappresentano solo il 3% dei rifiuti prodotti da una centrale, ma sono responsabili del 95% della radioattività. Dato che rimangono radioattive per centinaia di migliaia di anni, la soluzione di riferimento è collocarle in depositi geologici profondi, progettati per limitare la dispersione delle sostanze radioattive anche nel caso in cui alcune barriere si deteriorino.

Secondo diversi esperti per l’Unione Europea sarebbe più efficace mettere in comune le scorie in depositi condivisi, ma questa soluzione incontra diversi ostacoli politici e normativi. Circa tre quarti degli Stati membri, inclusa la Finlandia, vietano di accogliere dall’estero rifiuti radioattivi o combustibile esausto destinati allo smaltimento. Per questo motivo diversi paesi hanno iniziato a costruire i propri depositi in luoghi il più possibile remoti e inaccessibili, e dove scavando dei tunnel si possano raggiungere grandi profondità.

L’isola di Olkiluoto è stata scelta per ospitare questa rete di tunnel dopo decenni di studi, soprattutto per ragioni geologiche. Gli studi geologici indicano che la roccia sotto Olkiluoto è stabile e presenta condizioni favorevoli per isolare i rifiuti radioattivi. Le valutazioni di sicurezza considerano anche fenomeni che potrebbero modificare queste condizioni nel corso dei prossimi centomila anni, comprese nuove glaciazioni e variazioni nella circolazione delle acque sotterranee.

Non è un caso che lì vicino si trovino tre dei cinque reattori nucleari attivi oggi in Finlandia (un paese che comunque non è considerato ad alto rischio sismico). Inoltre, il fondo granitico sotto Olkiluoto è particolarmente asciutto: questo aspetto è molto importante, dato che eventuali infiltrazioni d’acqua potrebbero corrodere i contenitori che contengono il materiale radioattivo esausto.

Onkalo comprende una rete di tunnel sotterranei. Il sistema iniziale ne conta circa dieci chilometri; durante le operazioni di smaltimento ne saranno scavati altri quaranta. I contenitori saranno collocati a circa 400-430 metri di profondità.

Ad onkalo le scorie nucleari saranno inserite in contenitori con un rivestimento esterno di rame e un inserto portante di ghisa che, una volta trasportati nel tunnel di smaltimento, saranno seppelliti in un foro e isolati con uno strato di bentonite, un’argilla che si gonfia a contatto con l’acqua e contribuisce a limitare il movimento delle sostanze radioattive. Ogni tunnel ha 30-40 fori di deposizione. Quando tutti i fori ospiteranno un contenitore, l’intero tunnel sarà sigillato.

La scelta del luogo ha richiesto lunghe trattative tra le istituzioni nazionale e gli abitanti di Olkiluoto. Il direttore generale dell’Autorità finlandese per la sicurezza nucleare e delle radiazioni (STUK) Petteri Tiippana ha detto che il deposito è frutto di una chiara decisione politica, responsabilità ben definite e un impegno pubblico costante.

Secondo la legislazione finlandese sull’energia nucleare, il governo può scegliere un luogo di deposito delle scorie se il comune di destinazione è a favore del progetto. L’azienda costruttrice ha condotto per anni incontri pubblici in cui abitanti, politici locali e altre parti interessate hanno avuto l’opportunità di ricevere informazioni ed esprimere le loro opinioni. Questa strategia ha permesso di costruire un certo consenso intorno al deposito, che fra le altre cose darà lavoro a circa 200 persone.

Nel 2000, il consiglio comunale di Eurajoki – il cui territorio ospiterà fisicamente il deposito – ha infine votato a favore della scelta di Olkiluoto come sito di smaltimento finale, con 20 voti favorevoli e 7 contrari. I lavori sono iniziati nel 2004, ma solo nel 2015 la società Posiva ha ottenuto dal governo finlandese il permesso di costruire il deposito definitivo e l’impianto di superficie in cui il combustibile esausto viene preparato per lo smaltimento.

L’impianto è stato progettato per ricevere circa 6500 tonnellate di combustibile nucleare esausto, cioè tutte quelle prodotte dalle cinque centrali finlandesi durante l’intero ciclo di attività. Gli impianti di smaltimento saranno chiusi solo dopo la fine delle loro operazioni, che dovrebbero durare circa cento anni. A quel punto i tunnel saranno riempiti e sigillati. Il costo complessivo del progetto, fra deposito e impianto di smaltimento, ammonta a circa 6 miliardi di euro.

I dubbi sulla sicurezza del deposito non si sono dissipati del tutto. Edwin Lyman, direttore della sicurezza dell’energia nucleare presso l’Union of Concerned Scientists, una ong scientifica statunitense, ha detto che in base a diversi studi scientifici i contenitori di rame si corroderanno per certo, che bisogna solo sperare che il processo sia così lento che la maggior parte del materiale radioattivo a quel punto avrà completato il decadimento.

La Finlandia è stata un esempio per diversi paesi. La Svezia ha avviato la costruzione di un deposito geologico nel 2025, che probabilmente inizierà le operazioni di smaltimento dal 2030. La Francia prevede di iniziare le operazioni nel deposito di Cigéo tra il 2030 e il 2035. La Svizzera e il Canada hanno scelto la zona in cui costruire il proprio deposito.

«Questi sviluppi segnano un momento di svolta nella storia dell’energia nucleare», ha detto Nora Zakaria, responsabile della Sezione Tecnologie per la Gestione dei Rifiuti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Secondo Zakaria non si tratta solo di traguardi tecnici, ma anche della dimostrazione che le soluzioni a lungo termine per il combustibile esausto e i rifiuti ad alta attività non sono soltanto teoriche, ma realizzabili e già in corso di attuazione.

In Italia le centrali nucleari sono state progressivamente fermate tra il 1987 e il 1990, dopo il referendum del 1987 che contribuì alla decisione di abbandonare la produzione di elettricità dall’energia nucleare. Tuttavia ci sono ancora grandi quantità di rifiuti radioattivi e combustibile nucleare esausto in diversi depositi temporanei, in Italia e all’estero. Recentemente il governo italiano ha rinnovato l’accordo con la Francia per continuare a tenere le scorie, che resteranno nei depositi francesi al massimo fino al 2040, quindici anni in più rispetto a quanto previsto.

Il rinnovo è stato necessario perché il deposito nazionale per le scorie radioattive, di cui si parla da vent’anni, non è ancora stato costruito e non lo sarà almeno fino al 2039. Senza quel deposito, anche i piani del governo per tornare a sfruttare l’energia nucleare diventano più complicati.