La Spagna ha dato un ultimatum all’Italia perché rimuova i controlli di frontiera

Il governo spagnolo ha detto che se non verranno tolti entro domenica adotterà provvedimenti «commisurati»

Pedro Sánchez a Bruxelles il 18 giugno 2026 (AP Photo/Marius Burgelman)
Pedro Sánchez a Bruxelles il 18 giugno 2026 (AP Photo/Marius Burgelman)

Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha formalmente chiesto all’Italia con un ultimatum di rimuovere i controlli di frontiera imposti alle navi e agli aerei in arrivo dalla Spagna. I controlli erano stati unilateralmente introdotti dal governo italiano per limitare la possibilità dell’arrivo in Italia di migranti irregolari dopo la crisi di Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco.

In un comunicato ufficiale, il governo spagnolo ha definito «ingiusti», contrari agli interessi dell’Unione Europea e discriminatori nei confronti della cittadinanza spagnola i controlli imposti dal governo di Giorgia Meloni, ne ha chiesto la rimozione entro domenica 9 agosto e ha detto che in caso contrario la Spagna «sarà costretta ad adottare provvedimenti commisurati».

Una settimana fa oltre 50mila persone sono entrate a Ceuta partendo dal Marocco, alcune a nuoto e altre dopo aver scavalcato e poi travolto le barriere di confine. Ne è nata una crisi migratoria: l’arrivo improvviso di così tante persone migranti ha messo in crisi il sistema di accoglienza di Ceuta, che non ha le strutture né i mezzi per gestirle.

Nel giro di poche ore il governo spagnolo ha schierato migliaia di soldati nell’exclave, con l’obiettivo di fermare e rimpatriare quante più persone possibili: il giorno dopo quasi tutte le persone arrivate a Ceuta sono di fatto rientrate in Marocco, anche costrette da condizioni inaccettabili. Altre sono rimaste a Ceuta, che è rimasta per giorni piena di polizia ed esercito.

Migranti provenienti dal Marocco in fila su una spiaggia per ricevere cibo a Ceuta, in territorio spagnolo, 3 agosto 2026 (AP Photo/Bernat Armangue)

Ceuta ha circa 83mila abitanti e si trova nella punta nord del Marocco, ma è territorio spagnolo e dunque dell’Unione Europea: entrarci significa poter chiedere asilo o un’altra forma di protezione internazionale, e potenzialmente raggiungere l’Europa continentale.

Anche per questo la crisi ha assunto rapidamente una rilevanza politica internazionale: dopo questi fatti i leader europei di destra di vari paesi si sono schierati contro Sánchez e le sue politiche migratorie. Il governo italiano aveva fatto un passo ulteriore, ripristinando per un mese, a partire dal 1° agosto, i controlli di frontiera con la Spagna.

Dal momento che i due paesi non confinano direttamente, concretamente vuol dire che vengono controllati i documenti dei passeggeri sulle navi e sugli aerei provenienti dalla Spagna. Molti giornali hanno definito questa decisione una «sospensione del trattato di Schengen» sulla libera circolazione delle persone nell’Unione Europea: in realtà si tratta di una possibilità prevista dal trattato stesso, che consente di ripristinare i controlli di frontiera «in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna».

La proposta del governo italiano comunque sposta poco dal punto di vista del controllo dei flussi migratori, e al governo di Meloni serve più che altro per opportunità politica, per mostrarsi fermo nel contrasto all’immigrazione in un momento in cui viene incalzato da destra dal nuovo partito di Roberto Vannacci.

La decisione del governo italiano aveva già attirato reazioni dure da parte del governo spagnolo.

Agenti della polizia di frontiera durante alcuni controlli all’aeroporto di Fiumicino a Roma, 1 agosto 2026 (ANSA/TELENEWS)

Lunedì il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares aveva criticato apertamente il governo italiano: lo aveva accusato «di non essere stato all’altezza» della situazione, e di avere un atteggiamento ipocrita, dal momento che molti più migranti entrano nell’Unione Europea dall’Italia che dalla Spagna.

Albares aveva detto anche che l’Italia in passato era stata «spesso inondata» di migranti irregolari e aveva subìto «crisi ripetute» sull’isola di Lampedusa, «che non è in grado di risolvere».

Nel comunicato in cui ha fatto l’ultimatum, il governo spagnolo ha ripreso questi argomenti, e ha aggiunto che i controlli di frontiera introdotti dall’Italia compromettono la mobilità di migliaia di persone e generano incertezza giuridica nel pieno dell’estate, quando molte persone si spostano per viaggiare.