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  • Sabato 29 agosto 2026

Un nuovo grosso attacco aereo russo sulla regione di Kyiv

I lanci di droni vanno avanti da giovedì e sono tra i più prolungati dall'inizio della guerra: stanotte hanno ucciso almeno 37 persone

L'incendio causato dall'attacco al magazzino, il 29 agosto
L'incendio causato dall'attacco al magazzino, il 29 agosto (Ukrainian Emergency Service via AP)
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Un attacco russo coi droni nella notte tra venerdì e sabato ha causato almeno 37 morti e 42 feriti in Ucraina, facendo esplodere un magazzino dove c’erano munizioni nella zona di Bucha, alla periferia della capitale Kyiv. Più di 380 persone sono state evacuate, e sono stati mandati oltre 300 soccorritori.

Le forze ucraine hanno detto che nella notte hanno abbattuto oltre 233 droni russi e solo venerdì nella zona di Kyiv sono state diffuse 13 allerte per attacchi aerei, il numero più alto dall’inizio della guerra. Da giovedì, quando i lanci russi sono iniziati senza interrompersi, le allerte sono state 27.

Il governo ucraino non ha confermato se il magazzino fosse un deposito di munizioni, come hanno invece sostenuto i comandi russi.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha sostenuto che fossero lì per errore, annunciando un’indagine per negligenza: «Quelli che l’hanno consentito devono rispondere delle loro decisioni. Ci sono delle regole: le munizioni non possono venire conservate vicino alle case o nelle zone residenziali», ha scritto sui social. Un deposito di munizioni è infatti un facile bersaglio di attacchi russi e, se colpito, causa un’esplosione è amplificata. È stata l’esplosione del magazzino a estendersi ai palazzi vicini, danneggiandone una cinquantina.

La Russia sta intensificando la campagna di attacchi aerei sulle città ucraine, in risposta a quella ucraina che ha martoriato le sue infrastrutture petrolifere, causando carenze di carburante in tutto il paese, e che da ultimo si è rivolta contro i magazzini delle principali piattaforme di e-commerce russe. I negoziati per la fine della guerra sono fermi e l’intelligence ucraina teme una nuova mobilitazione russa dopo le elezioni legislative di settembre.