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  • Martedì 22 settembre 2026

L’Europa ha deciso di rimuovere le sanzioni contro due uomini d’affari vicini a Putin

Per uno dei due, Alisher Usmanov, era una richiesta della Francia, che bloccava il rinnovo di tutte le altre sanzioni alla Russia

Alisher Usmanov, a destra, con Vladimir Putin, il 26 gennaio 2017 (Alexei Druzhinin/Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)
Alisher Usmanov, a destra, con Vladimir Putin, il 26 gennaio 2017 (Alexei Druzhinin/Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)
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I rappresentanti dei paesi membri dell’Unione Europea hanno rinnovato le sanzioni contro la Russia: contestualmente hanno deciso però di rimuovere quelle contro Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, due uomini d’affari considerati particolarmente vicini al presidente russo Vladimir Putin. La decisione è stata presa dal COREPER, il consiglio dei rappresentanti permanenti dei governi, che prepara i lavori per le riunioni ministeriali del Consiglio dell’Unione Europea.

La rimozione delle sanzioni contro Usmanov era stata richiesta dalla Francia, che ha impedito il rinnovo di tutte le altre sanzioni fino a che non l’ha ottenuta. Le sanzioni riguardano circa 2.600 persone e comprendono misure come il divieto di viaggiare nell’Unione e il congelamento dei beni.

Secondo le ricostruzioni di diversi giornali la Francia aveva chiesto la rimozione delle sanzioni contro Usmanov come parte di un accordo per liberare due cittadini francesi imprigionati in Azerbaijan. Usmanov è uzbeko e ha interessi economici in diversi paesi dell’ex Unione Sovietica oltre alla Russia, fra cui l’Uzbekistan e appunto l’Azerbaijan. In seguito il Lussemburgo aveva chiesto la rimozione delle sanzioni anche contro Fridman, che ha un lungo contenzioso legale aperto nel paese: chiede un risarcimento di 16 miliardi di dollari (14 miliardi di euro) per i beni che sono stati congelati.

La richiesta della Francia era inedita, e aveva suscitato l’opposizione di diversi paesi: in particolare quella della Lettonia, che lunedì aveva bloccato la decisione (per la quale è richiesta l’unanimità). Martedì ha deciso di astenersi, e le sanzioni sono state rinnovate. Senza il rinnovo le sanzioni sarebbero scadute proprio martedì, dopo una proroga di sette giorni che aveva esteso il precedente limite fissato al 14 settembre.

Di solito le sanzioni vengono rinnovate ogni sei mesi con un voto all’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea: in questo caso è stato deciso di prolungarle per 36 mesi senza la necessità di nuovi voti, come una forma di compensazione a chi chiedeva un atteggiamento più duro contro la Russia. Ciononostante l’Ucraina ha molto criticato la fine delle sanzioni contro Usmanov e Fridman.

– Leggi anche: Perché la Francia vuole l’esenzione di Usmanov dalle sanzioni