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  • Venerdì 4 settembre 2026

Il femminicidio di Lorena Isceri in autostrada

L'ex compagno Federico Vella l'ha lanciata da un viadotto vicino a Firenze, dopo averla chiusa nel bagagliaio di un'auto; poi si è ucciso

La polizia sul terreno sotto al viadotto dell'A1 di Barberino del Mugello (ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)
La polizia sul terreno sotto al viadotto dell'A1 di Barberino del Mugello (ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)
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A Firenze un uomo ha picchiato e rapito la sua ex compagna, l’ha caricata nel bagagliaio di un’auto con mani e piedi legati e poi l’ha uccisa lanciandola da un viadotto dell’autostrada A1 all’altezza di Barberino del Mugello. Una volta raggiunto dalla polizia si è lanciato anche lui ed è morto. La donna uccisa si chiamava Lorena Isceri, aveva 47 anni e lavorava nel marketing di un’azienda veterinaria. Lui era Federico Vella, di 36 anni e dipendente di un autonoleggio: era stato lasciato da lei e sembra che non avesse accettato la fine della relazione.

Secondo la ricostruzione della polizia, intorno all’ora di pranzo di giovedì Vella avrebbe teso un agguato a Isceri nel garage della casa di lei, aspettandola mentre rientrava. L’avrebbe picchiata e le avrebbe legato mani e piedi con alcune fascette, poi l’avrebbe chiusa nel bagagliaio dell’auto di lei, un suv, e si sarebbe messo alla guida verso l’autostrada.

Mentre era nel bagagliaio, Isceri è riuscita a chiamare il 112, trovando il modo di prendere il cellulare nello zaino che Vella aveva buttato nel bagagliaio. La telefonata è durata circa 20 minuti: nella registrazione si sente lei che racconta agli agenti di essere stata rapita sotto casa e chiede aiuto perché riteneva che lui volesse ucciderla. Sempre secondo la polizia, Isceri avrebbe provato a chiamare anche la madre e un amico, senza riuscirci perché cadeva la linea.

Nel corso della telefonata gli agenti hanno cercato di localizzare il telefono e di capire dove si trovasse il suv con a bordo Isceri, con varie difficoltà perché il cellulare era in movimento e passava da una cella telefonica all’altra. Durante la telefonata Isceri aveva comunicato anche la targa della propria auto alla polizia, che nel frattempo aveva già inviato una volante a cercarla.

Poco dopo la polizia è riuscita a individuare il suv e a capire che era in autostrada, grazie alla geolocalizzazione del telefono e alle telecamere dell’autostrada. Quasi contemporaneamente però Vella si è accorto che Isceri stava parlando e ha fermato l’automobile sul viadotto di Barberino del Mugello, vicino a Firenze: nella registrazione della telefonata si sente lui che le chiede cosa stia facendo, e poi la telefonata si interrompe.

La polizia ha detto che Vella ha lanciato Isceri dal viadotto appena prima che gli agenti arrivassero sul posto. La registrazione delle telecamere che riprendono quel tratto di autostrada verrà usata nelle indagini, anche per capire se Isceri fosse già stata uccisa da Vella prima che la lanciasse. Quello che è successo dopo è stato ripreso dalle bodycam indossate dagli agenti: hanno detto che Vella avrebbe iniziato a gridare frasi sconnesse, prima di lanciarsi dal viadotto. I corpi dei due sono stati recuperati dal terreno sottostante, diverse decine di metri più giù, e portati all’ospedale Careggi per un’autopsia.

Le indagini cercheranno di chiarire cosa sia successo nei giorni precedenti al femminicidio di Isceri, anche per capire se il femminicidio fosse premeditato: giovedì, poco prima dell’accaduto, Vella aveva condiviso una storia sul proprio profilo Instagram in cui diceva «Addio a tutti».

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Dove chiedere aiuto
Se hai bisogno di aiuto o sostegno qui c’è l’elenco di tutti i numeri telefonici dei centri antiviolenza della rete Di.Re. È anche possibile chiamare il numero antiviolenza e stalking 1522, gratuito, attivo 24 ore su 24 con un’accoglienza disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. In entrambi i casi si riceveranno indicazioni da persone che hanno l’esperienza e la formazione più completa per occuparsi di questa questione. È anche possibile, di fronte a una situazione di emergenza, chiamare i carabinieri o la polizia al 112.