Cosa vuol dire “reintrodurre i controlli” tra Italia e Spagna

E cosa cambia nella pratica, proprio ora che i viaggi sono molto frequenti

(ANSA/TELENEWS)
(ANSA/TELENEWS)

Venerdì sera anche la Spagna ha reintrodotto controlli alla frontiera con l’Italia, cosa che l’Italia aveva già fatto la scorsa settimana in risposta alla crisi migratoria a Ceuta. I due paesi non condividono un confine di terra, quindi i controlli avranno conseguenze su chi arriva in aereo o in nave.

Sia l’Italia sia la Spagna fanno parte dell’area Schengen, la zona di libera circolazione per le persone che comprende 25 paesi dell’Unione Europea (tutti tranne Cipro e l’Irlanda) più Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Normalmente i cittadini di questi paesi possono spostarsi da uno all’altro senza particolari controlli: andando dall’Italia in Francia in aereo, per esempio, viene controllata solo la carta d’identità al momento dell’imbarco.

Ora invece Italia e Spagna si comporteranno almeno in parte come se fossero fuori dall’area Schengen. A partire dall’8 agosto, in Spagna saranno fatti controlli sull’identità e sulla nazionalità dei passeggeri di navi e aerei arrivati dall’Italia e, in caso di cittadini di paesi esterni all’Unione Europea, anche sul visto o sul permesso di soggiorno. Iniziano oggi, quindi non sappiamo ancora come funzioneranno nella pratica o se ci saranno disagi. Il governo spagnolo ha detto che dureranno fino al 7 settembre, a meno che non cambino le condizioni che hanno portato alla loro imposizione.

I controlli italiani consistono nel chiedere i documenti dei passeggeri sulle navi e sugli aerei provenienti dalla Spagna, e in teoria riguardano solo le persone con il passaporto di un paese fuori dall’Unione Europea.

Questo però non è del tutto vero: le autorità portuali e aeroportuali stanno facendo controlli a campione su chi arriva dalla Spagna, che quindi possono interessare anche cittadini italiani, spagnoli o in generale europei. Durante i primi controlli i passeggeri europei possono mostrare solo la carta d’identità e poi proseguire, mentre quelli di paesi extra europei sono sottoposti a controlli più accurati.

La situazione però è confusa e l’organizzazione varia da un porto o un aeroporto all’altro: in alcuni casi sono stati creati percorsi specifici per i passeggeri degli aerei arrivati dalla Spagna, in altri i controlli vengono fatti appena scesi dall’aereo o in altre zone dell’aeroporto. Sui siti spagnoli circolano varie notizie di code, proprio nel periodo estivo in cui il turismo tra i due paesi è più intenso.

Agenti della Polizia di frontiera fanno controlli sui passeggeri di un volo arrivato dalla Spagna a Fiumicino (Roma), 1° agosto 2026 (ANSA/TELENEWS)

La reintroduzione dei controlli è il risultato di uno scontro politico sull’immigrazione tra i governi di Pedro Sánchez (centrosinistra) e di Giorgia Meloni (destra) iniziato a fine luglio, quando decine di migliaia di persone migranti sono entrate dal Marocco nell’exclave spagnola di Ceuta, per poi tornare indietro nel giro di poche ore.

Nessuna persona arrivata a Ceuta ha raggiunto l’Europa continentale, ma Meloni ha comunque sfruttato la vicenda per posizionarsi e mostrarsi ferma contro l’immigrazione irregolare. Prima ha criticato duramente il governo di Sánchez, poi ha cambiato linea, dichiarandosi solidale con la Spagna. Non è bastato però per fermare lo scontro diplomatico. Sánchez è del partito Socialista e il suo governo è uno dei pochi nell’Unione Europea ad avere una linea meno respingente verso i migranti.