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  • Venerdì 4 settembre 2026

Chi è Claudia Di Pasquale, la nuova conduttrice di Report

E perché la sua nomina è stata accolta così bene: c'entrano il suo rapporto con la redazione e il fatto che è un'inviata storica del programma

Claudia Di Pasquale dopo la sua nomina a co-conduttrice di Report (Cecilia Fabiano/LaPresse)
Claudia Di Pasquale dopo la sua nomina a co-conduttrice di Report (Cecilia Fabiano/LaPresse)
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Quando giovedì Claudia Di Pasquale è arrivata in redazione da nuova conduttrice di Report, i colleghi l’hanno accolta con applausi e abbracci. È l’opposto di quello che era successo a Giulia Presutti, nominata pochi giorni prima, che aveva rinunciato all’incarico dopo molti attacchi e critiche ricevute dalla stessa redazione.

Sigfrido Ranucci, l’ex conduttore del programma, aveva definito Presutti e Daniele Piervincenzi, nominato insieme a lei, due persone che «mortificano le professionalità» del programma. Sul conto di Di Pasquale invece ha detto: «Sarebbe stata una delle mie scelte preferite in una normale dialettica aziendale, se Corsini me l’avesse chiesto». Paolo Corsini è il direttore dei programmi di approfondimento della Rai.

A differenza di Presutti, Piervincenzi non ha rinunciato all’incarico: lui e Di Pasquale dovrebbero quindi prendere il posto dell’ex conduttore Sigfrido Ranucci, rimosso dalla Rai lo scorso 28 agosto, con la prossima puntata prevista per l’8 novembre.

Di Pasquale è una delle giornaliste storiche di Report, e parte dell’apprezzamento di cui gode dipende anche da questo. Ci lavora dal 2011, quando il programma era ancora condotto dalla sua fondatrice Milena Gabanelli. In questi anni ha fatto una cinquantina di inchieste spaziando tra temi diversi: politica, sanità, criminalità, utilizzo di denaro pubblico, lavoro, multinazionali. Sul sito di Report ne compaiono elencate 55: l’ultima riguarda la catena di responsabilità per il trapianto di cuore sbagliato a un bambino di due anni a Napoli.

Di lei, a parte le sue inchieste, si sa poco. È nata a Palermo il 10 giugno del 1977, ha una laurea in Lettere e una figlia. È giornalista professionista dal 2003 e nel 2006 vinse la borsa di studio del Premio Mario Formenton, che per quasi trent’anni ha assegnato ogni anno una borsa di studio e garantito uno stage presso testate giornalistiche a giovani laureati.

Prima di lavorare a Report, Di Pasquale aveva scritto per alcuni quotidiani e settimanali – tra cui La Sicilia, Repubblica e Il venerdì di Repubblica – ed era stata inviata del programma Exit, su La7. In un’intervista ha descritto così il suo metodo di lavoro: «Studiare ed essere preparati su tutto per essere pronti a poter rispondere a qualsiasi replica» e «semplificare».

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Le sue inchieste hanno lo stile tipico di Report. Tra le più note ce n’è una sulla Coca-Cola e sul suo impatto ambientale, che innescò uno scontro pubblico tra la multinazionale e il programma. Un’altra, intitolata “Gli insindacabili”, raccontava il funzionamento di uno dei principali sindacati italiani, la CISL, accusato di mancanza di trasparenza: il sindacato fece successivamente causa al programma, causa poi vinta da Report.

Nel 2019 Di Pasquale ha vinto Premiolino, uno dei più importanti premi giornalistici italiani, per un’inchiesta realizzata proprio con Report sull’ex senatore leghista ed ex sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Armando Siri: l’inchiesta riguardava l’acquisto di una casa a Bresso, vicino a Milano, intestata alla figlia, con un’operazione di sospetto riciclaggio su cui, dopo la segnalazione del notaio, la procura di Milano aveva avviato un’inchiesta (poi archiviata).

È stata inoltre finalista del premio Ilaria Alpi, per un’inchiesta del 2009 sulle elezioni regionali in Sicilia intitolata “Il mercato dei voti” e nel 2020 ha vinto il premio della Società Italiana Sistema 118 (SIS118) “Giornalisti dell’emergenza” per un servizio sugli operatori e sui medici del 118 durante la pandemia da coronavirus.

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Dopo la sua nomina la redazione, che fin da subito si era espressa pubblicamente e collettivamente sulle decisioni che la Rai stava prendendo sul programma, ha diffuso una nota in cui ha detto: «Per tutti noi Claudia Di Pasquale è la più degna rappresentante dello spirito e del DNA di Report».

L’idea della redazione, per come è emerso dalle interviste e dai commenti, è che Di Pasquale abbia più esperienza di Presutti, e più conoscenza del programma, del modo in cui funziona e dei suoi problemi. Dal racconto fatto a caldo da Repubblica sulle reazioni degli altri giornalisti di Report, sembra che la nomina di Di Pasquale sia stata apprezzata al punto da ridimensionare il malcontento per la nomina di Piervincenzi.

Un’altra ragione per cui la nomina di Di Pasquale è stata accolta così bene ha probabilmente a che fare col suo rapporto con la redazione: fin dalla rimozione di Ranucci dal suo incarico, Di Pasquale si era unita alle proteste dei giornalisti e alle loro minacce di andarsene in blocco nel caso in cui la Rai non avesse cambiato idea.

Sul suo profilo Facebook, dopo la nomina di Presutti e Piervincenzi, aveva condiviso i vari appelli della redazione per chiedere un maggiore coinvolgimento nella scelta della nuova conduzione. Giovedì ha detto di aver accettato l’incarico nonostante non avesse mai ambito a condurre il programma, perché la redazione la sosteneva. Ranucci l’ha definita «una grandissima professionista, rigorosa, tosta e indipendente».