In Germania temono che un governo di AfD passi informazioni alla Russia
Se riuscisse a insediarsi in Sassonia-Anhalt, il partito di estrema destra accederebbe a informazioni d'intelligence e piani militari riservati
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In Germania il governo centrale e quelli degli stati federati stanno provando a evitare che il potenziale primo governatore del partito filorusso e di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), che potrebbe insediarsi presto nello stato della Sassonia-Anhalt, abbia accesso a informazioni d’intelligence e piani militari che potrebbe passare alla Russia.
AfD ha stravinto le elezioni statali in Sassonia-Anhalt del 6 settembre, arrivando a soli 3 seggi dalla maggioranza. Non è sicuro però che riuscirà a formare un governo: deve ottenere la fiducia del parlamento statale e l’unico partito disposto a discutere di possibili alleanze è l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW), populista di sinistra. Prima delle elezioni però il BSW chiedeva di affidare il governo a una figura tecnica o apartitica, cosa che sarebbe inaccettabile per AfD. Allo stesso tempo il partito ha preso quasi il 44 per cento dei voti, ed escluderlo per formare maggioranze alternative sarebbe complicato.
La misura più concreta che sta discutendo il governo centrale è bloccare l’accesso per il potenziale nuovo governatore di AfD a un piano militare segreto, noto informalmente con la sigla Oplan (da piano operativo in inglese). È stato preparato nel 2024, viene aggiornato periodicamente e serve a coordinare la risposta tedesca in caso di un nuovo attacco russo all’Europa orientale dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina del 2022. I governatori dei 16 stati federati tedeschi sono tra i pochi funzionari con accesso al piano, che tra le altre cose descrive il ruolo logistico che la Germania avrebbe nello spostamento di truppe e mezzi dagli altri paesi della NATO.
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Il governo tedesco teme che AfD possa passare queste informazioni alla Russia. È un argomento che i partiti istituzionali usano spesso contro AfD, come prova della sua pericolosità. In estate, prima delle elezioni statali, il ministro della Difesa Boris Pistorius dei Socialdemocratici (SPD, centrosinistra) aveva detto che non avrebbe condiviso informazioni d’intelligence militari con AfD perché «la loro affinità con Putin è impossibile da ignorare».

Una manifestazione contro AfD a Berlino, il 12 settembre (Omer Messinger/Getty Images)
In passato vari esponenti di AfD hanno espresso ammirazione per il presidente russo Vladimir Putin e lo scorso autunno alcuni parlamentari erano andati a un evento propagandistico in Russia, contro le direttive della dirigenza del partito. AfD chiede l’interruzione degli aiuti militari tedeschi all’Ucraina e accusa le istituzioni europee di voler trascinare i paesi membri in guerra, con la stessa retorica della propaganda russa.
Nell’assetto federale tedesco ogni stato ha una propria agenzia d’intelligence, che si coordina e riceve informazioni da quella nazionale. Il governo nazionale non bloccherebbe del tutto la condivisione di informazioni con un eventuale governo statale di AfD, cosa che comprometterebbe per esempio la capacità di prevenire attentati terroristici, ma quella sui temi ritenuti sensibili: in particolare sui sabotaggi russi in Europa e sulle indagini dei servizi segreti sugli estremisti di destra e sulla stessa AfD. Nel 2021 il partito è stato messo sotto sorveglianza dai servizi segreti e nel 2025 è stato classificato come pericolo per la democrazia (anche se questa classificazione è attualmente sospesa per il ricorso del partito).
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È un dibattito delicato, anche all’interno del governo, perché potrebbe dare l’idea di un “cordone sanitario” (o Brandmauer, “muro tagliafuoco”, in tedesco) potenziato o fatto attraverso altri mezzi. Viene chiamato così l’impegno di quasi tutti i partiti a non collaborare con AfD ed escluderla dalle cariche nelle istituzioni, proprio per via delle sue posizioni estremiste. Negli anni AfD ha sfruttato questa situazione per alimentare una retorica anti-sistema e vittimista, accusando gli altri partiti di atteggiamenti antidemocratici, visto che le impediscono di governare malgrado consensi sempre più consistenti.
Infine, resta da vedere cosa farà l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) e se consentirà la formazione di un governo di AfD in Sassonia-Anhalt, votandogli la fiducia o più probabilmente astenendosi (una cosa decisiva al terzo voto, quando basta la maggioranza semplice). I due partiti hanno forti sintonie sulla politica estera, la guerra in Ucraina e il contrasto a un’immigrazione raccontata come «incontrollata».
In passato la leader di BSW Sahra Wagenknecht aveva accomunato i loro elettorati, dicendo che si trattava di persone tradite dall’establishment, ma c’è uno scollamento tra dirigenza nazionale e locale. Nel 2024, dopo le elezioni locali in Brandeburgo e in Turingia, le sezioni locali avevano disatteso le direttive di Wagenknecht ed erano entrate in coalizioni con SPD e CDU. A gennaio nella BSW del Brandeburgo c’è stata una scissione in polemica con Wagenknecht e a settembre 10 parlamentari di BSW su 12 in Turingia hanno lasciato il partito accusandolo di «flirtare con gli estremisti di destra» in vista del voto in Sassonia-Anhalt.
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