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  • Sabato 5 settembre 2026

Putin ha ordinato di non attaccare Kyiv per i prossimi tre giorni

Ovvero per il periodo in cui gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff saranno in Russia e in Ucraina

Steve Witkoff, Jared Kushner e Kirill Dmitriev a Mosca, 5 settembre (REUTERS/Ramil Sitdikov)
Steve Witkoff, Jared Kushner e Kirill Dmitriev a Mosca, 5 settembre (REUTERS/Ramil Sitdikov)
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Sabato il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una sospensione degli attacchi russi sulla capitale ucraina Kyiv della durata di tre giorni, a partire dalla mezzanotte: la sospensione coprirà i giorni in cui gli inviati del presidente statunitense Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, saranno in visita prima a Mosca e poi a Kyiv, per dei colloqui con Putin e poi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Kushner e Witkoff, che sono arrivati a Mosca sabato mattina, sono stati già varie volte in Russia, mentre questa sarà la loro prima visita in Ucraina da quando Trump è tornato a essere presidente, all’inizio del 2025. L’obiettivo della visita è di proporre un nuovo accordo sulla fine della guerra, cosa che Trump aveva promesso che sarebbe riuscito a fare entro 24 ore dal suo insediamento, e che invece sembra essere ancora lontana. A ritardarlo sono state principalmente le richieste irricevibili della Russia, come quella di ottenere dall’Ucraina più territori di quelli che ha occupato in quattro anni e mezzo di guerra.

Negli ultimi giorni il viaggio era stato annullato e poi riconfermato più volte, per via delle preoccupazioni dei due inviati sulla loro incolumità. Il Kyiv Independent per esempio aveva scritto che i russi avevano sconsigliato a Witkoff di visitare Kyiv, descrivendolo come un luogo pericoloso. In queste settimane entrambi i paesi hanno intensificato i loro attacchi aerei e in particolare la Russia si è accanita su Kyiv, che ha bombardato per otto giorni di seguito: venerdì aveva anche attaccato con un drone la sede dei servizi segreti a Kyiv, per la prima volta dall’inizio della guerra, ferendo almeno 12 persone. Fra il 28 e il 29 agosto un esteso attacco con droni e missili sulla regione circostante aveva ucciso 38 persone.

Per questo motivo venerdì Zelensky si era impegnato a non violare lo spazio aereo russo durante la permanenza dei due inviati a Mosca e aveva proposto una sospensione degli attacchi fra il 5 e l’8 settembre. La Russia però ha continuato ad attaccare Kyiv venerdì, bombardando anche l’aeroporto, e spostando l’inizio della tregua alla notte tra sabato e domenica. Zelensky ha accusato il governo russo di star cercando di compromettere la visita dei due inviati a Kyiv, sapendo che Witkoff aveva chiesto di arrivare nella capitale ucraina in aereo. Sabato ha confermato che rispetterà anche lui la sospensione degli attacchi nei prossimi giorni.

Jared Kushner e Steve Witkoff in Pakistan ad aprile del 2026 (AP Photo/Jacquelyn Martin)

– Leggi anche: La Russia si sta accanendo su Kyiv

La visita di Kushner e Witkoff arriva dieci giorni dopo quella breve e inaspettata del direttore della CIA John Ratcliffe, che il 25 agosto era andato a Mosca per una visita segreta. Secondo alcune ricostruzioni fatte nei giorni successivi da quotidiani come il Wall Street Journal, il viaggio aveva lo scopo di dissuadere la Russia dall’attaccare in futuro paesi della NATO, in particolare quelli che affacciano sul mar Baltico.

Avviene però anche in un momento in cui la destra statunitense sta tornando a sostenere l’Ucraina, sia per un attento lavoro di diplomazia del governo di Zelensky, sia per gli enormi avanzamenti tecnologici ottenuti nello sviluppo e nella produzione di massa di droni (per l’attacco) e di sistemi anti drone (per la difesa), che le hanno consentito di ottenere alcuni notevoli successi: fra gli altri, colpire in profondità le infrastrutture energetiche in territorio russo e isolare la penisola occupata della Crimea.

Allo stesso tempo Donald Trump non sembra essere completamente convinto. A luglio per esempio aveva annunciato che avrebbe concesso all’Ucraina le licenze per costruirsi da sola i missili intercettori Patriot, ma ad agosto si era rimangiato la parola. L’Ucraina ha disperato bisogno dei Patriot per intercettare i missili balistici che la Russia lancia praticamente tutte le notti contro il suo territorio, ma ormai ne è praticamente sprovvista.

– Leggi anche: L’Ucraina è senza difese contro i missili russi